Tecnologia


Approfondimenti sulla straordinaria tecnologia Citizen”


La tecnologia del satellitare e del radiocontrollo

Postato Da IL Lug 22, 2016 in post tecnici |

La tecnologia del satellitare e del radiocontrollo

Se ne fa un gran parlare, ma in definitiva nessuno, oltre a Citizen, aggiunge nozioni sulla tecnologia della ricezione satellitare applicata all’Orologeria.

Ho sentito, e non sapete quanto me ne dolga, anche alcuni colleghi, confondere il sistema di radiocontrollo con quello satellitare, e spesso dare indicazioni identiche, mentre invece tra i due moduli c’è un abisso tecnologico dal punto di vista concettuale.

Vediamo quindi di fare un po’ d’ordine spiegando nel dettaglio in cosa consiste un orologio satellitare e perché è diverso dal radiocontrollato.

Inizieremo col dire che entrambi sono equiparabili, per nostra facilità di apprendimento, a dei ricevitori radio. Detto questo questo si capisce che nessuno pretenderebbe di captare le trasmissioni di una Pay Tv attraverso una radio FM.

Gli orologi satellitari si collegano, come dice il loro nome, direttamente ad un numero variabile dei tanti satelliti che orbitano costantemente attorno al nostro pianeta, e che sono posizionati in modo che nonostante la rotazione della Terra ce ne sia sempre un numero sufficiente per coprire il fabbisogno su tutto il globo.

Ogni Citizen satellitare ha necessità solo di una piccola porzione di cielo “a vista” per dialogare con il satellite ed aggiornarsi all’ora esatta.

Le onde che il Satellite Wave capta, sono infatti micrometriche e di conseguenza ad altissima frequenza, come quelle della nostra parabola televisiva, che nessuno di noi si sognerebbe di tenere in casa.

La zona di ricezione di un orologio satellitare è praticamente tutta la Terra, proprio per la copertura che i satelliti garantiscono.

Può succedere che qualche volta il segnale non venga percepito, esattamente come per le trasmissioni tv, e in questo caso non bisogna pensare subito che la colpa sia dell’orologio, come non sarebbe giusto ritenere che se il segnale tv non arriva sia colpa del televisore. La propagazione delle onde è quella che è. In caso di particolari condizioni di maltempo o altri eventi, il segnale potrebbe essere disturbato e quindi non arrivare oppure arrivare incomprensibile all’orologio.

Incomprensibile? Perché?

Dal satellite vengono spedite informazioni che contengono l’ora esatta dell’orologio campione all’atomo di cesio (il prossimo sarà, absit iniuria verbis, allo stronzio). Ma l’informazione per viaggiare nello spazio deve essere trasformata in impulso elettrico. Quest’ultimo, per differenziarsi da tutti gli altri impulsi viene “modulato” ovvero gli vengono attribuite caratteristiche e intensità peculiari che possano poi essere ricostruite dal ricevitore.

In orologeria l’orario che viene inviato contiene l’ora esatta del meridiano di Greenwich, spetterà poi al nostro orologio, opportunamente programmato di tradurlo all’orario del fuso competente.

In questo modo il possessore di un orologio satellitare, pur senza preoccuparsi dello stress di tentare continuamente una ricezione, si troverà l’orologio aggiornato costantemente con un’accuratezza che sfiora il milionesimo di secondo. Tale infatti è la precisione dell’orologio al cesio.

Per quanto riguarda i radiocontrollati il discorso è un po’ diverso.

Va premesso che poi il risultato in termini di precisione sarà esattamente lo stesso, anche perché la fonte è lo stesso orologio al cesio che serve i satellitari.

La strada e l’utilizzo sono tutt’altro che simili. Intanto va detto che il segnale che viene captato dai radiocontrollati è di tipo radio, ovvero non proviene dallo spazio, ma dalla Terra stessa. Viene infatti lanciato da alcune stazioni disseminate in tutto il mondo e precisamente in Germania, Inghilterra, Stati Uniti e Giappone, e hanno una copertura di circa km. 2.000 di raggio: coprono infatti delle aree circolari da circa 4.000 km. di diametro ciascuna.

