I colori di Eco Drive

In recenti commenti al post di una “sventurata Citizenmaniaca” nell’acquisto di un Eco Drive da donna si è toccato il tema dei tempi di ricarica in relazione al colore del quadrante.


Questa volta anticipo il nostro tecnico Enrico e intervengo per dare qualche informazione in più.
In quei commenti Andrea diceva cosa giuste circa il processo di ricarica di un sistema fotovoltaico sottolineando le differenze di prestazioni in fase di ricarica in base alle quantità di luce che colpisce il pannello fotovoltaico. Eco Drive oggi sfugge a questi vincoli (almeno in parte): infatti ha caratteristiche proprie che beneficiano di un lavoro lunghissimo (20 anni di sviluppo e ottimizzazione): il punto fondamentale per capire la differenza di Eco Drive e le sue prestazioni è la grande efficienza del sistema nel suo complesso.
Questo è il segreto (di Pulcinella) di Eco Drive: meno energia consumo – minori esigenze ho in termini di carica.
Altro punto che caratterizza Eco Drive è la standardizzazione delle prestazioni indipendentemente da forme colori e design dello specifico modello.
Alcuni dati tecnici che evidenziano il livello raggiunto da Eco Drive:

  • in tutti i modelli Eco Drive il coefficiente di trasparenza del quadrante è del 20% indipendentemente dal colore, dalla fattura e dal design del quadrante stesso (il coefficiente di trasparenza di un quadrante in madreperla è lo stesso di un quadrante nero). Se consideriamo l’ultimissima evoluzione, Eco Drive Metal, il coefficiente di trasparenza del quadrante è zero, in quanto non è più necessario che la luce attraversi il quadrante semplicemente perchè non c’e’ più il pannello fotovoltaico sotto il quadrante (è sostituito da un elemento della forma e dimensioni di un capello posizionato nel bordo esterno del quadrante in posizione non visibile).

Lo standard minimo (standard di qualità industriale Citizen) al quale tutti i movimenti Eco Drive (indipendentemente dalle funzioni, caratteristiche etc) devono sottostare è il seguente:

  • massimo 4 ore di esposizione alla condizione di luce minima (500 lux -l’equivalente di un interno abitativo) per generare l’energia necessaria per il funzionamento di 1 giorno.
  • minimo 6 mesi di riserva di carica quando l’accumulatore è a piena carica

E’ facilmente verificabile che la maggior parte dei calibri Eco Drive oggi ha prestazioni (ampiamente) superiori a tali requisiti minimi.

Per comprendere il livello di funzionalità e prestazioni raggiunte dai movimenti Eco Drive basta fare un confronto con le caratteristiche di altri movimenti solari oggi disponibili sul mercato: giusto per rimanere in casa Citizen, i movimenti Myota solari adottati da altri marchi richiedono specificatamente che il coefficiente di trasparenza del quadrante sia almeno del 50%. Il colpo d’occhio in una vetrina con orologi a carica solare evidenzierà tantissimi quadranti neri, pochi altri colori (la maggior parte comunque scuri e nessuna lavorazione di pregio su detti quadranti -saranno dischetti di plastica trasparenti).
Quadranti in madreperla, lavorazioni su più livelli, indici applicati etc, sono possibili solo con un sistema estremamente efficiente: i molti modelli Eco Drive oggi a cataologo testimoniano il livello raggiunto.

 

 

 

 

 


1 Commento

  1. Ciao Marcello,

    concordo con te su tutte le caratteristiche Eco-Drive e spero che l’esperienza della casa madre con l’Eco-Drive Metal che con l’Eco-Drive Ring sommata alla sincronizzazione satellitare permetta di creare orologi che si autoaggiornino in qualsiasi parte del mondo ci troviamo e durino non meno di 20 anni senza quasi manutenzione, caricandosi anche quando ricevono la luce lateralmente tipo sotto il polsino di una camicia (come l’Eco-Drive Ring).

    Del resto, se non credessi nella validità dei Citizen Eco-Drive non l’avrei ricomprato…

    In ogni caso negli ultimi commenti del mio post mi sono quasi autosmentito in quanto ho scritto che in effetti la madreperla poteva anche non influire se il fattore k (ovvero l’indice di trasparenza) è conosciuto… ma qualche differenza nella carica deve esserci per forza… forse data dalle dimensioni ridotte del quadrante rispetto ad altri modelli come il mio… i tempi di carica degli orologi come quello di queste immagini sono quasi doppi rispetto al mio che è un nuovo modello in supertitanio quindi entrambi con l’ultima generazione di tecnologia Eco-Drive in tutti i suoi componenti (cella, circuito, accumulatore). D’altronde, come ho scritto, le ridotte funzioni solotempo di questo modello ne aumentano la riserva di ben 60 giorni contro il mio che ha datario e gmt (240 vs 180 giorni). Ho verificato che le differenze sono maggiori per altri orologi dal quadrante leggermente più grande del mio e con meno decori opachi, sia nella ricarica che nella riserva di carica, a conferma di quanto appena scritto.

    E dubito fortemente che in un orologio così piccolo e dall’uso non sportivo ma più ricercato abbiano usato un accumulatore con maggiore capacità rispetto a modelli più grandi, ma potrei anche sbagliarmi…

    Quindi, pur nel rispetto dello standard minimo da te citato, io interpreto la differenza di dimensioni del quadrante un po’ come i caricabatterie per stilo o per batterie cellulari: a parità di funzioni dell’orologio e di condizioni di luce, quadrante standard da uomo è il caricabatterie standard a carica normale con N microAmpere, quadrante piccolo è il caricabatterie lento a carica N/X microAmpere, ed entrambi con lo stesso voltagggio.

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