La Tabella Di Ricarica Degli Eco-Drive

Il grande interesse che gli Eco-Drive riscuotono sul mercato è direttamente proporzionale alla competenza dei suoi utenti. E la crescita di entrambi questi fattori è vertiginosa.

Non potrebbe essere diverso perché stiamo trattando di un modulo veramente alternativo alla secolare tradizione, ed è quindi naturale che i primi a gettarsi su un prodotto di questo tipo siano le persone più aperte alle innovazioni e più affascinate dalla tecnologia.

Solitamente questo identikit corrisponde a utenti preparati i quali non si accontentano di “possedere” l’orologio, ma lo vogliono “capire” sotto tutti i suoi aspetti.

Ecco perché ho pensato di pubblicare a beneficio dei lettori di Citizenmania una tabella tecnica che oltre ad elencare i moduli che equipaggiano i vari modelli, comunica per ognuno i tempi di ricarica minimi in relazione a quattro diverse condizioni di luminosità.

Inoltre, parametro interessantissimo, dichiara i mesi espressi in giorni, o, come nel caso degli ultimi modelli, gli anni di riserva di carica di cui sono capaci i nostri orologi.

Potete scaricare la tabella dal seguente link:

www.cannoletta.net/public/Citizen – tabella ricarica.pdf

Si tratta di un file abbastanza pesante (1.36 Mb), ma vale veramente la pena scaricarlo.

Vediamo ora come leggere la tabella:

Intanto dobbiamo dire che essa consta in due pagine.

Occupiamoci della prima.

Sulla prima colonna alla nostra sinistra sono elencati i modelli secondo il codice di referenza Citizen.

Sappiamo che gli asterischi sono da considerarsi come i Jolly: al loro posto possiamo immaginare qualsiasi numero o lettera. Per esempio i dati relativi ad AP000 o AP012 vanno letti nella corrispondenza di AP0**.

La seconda colonna indica invece il modulo che equipaggia la referenza elencata nella prima colonna.

Già questa corrispondenza è utilissima per scoprire se un orologio rappresenta una novità tecnica oppure si tratta di un restyling.

Entriamo nel vivo del discorso con la terza colonna nella quale troviamo il tempo necessario per la piena ricarica dell’orologio se esposto all’esterno durante una giornata nuvolosa (circa 10.000 lux).

La quarta colonna indica invece in quanto tempo si raggiungerà la piena carica esponendo le celle del nostro Citizen all’esterno durante una giornata soleggiata (circa 100.000 lux).

La quinta colonna ci rivela un altro dato sensibile del nostro Citizen: quanto tempo prima della scarica totale si attiva la spia di “carica insufficiente”.

L’ultima colonna della prima pagina, ci informa se dobbiamo attenderci da quel modulo qualora fosse completamente fermo, una ripartenza in tempi brevi, oppure se esso ha bisogno di qualche ora di ricarica prima di ripartire.

Passiamo ora alla seconda pagina:

essa si riferisce alla riserva di carica del nostro orologio.

Nelle prime due colonne tutto come nella prima pagina. Avremo quindi i riferimenti relativi a referenza e modulo.

La terza colonna è dedicata ai giorni di durata della carica del nostro Citizen al buio.

Nella quarta colonna troviamo l’uso giornaliero dell’orologio, nella stanza di un ufficio, affinché siano verificabili le condizioni della colonna precedente. In altre parole potremo avere per il modello referenza AP0**, 180 giorni di funzionamento, usando le sue funzioni per un’ora al giorno.

La quinta colonna ci avverte che per tutti i modelli e i calibri, la sola luce quasi soffusa dell’ufficio non è sufficiente a far raggiungere la piena carica.

L’ultima colonna invece ci rende edotti di quante ora necessitano ai varii modelli per raggiungere la piena carica sotto l’esposizione di una lampadina ad incandescenza da 20 W.

A tutto questo aggiungo la mia solita raccomandazione: tutti questi dati sono indicativi: non ci si deve preoccupare se nel nostro orologio verificheremo un dato che si discosta del 10% in più o in meno. Questo è dovuto alla normale tolleranza della micro-componentistica elettronica.

Inoltre in caso di ricarica, raccomando sempre di effettuare le operazioni ponendo il nostro orologio, CON LA CORONA DI MESSA ALL’ORA COMPLETAMENTE ESTRATTA, a circa 30 cm. Da una lampadina di circa 30 W.

Ricordarsi sempre che gli orologi radio-controllati raggiungono la massima efficienza a piena carica.

Spero che la tabella sia di aiuto ai nostri lettori.



30 Commenti

  1. Francesco C

    Interessante e molto utile, grazie Enrico!