I segnali radio vengono anch’essi modulati, ma la loro propagazione risente maggiormente delle intemperanze meteorologiche e degli ostacoli fisici o magnetici. Il vantaggio però, è che essendo calibrate ad una frequenza minore (dai 60 agli 80 Khz: sono in pratica onde lunghe, OL o LW che dir si voglia), riescono a essere percepite anche all’interno delle nostre abitazioni. Ne deriva che il segnale può essere captato dal nostro orologio anche se non vediamo materialmente il cielo.

Insomma dobbiamo considerare che la ricezione radio o quella satellitare sono due cose diverse, esattamente come lo sono un apparecchio radio in modulazione di frequenza e un televisore satellitare: il primo riceve il segnale pur essendo appoggiato sul mobile di casa, mentre il secondo “deve vedere il cielo”, per il tv lo fa la parabola mentre per il nostro orologio dobbiamo essere all’aperto.

In un prossimo articolo scenderemo nel dettaglio tecnico dei singoli circuiti

Sono a disposizione per qualsiasi ulteriore specifica.

 

Eco-Drive: è ora di fare chiarezza

Postato Da IL Lug 14, 2016 in Articoli, post tecnici |

Eco-Drive: è ora di fare chiarezza

Mi perdoneranno i colleghi e qualche centro assistenza se mi permetterò di parlare molto chiaro, in questo articolo che serve per fare il punto definitivo sull’affidabilità degli accumulatori.

D’altra parte sono convinto dell’onestà intellettuale e economica di quanti orbitano attorno al mondo Citizen per cui sono certo che non ci saranno problemi. E inoltre, come soleva dire Platone: “Amicus Socrates, sed magis amica veritas” (Sono amico di Socrate, ma sono ancora più amico della verità).

Una cosa prima di tutto: l’affidabilità degli accumulatori utilizzati da Citizen e del suo sistema Eco-Drive è assolutamente indiscutibile.

Questo va detto perché sono sorte alcune perplessità legate al fatto che in certi casi vengono sostituiti degli accumulatori dopo soli 4 o 5 anni di vita.Eco-Drive: è ora di fare chiarezza

Non è per la spesa, che si riduce a circa 20 euro, e che suddivisi in 5 anni verrebbe più conveniente rispetto alle pile, ma è per giustizia: Eco-Drive può anche essere in un certo senso eterno.

Le cose che l’utilizzatore deve tenere a mente sono poche e le elenchiamo volentieri in questo promemoria:

  1. Gli accumulatori possono durare oltre 20 anni: dopo questo periodo perdono circa il 20% dell’efficacia
  2. Se possibile non far scaricare completamente l’orologio: l’accumulatore risulta molto più dinamico se mantenuto sempre in funzione.
  3. Se ci fosse necessità di ricarica, porre l’orologio a circa 30 cm. da una fonte luminosa (possibilmente luce fredda, neon) di almeno 30 watt, CON LA CORONA DI MESSA IN ORARIO COMPLETAMENTE ESTRATTA, e quindi con l’orologio fermo o al minimo di consumo.
  4. Se l’orologio non si ricarica NON PENSARE SUBITO che l’accumulatore sia da sostituire: la maggior parte delle volte una ricarica ben fatta, dall’utente o da un Centro Assistenza risolve la situazione.
  5. Nel malaugurato caso l’accumulatore fosse da sostituire, costa attorno ai 20 euro, 5 più o 5 meno a seconda del modello.

Ricordarsi quindi che chi è in possesso di un orologio dotato di Eco-Drive di Citizen ha uno strumento di grande tecnologia.

40 anni: buon compleanno ECO-Drive

Postato Da IL Mar 18, 2016 in post laboratorio, post tecnici |

Era il 1976 quando Citizen, tra l’incredulità generale e, bisogna dirlo, anche tra la spocchiosa sfiducia di molti addetti ai lavori, presentava il primo orologio ad alimentazione solare. Con un forte richiamo all’emergenza ecologica il sistema fu chiamato Eco-Drive e utilizzava solo energia rinnovabile.