  2. mirko017

    Grazie Enrico, mi pare pero’ che in tabella manchino quasi tutti i modelli radiocontrollati. A parte lo Skyhawk (modello JY0*** calibro U600) non trovo gli altri.
    Saluti.

  3. Vero, manca anche il Crono Pilot (mod. AS4*)..

    Grazie 🙂

  4. enantio

    .. per lo skyHawk, quale sarebbe la posizione di riposo lancette ottimale per la ricarica? Forse quella di controllo della posizione riferimento o una qualsiasi purché con corona estratta al 2° scatto?

    Grazie

  5. mirko017

    Ciao enantio,
    la posizione delle lancette in se’ non e’ importante. Estrarre la corona al secondo scatto serve ad evitare che durante la ricarica si attivi ad esempio la ricezione automatica, il che farebbe consumare piu’ energia.
    Naturalmente cio’ ha senso se lasci l’orologio sotto ad una lampada durante le ore in cui avviene la ricezione automatica, ossia tra le 2 e le 4 di mattina.
    Se invece lo esponi alla luce solare, quindi di giorno quando non avviene la ricezione automatica, direi che tutto cio’ e’ ininfluente.
    Tutto questo vale sia per lo Skyhawk sia per gli altri modelli radiocontrollati.
    Saluti.

  6. Ciao enantio.
    Vorrei aggiungere qualcosa alla risposta dell’ottimo mirko017.
    Estrarre la corona alla seconda posizione anche di giorno ritengo sia comunque importante.
    Seppure minimamente il funzionamento dell’orologio implica un consumo di energia, che per quanto irrisorio impegna l’accumulatore contemporaneamente sia in entrata che in uscita, tenendo perciò chiuso il circuito.
    E’ un po’ lo stesso principio di ricaricare il cellulare da spento anzichè in funzione, con la differenza che la sorgente è la cella solare, non certo in grado di fornire la stessa energia che la presa elettrica.
    Salvo quanto detto sopra, ti confermo parola per parola ciò che ti ha anticipato mirko017 (un prezioso veterano del blog): la posizione delle lancette è assolutamente ininfluente in relazione alla ricarica.
    Salutoni.

  7. Ciao raga.
    Riguardo ai moduli mancanti sulla tabella E’ VERISSIMO!
    Mancano alcuni tra i più significativi radio-controllati.
    Abbiate pazienza ma questo è quanto di meglio ho trovato in rete.
    Chissà se i nostri attivissimi blogheristi mirko017 o Francesco C. riescono a trovare qualcosa?
    In attesa cercherò di farmi dare da Citizen Italia materiale opportuno.
    Ciaooooooooo.

  8. mirko017

    Ciao Enrico,
    per il momento ho trovato questo link:
    http://www.citizen.com.hk/en/about-us/technology/eco-drive/charging

    Si tratta di una pagina presente sul sito Citizen di Hong Kong direi.
    Anche questa tabella non e’ completa, pero’ ci sono alcuni calibri come E670, H461, H610, ecc. che mancavano nell’altra.
    C’e’ da dire che non tutti i modelli sono venduti in tutti i paesi del mondo, quindi temo che tabelle come questa siano fatte tenendo presente solo i modelli presenti in una certa area geografica.

    Comunque poco male. Mi pare che i dati riportati in queste tabelle siano gli stessi presenti nei libretti di istruzioni dei singoli modelli. In altre parole, il valore aggiunto di queste tabelle e’ solo quello di elencare in un sol colpo le caratteristiche dei vari modelli, senza dover andare a sfogliare tutti i manuali. Quindi se i dati del nostro orologio non figurano in tabella li possiamo comunque trovare sul nostro manuale di istruzioni.
    Saluti.

  9. Grande mirko017!
    La tabella è più aggiornata ed è tutto esatto quello che ha scritto: sapevo che la mia fiducia era ben riposta.
    Ciao.

  10. Giovanni

    Cari amici del blog, guardando il mio orologio noto che ce scritto promaster…. volevo se è possibile delle delucidazioni, se non erro questa dicitura indica un scala di grado superiore rispetto agli altri citizen non marcati con tale sigla. grazie

  11. enantio

    Ciao mirko & Enrico, grazie per la tempestiva risposta! Dunque appurato che quello che conta, per una ricarica più rapida, è fermare il movimento delle lancette (i display purtroppo non si possono spegnere a comando) e impedire il radiocontrollo notturno; mi sorge un altro dubbio.. come si può tenere per 20 ore di fila l’orologio esposto alla luce solare, a meno che non sali in aereo di giorno e viaggi contro la rotazione terrestre da est a ovest? Se invece questo tempo può essere spalmato su più giorni allora il problema non sussiste. Per la luce artificiale ovviamente il dubbio non si pone!
    Scusate se sono solo amenità … ma forse è bene dirlo.
    Ciao e grazie
    Giuseppe

  12. Ciao Giovanni,
    Promaster è una collezione di Citizen che comprende i multifunzione. Quindi va intesa come indicazione che distingue una categoria di orologi. Tutti gli orologi che appartengono a questa categoria hanno detrminate caratteristiche comuni, riguardanti cassa, appunto le funzioni, il vetro e l’impermeabilità. Lo standard tecnico cresce non in funzione della qualità ma della ricchezza di elementi funzionali.
    Spero di essermi espresso in modo comprensibile.
    Salutoni.

  13. Ciao enantio.
    Hai ragione: sarebbe un po’ problematico esporre consecutivamente l’orologio per 20 ore alla luce solare.
    Il dato va inteso come informazione tecnica teorica, e come misura di paragone.
    Inoltre va detto che il modus adottato per la ricarica è quasi esclusivamente quello dell’esposizione alla luce artificiale.
    In ogni caso il dato tecnico è comunque attendibile perchè è stato calcolato minuziosamente.
    Salutissimi.

  14. mirko017

    Ciao Giovanni,
    come giustamente ti ha detto Enrico, Promaster e’ solo il nome di una collezione di orologi.
    Capisco che tale nome possa far pensare a qualcosa di “professionale” o comunque superiore ad altri modelli, ma non e’ necessariamente cosi’.
    Considera ad esempio che in Giappone, oltre alla serie Promaster, sono disponbili altre serie non importate da noi come la Attesa e la Exceed, rispettivamente di impronta piu’ sportiva e piu’ elegante.
    Ebbene, se vai a curiosare tra i modelli di queste serie, scoprirai che ci sono orologi diversi che usano sempre gli stessi calibri, ad esempio H610 da noi presente sul modello Evolution 5.
    Accade quindi che lo stesso calibro (quindi in pratica le stesse caratteristiche tecniche) venga montato in orologi esteticamente diversi, e venduti a prezzi molto diversi per precise scelte commerciali, pertanto risulta difficile stabilire se una certa serie e’ superiore ad un’altra.
    Spero di essere stato chiaro.
    Saluti.

  15. mirko017

    Buongiorno a tutti,
    tornando sulla questione della tabella con i tempi di ricarica, devo con rammarico constatare ancora una volta che il sito Citizen italiano e’ “povero” di informazioni.
    Infatti, per i vari modelli, non sono presenti informazioni quali codice del calibro utilizzato, dimensioni, tempi di ricarica, ecc., informazioni che sono invece regolarmente disponibili ad esempio sul sito inglese o americano.
    Non parliamo poi dei libretti di istruzioni che da noi sono praticamente “messi all’indice” mentre sono regolarmente scaricabili da altri siti Citizen. Sul sito giapponese poi sono disponibili anche i pesi dei vari modelli.
    Meno male che internet e’ una vera miniera di informazioni e quindi, facendo un po’ di ricerche, si puo’ trovare (quasi) di tutto, ma mi pare assurdo che sul sito ufficiale italiano manchino certi dati.
    Saluti.

  16. Ciao ragazzi,
    a completamento dell’informazione fornita da mirko017 devo dire che in passato alcuni orologi della collezione Exceed sono stati importati in Italia.
    Si tratta della prima serie in assoluto riguardo a questa collezione, composta da prodotti molto piatti ed eleganti, che presentavano una caratteristica molto interessante: le casse erano praticamente e veramente inscalfibili.
    Ricordo che io stesso mi divertivo a stupire i clienti passando sulla cassa dell’orologio nuovo e scintillante, la lama del coltellino apricasse, per dimostrare la veridicità della pubblicità Citizen.
    Purtroppo questa serie non ebbe un grande successo di vendita, nonostante tutte le attese di qualità fossero state rispettate.
    Parliamo degli anni a cavallo tra gli ’80 e i ’90.
    Ciaoooooooooo.

  17. enantio

    Ciao Enrico, grazie per la precisazione… sto pensando infatti (più per uno sfizio personale che per la reale esigenza, in quanto l’orologio va benissimo al livello di carica attuale e cioè al 3° settore della scala) di prendere una lampada a LED abbastanza potente (tipo 10000 lux) e provare a caricare al massimo lo splendido skyhawk. Voglio optare per il LED per diverse ragioni:
    1) minor consumo di energia elettrica
    2) maggior durata della lampada
    3) minor riscaldamento della lampada e quindi orologio sicuro nei 25-30 cm di distanza

    Cosa ne pensi?
    😉

  18. Ciao enantio,
    ottima idea, l’importante in questi casi è la quantità di luce, quindi il numero di lux.
    Sicuramente i vantaggi da te elencati sono reali, anche se il riscaldamento dell’orologio esposto a luce ad incandescenza non costituisce un problema se posto ad almeno 30 cm. di distanza.
    Buon divertimento e … buona ricarica.
    Salutissimi.