Sappiamo poi com’è andata a finire: Eco-Drive si è affermato come una delle innovazioni tecnologiche più 40 anni: buon compleanno ECO-Driveaffidabili dell’intera orologeria, tanto che oggi tutti i Citizen a catalogo mondiale sono equipaggiati da questo straordinario sistema giunto ormai alla decima generazione.

Eco-Drive si dimostrò affidabile da subito, anzi da ancora prima di apparire sul mercato. Il sottoscritto, orologiaio ormai vecchio, ricorda le tabelle tecniche relative alle prove di laboratorio (carpite per me dal laboratorio italiano grazie alla complicità di fedeli talpe), le quali non lasciavano alcun dubbio grazie a risultati positivamente ineccepibili.

Ma la grande forza di Eco-Drive, quella che lo rende inimitabile e inimitato, è la capacità di essere estremamente attivo ed efficace anche nelle frequenze della luce artificiale.

Il laboratori Citizen, avvantaggiati dalla loro esperienza anche nel campo della fisica teorica, hanno elaborato celle solari in grado di percepire la luce sia nella sua forma corpuscolare che ad onde, e soprattutto nel range della luce artificiale. Questo rende attivo Eco-Drive a 360° e per 24 ore al giorno.

Seppure i più puristi tra li utilizzatori preferiscano accumulare riserva esponendo al sole il loro Citizen, dobbiamo prendere atto che non è necessario: ogni frequenza, “calore” o quantità di luce è adatta a ricaricare il nostro orologio dotato di Eco-Drive.

Oggi infatti i possessori di un orologio Citizen possono affermare con orgoglio di essere i più piacevolmente “viziati” e gratificati del settore, essendo completamente liberi dalla schiavitù del cambio pila, che come indotto porta in eredità la minimizzazione assoluta della necessità di manutenzione.

Siamo vicini a poter dire che Citizen sta creando l’orologio eterno.

 

Le casse da orologio, queste sconosciute

Postato Da IL Feb 27, 2015 in post tecnici |

Con questo articolo rispondo volentieri e ancora una volta alla richiesta del nostro Kris, il quale ha chiesto approfondimenti sulle casse utilizzate in orologeria.

È un argomento molto stimolante in quanto questo componente, seppure di fondamentale importanza, viene considerato spesso solo in chiave estetica, o al massimo sulla base delle impressioni di solidità, senza, nella maggior parte dei casi, approfondire le proprietà reali dei materiali impiegati.

c4e583ba2fec310aa1ad8f8d6a844e82_bigIn questo momento storico, l’Orologeria vive un particolare fermento nella scelta del materiale per le casse.

Se fino a qualche anno orsono, esse erano esclusivamente in lega metallica generica, in metallo dorato o laminato e in oro, oggi le possibilità sono moltiplicate.

Ha fatto il suo ingresso trionfale tra le soluzioni più richieste il Titanio, che Citizen ha arricchito con il suo Titanio + IP, detto Super.

Ma questa in realtà non è l’unica novità del settore.

Vediamo quindi di riassumere quante più opzioni possibile, magari elencandone le più famose.

Per prima occorre citare la soluzione più diffusa: l’acciaio.

Le nuove normative, finalmente e giustamente molto restrittive a riguardo del fattore anallergico, hanno determinato il successo di una lega di acciaio molto peculiare: il 316L.

Si tratta di un acciaio completamente nickel-free e di conseguenza anallergico e molto performante.

Se in passato solo pochi illuminati costruttori ne facevano uso, oggi quasi tutti i brand più importanti producono casse con questo tipo di acciaio.

Sono invece, e per vari motivi, quasi scomparse le leghe metalliche cromate, che sono ormai appannaggio degli orologi più dozzinali, o quelli venduti attraverso i canali non ufficiali. Le casse così create sono poco durevoli, ed invecchiano precocemente a causa della scrostatura del cromo. Sono inoltre allergeniche proprio per la presenza di Nickel e altri componenti che possono irritare la pelle.

La soluzione adottata per gli orologi più economici, oggi, vede invece protagonista l’alluminio e le sue leghe, che rispettano le condizioni a tutela della Salute e possono essere lavorate con meno difficoltà rispetto all’Acciaio 316L.

In posizione di preminenza, come già accennato, troviamo il Titanio, il quale può contare sulle sue caratteristiche di tenacia e di leggerezza.

Più raramente, ma in modo sempre più crescente, specialmente sugli orologi sportivi di grande pregio e costo, troviamo le casse in carbonio.

Ma le novità tecnologiche più interessanti sono date dai trattamenti che questi materiali fin qui citati possono subire, e che esaltano le caratteristiche di durezza, tenacia e durabilità.

Il primo da citare, anche per dovere di ospitalità del nostro blog, è, come detto, i Titanio +IP.

In questo caso si agisce su un materiale di base che già di per sé costituisce un optimum, ma che vede sostanzialmente incrementare le proprie virtù da questo procedimento brevettato che agisce a livello fisico e atomico sulla superficie, rendendola ancora più refrattaria a urti e graffi, senza influire sulla leggerezza, proprio perché modificante della struttura.

Il proliferare delle casse colorate, soprattutto in nero, ma anche di altri colori, tra cui la doratura, introduce un paragrafo importante dell’argomento: il trattamento PVD.

È in realtà un ulteriore trattamento fisico-chimico che anche esso va ad interessare la struttura atomica della base, che in questo caso può essere in Acciaio 316L, ma anche in Titanio.

Con questo sistema si risolve definitivamente il problema della durata del colore.

Ricordate i primi orologi in metallo brunito o annerito? Ebbene la tinta era data da un semplice bagno galvanico che, come nel caso delle dorature conferite con lo stesso sistema, avevano una vita più o meno lunga a seconda dello spessore dello strato, ma che era destinata a scomparire nel tempo.

Oggi con il PVD, non solo il colore diventa pressoché inalterabile, ma anche la resistenza a urti e graffi viene incrementata notevolmente.

La ceramica high-tech, in virtù della sua durezza e brillantezza, si è ritagliata uno spazio oserei dire di nicchia, perché occupa una posizione di preminenza negli articoli che vogliono ispirare modernità e fashion, testimoniando anche con l’alta qualità di questo materiale la loro vocazione sul mercato.

In ceramica high-tech prevalgono quasi totalmente due sole soluzioni cromatiche: il bianco e il nero.

Prima del suo avvento, chi avesse voluto donare alle casse un tocco artistico con colori vivaci, doveva accontentarsi del delicatissimo smalto o della scadente plastica o polimero. Con questa ceramica, utilizzata anche in campo aero-spaziale, anche la fantasia può contare sulla qualità massima.

Ancora presente nel panorama globale la cassa in techno-polimero, ormai però utilizzata esclusivamente per orologi dal dichiarato uso sportivo e casual, e con l’esigenza di non superare un certo costo.

Ho lasciato per ultima una novità sorprendente: una nuova lega di oro appositamente creata da Omega e brevettata a uso esclusivo dei propri orologi: l’Oro Sedna.

Si tratta di una lega sulla cui composizione la casa svizzera mantiene il più assoluto riserbo, che risolve l’unico problema delle casse in oro: la fragilità.

L’Oro Sedna, infatti, pur mantenendo la malleabilità, la duttilità e la conduttibilità record peculiari di questo prezioso metallo, ne incrementa la durezza, rendendo le casse praticamente belle in eterno.

Come abbiamo potuto constatare, quindi, il settore di ricerca relativo alle casse degli orologi e molto dinamico, e come sempre vede all’avanguardia brand che costituiscono nel loro range l’eccellenza del comparto. E Citizen, naturalmente è sugli scudi anche in questo caso.

 

Schema di funzionamento di Eco-Drive

Postato Da IL Feb 17, 2015 in post tecnici |

Come promesso all’amico Kris, ecco lo schema grafico del funzionamento di Eco-Drive.