  19. Giovanni

    Grazie, per la risposta, immaginavo qualcosa del genere siete stati molto kiari.

  20. Giovanni

    Ragazzi sono stato sempre sfortunato con gli orologi, specie con quelli che sono impermeabili, infatti sono sempre scettico quando c sono le scritte w.r. 20 bar o 10. bar, fino ad oggi nn ho mai avuto il piacere di indossare un orologio ed essere sicuro che sia uno scafo vero e proprio, senza avere dubbi su pulsanti e corona. anche a distanza di 2-3 anni. Cosa mi consigliate. Fino ad oggi solo un modello nn m ha dato problemi di impermeabilità, pero questo nn è un Citizen.

  21. Ciao Giovanni.

    Hai già letto il post a questo link?

    http://www.citizenmania.it/articoli/si-fa-presto-a-dire-subacqueo

    Salutissimi.

  22. Le vostre tabelle sono utilissime! Mi sono accostato al mondo eco drive da una settimana e ho piu’ volte trovato notizie utili nei vostri post… Grazie!

  23. TORRE FABIO

    Buongiorno a tutti,
    potrebbe essere una domanda banale la mia, ma normalmente espongo i radiocontrollati, temendo sempre che non abbiano carica a sufficienza, al sole sul poggiolo, non li lascio per tanto tempo e mai d’estate però stamane, che il sole si fa già “sentire” ho ovviamente notato che il metallo acciaio e titanio era bello caldo. Non credo che sia un problema per il metallo ma mi chiedo se all’interno si potrebbe guastare qualche cosa. La soluzione credo che sia di esporli all’ombra, ma si ricaricano a sufficienza?

  24. mirko017

    Ciao FABIO,
    come spesso succede, anche in questo caso la soluzione giusta e’ una ragionevole via di mezzo.
    In inverno, quando la temperatura esterna e’ bassa, non e’ un problema lasciare gli orologi al sole anche per un’ora o piu’, perche’ l’aria fredda riduce il surriscaldamento causato dal sole.
    In estate e’ preferibile ridurre il tempo di esposizione, magari aumentando la frequenza delle esposizioni stesse, per cui ad esempio puo’ bastare un quarto d’ora alla settimana, anche perche’ comunque d’estate, con le maniche corte, l’orologio prende piu’ luce anche quando e’ indossato normalmente.
    Per quanto riguarda poi i danni che puo’ subire l’orologio a causa del surriscaldamento, direi che il problema si pone se si superano i 50-60 gradi, ma a quel punto il problema sarebbe anche tuo nel momento in cui ti rimetti al polso un orologio rovente…!
    Infine, meglio che niente, puo’ andar bene anche il fatto di esporre l’orologio all’ombra, ossia non sotto il sole diretto ma comunque sempre all’aperto, perche’ anche in queste condizioni la quantita’ di luce sara’ sempre superiore a quella presente all’interno di una stanza.
    Saluti.

  25. TORRE FABIO

    Ciao Mirko,
    il mio dubbio era rivolto sopratutto a non causare danni all’interno dell’orologio, e per non sbagliare ossia per far si che siano sempre efficenti li metto tutti e tre alla luce, ma in effetti la risposta che mi hai dato è quella più giusta: li esporrò all’ombra, non voglio rischiare la salute delle “bestioline”.
    Grazie e saluti a tutti

  26. Enrico Cannoletta

    Ciao Fabio,
    Mi collego al tuo intervento per riferire circa i rischi da surriscaldamento.
    I circuiti a quarzo hanno un range di tolleranza che copre da 0 a 60 gradi C.
    entro i quali e’ garantito il perfetto funzionamento.
    La normale esposizione al sole, quindi, non credo possa raggiungere temperature in grado di danneggiare la componentistica.
    Ciaoooooo.

  27. TORRE FABIO

    Ciao Enrico,
    Mi fido di ciò che dici, ma preferisco non rischiare, semmai li esporrò nelle prime ore della mattina, quando il sole non picchia forte. grazie

  28. ciao il mio citizen eco-drive va ad ogni aggiornamento dell’orario 2 minuti indietro,cosa devo fare?

  29. ciao il mio citizen eco-drive ad ogni aggiornamento dell’orario di notte quando non ce luce va sempre 2 minuti indietro cosa devo fare?

  30. Ciao
    scusami ma io ho un CITIZEN AS4035-04E radiocontrollato,
    non mi sembra di trovarlo in tabella.
    L’orologio l’ho preso da un rivenditore autorizzato e già si muoveva.
    Come faccio a capire se va ricaricato o altro?
    Perdonami ma non ho mai avuto un orologio così.
    Grazie