Sono conscio che non sia estremamente dettagliato, ma, credetemi è già molto, vista la discrezione estrema che Citizen adotta in relazione alle sue tecnologie.

Eco-Drive, poi, è in effetti una “bomba” commerciale, per cui risulta comprensibile che i dati tecnici salienti siano coperti da un rigoroso riserbo.

Detto questo, nessuno ci impedisce di decifrare il materiale che viene divulgato legalmente, e questo diagramma di flussoDiagdam eco drive mehanizma appartiene a questa categoria di informazioni.

Ecco come funziona Eco-Drive.

La luce che filtra attraverso il vetro di protezione, il quale ovviamente è trattato in modo da garantire la massima trasparenza e la minima dispersione o riflessione, colpisce il pannello solare, composto da un insieme di celle collegate in parallelo tra loro in modo da garantire il massimo dell’energia possibile.

Questa energia viene dirottata verso un circuito integrato che si occupa dell’elaborazione della potenza elettrica, la stabilizza e la rende accettabile per il funzionamento dei microprocessori dell’orologio.

I moderni chip elettronici, infatti hanno un range abbastanza selettivo di alimentazione che solitamente varia dai 3,3 v. ai 5 v.

Negli orologi sono previste alcune eccezioni, vista la necessità di funzionare attraverso batterie o accumulatori che non superano i 3 v. nominali.

Dal circuito di alimentazione si diramano tre tronchi importanti di servizio, il primo dei quali riguarda l’alimentazione pura, ovvero il polo positivo di alimentazione per l’orologio nella sua parte elettro-meccanica, per il circuito di gestione generale (responsabile delle varie funzioni) e ovviamente per la carica dell’accumulatore.

Già da questo punto si evince un particolare importante: l’alimentazione serve direttamente sia la ricarica dell’accumulatore che il modulo finale.

La seconda e la terza uscita dall’integrato del Power Management interessano il dialogo dati con il circuito di gestione e il feedback di controllo.

Su queste due ultime indicazioni Citizen è piuttosto silenziosa.

A mio giudizio, e sottolineo che si tratta di deduzioni personali, credo che in realtà dal circuito di Power Management si prelevino anche altri valori di alimentazione, segnali modulati o altro. In pratica nel non meglio precisato circuito di Power Management ci sarebbe anche un generatore d’onde, magari per fornire una base dei tempi secondaria. Insomma alcuni circuiti che per qualche motivo non hanno trovato spazio all’interno dell’integrato di gestione o che servono addirittura per il suo completo funzionamento o adattamento.

Non trattandosi di alimentazione duale, la “terra” è costituita direttamente dal polo negativo del circuito.

Analizzando il diagramma, possiamo vedere che l’efficenza del pannello solare è indispensabile per un corretto funzionamento del sistema, ma la forza e l’affidabilità di Eco-Drive coinvolgono l’altissima qualità, non solo dei componenti, ma anche e soprattutto della tecnica.

Negli ultimi anni, infatti, Citizen ha sviluppato circuiti integrati specifici per questo sistema, minimizzando la dispersione di energia, aumentando la capacità di stockaggio e portando al minimo i consumi dell’orologio.

Soprattutto quest’ultimo fattore ha fatto la differenza con i sistemi concorrenti, i quali si sono dovuti arrendere e dedicarsi a prodotti di livello inferiore come resa.

Per ottenere questo risultato, Citizen ha dovuto lavorare sia sull’Elettronica, per evitare sprechi di energia, ma anche e in modo particolarmente impegnato sulla Meccanica, in quanto un minimo e indesiderato attrito potrebbe richiedere all’alimentazione un’erogazione oltre il dovuto.

Oggi Eco-Drive è il sistema più conosciuto e apprezzato nel panorama orologiero, e nelle ultime generazioni raggiunge risultati veramente eclatanti, come ad esempio il garantire quasi un anno di funzionamento al buio con l’esposizione alla luce di solo poche ore.