Guerre stellari ?? No, è solo sana competizione

Un mercato è interessante quando c’e’ competizione: il fatto che un grande marchio come Seiko si sia messo in diretta competizione con Citizen sul terreno del radiocontrollo satellitare da un pò di pepe ad un mercato statico e spesso banale.
In questo senso evviva la competizione che dà a noi argomenti di disputa (in senso positivo ovviamente) tra passione, gusto e questioni tecniche.
Quale dei due modelli, il Citizen Satellite Wave o il Seiko Astron sia più bello lo lasciamo al gusto di ciascuno: è bello ciò che piace. Punto.
Voglio contribuire invece al confronto tra gli appassionati che si è sviluppato qui su Citizenmania illustrando il concept alla base dei due modelli.
Chiariamo subito una cosa: entrambi, sia il Citizen Satellite Wave che il Seiko Astron, sono i primi. Semplicemente perchè sono diversi, direi molto diversi.


Vediamo i dati tecnici di base che già lasciano intuire quale sia il concept di riferimento dei due prodotti:

Citizen Satellite Wave:
Movimento Eco Drive a carica luce
Radiocontrollo tramite ricezione del segnale satellitare: riceve l’informazione dell’ora da 1 satellite (scelto tra quelli “visibili”)
impostazione manuale fuso orario e ora legale
riserva di carica 2,5 anni

Seiko Astron (dati reperibili dai comunicati stampa ufficiali)
Movimento Solar
Radiocontrollo tramite ricezione del segnale satellitare: riceve l’informazione dell’ora da 1 satellite (scelto tra quelli “visibili”) -ATTENZIONE: questa è una mia interpretazione dei dati pubblicati sui comunicati stampa, dunque salvo smentite e correzioni-
impostazione tramite segnale satellitare (GPS) del fuso orario (time zone)
impostazione manuale dell’ora legale -ATTENZIONE: questa è una mia interpretazione dei dati pubblicati sui comunicati stampa, dunque salvo smentite e correzioni-
riserva di carica non comunicata

Queste semplici informazioni permettono già di “inquadrare” le filosofie progettuali seguite. Se poi le integriamo con le note relative al design e ai dettagli di costruzione tutto è più chiaro:
il Citizen Satellite Wave è nato dichiaratamente come concept watch con lo scopo di stabilire il livello tecnologico (del movimento ma anche della manifattura) raggiunto da Citizen. Altro scopo era quello di testimoniare le potenzialità del movimento Eco Drive: questo, in verità,  è il vero punto all’origine del Satellite Wave. Orologi dotati di funzione GPS erano già presenti sul mercato, tutti però limitati dall’autonomia delle batterie. Citizen ha voluto dimostrare che il sistema Eco Drive riusciva ad alimentare “all’infinito” anche un segnatempo satellitare. Questo fu il punto di partenza.
Citizen ha infatti dichiarato che il suo prodotto è il primo Eco Drive Satellite Wave, ovvero il primo orologio che beneficia del tempo ultrapreciso (radiocontrollo satellitare)  in qualsiasi luogo del mondo senza limiti di utilizzo, grazie ad Eco Drive.

La vera sfida tecnologica affrontata da Citizen è stata quella della gestione dell’energia.
Il punto tecnologico da superare era il fatto che la ricezione del segnale satellitare comporta un elevato consumo di energia.
Per dare un’idea delle problematiche relative al consumo di energia dei sistemi di ricezione GPS, considerate che uno tra i migliori orologi oggi sul mercato dotato di funzione gps ma alimentato a batterie, ha un’autonomia (utilizzando la funzione GPS) da 2 a 4 ore.
Un ricevitore portatile GPS, dotato di un buon pacco di batterie ha un autonomia in uso di circa 20h, in stand by di circa 10gg.
Le prestazioni funzionali del movimento Eco Drive che equipaggia il Satellite Wave sono invece pari a quelle di uno dei migliori calibri radiocontrollati di Citizen, ovvero l’E67 (calibro dei modelli Crono Radiocontrollato) con una riserva di carica di 2,5 anni.
Questo significa per il consumatore avere un orologio con funzioni straordinarie ma assolutamente non impegnativo nella gestione perchè di fatto perfettamente idoneo all’uso comune, come fosse un semplice modello solotempo.
Per garantire la massima funzionalità del prodotto, a livello di autonomia sono state fatte scelte ben precise: è stato scelto di utilizzare il solo segnale relativo all’orario trasmesso dai satelliti: in questo modo è sufficiente la ricezione di un singolo segnale. Inoltre è stato scelto di non gestire i fusi orari lasciando all’utente l’impostazione della città e dell’ora legale. Queste impostazioni permettono una  fase di ricezione e aggiornamento dell’orario molto veloce (avviene in 3 – 10 sec).
Dunque Citizen con l’Eco Drive Satellite Wave ha scelto la strada della funzionalità mantenendo una “sobrietà” a livello di funzioni per non scendere a compromessi su consumi e autonomie (con i conseguenti problemi che si possono generare per l’utilizzatore).

Seiko invece ha scelto una strada diversa, probabilmente dettata dal fatto che arrivando per secondo al traguardo segnato da Citizen, ha deciso di percorrere un’altra strada e tagliare un traguardo diverso, questa volta per primo.
La strada scelta da Seiko è una maggiore sofisticazione del sistema di ricezione che gestisce anche la geolocalizzazione per impostare automaticamente il fuso orario di riferimento. Maggiori funzioni e sofisticazioni comportano però alcuni compromessi a livelli di consumo e riserve di carica:
la geolocalizzazione infatti presuppone la ricezione di 4 segnali distinti ma contemporanei per le interpolazioni e una successiva elaborazione dei dati. Questo comporta ben maggiori consumi di energia (sebbene non sia corretto dire che la ricezione di 4 segnali in contemporanea sia 4 volte più dispendiosa in termini energetici rispetto alla ricezione di un singolo segnale, sicuramente però è più dispendiosa). Inoltre la successiva fase di elaborazione del segnale richiede ulteriore energia e tempo.
Infatti altra differenza tra la ricezione del singolo segnale con il solo orario e la ricezione di 4 segnali con l’elaborazione dell’informazione relativa alla geolocalizzazione è il tempo totale impiegato per lo svolgimento di queste operazioni. La fase di ricezione e autoregolazione è più lunga (per quanto ne so impiega dai 30 sec in su).
Altra grande differenza a livello di funzionalità deriva dal fatto che la ricezione del segnale satellitare comporta che le antenne trasmittenti e riceventi siano “in vista”. Normalmente i ricevitori satellitari per avere un “campo visivo” il più ampio possibile utilizzano antenne a fungo: queste permettono di vedere con maggiore facilità i 4 satelliti necessari alla geolocalizzazione. Negli orologi l’antenna è nella cassa: questo comporta una diminuzione del campo visivo. Nell’Eco Drive Satellite Wave il campo visivo laterale è di 40° rispetto alla verticale del quadrante, significa che il cono visivo è limitato ad un angolo totale di 80° rispetto ai 180° necessari per coprire tutto l’orizzonte. Questo significa che le probabilità di vedere un satellite nel proprio campo visivo diminuiscono (capita di non riuscire a ricevere il segnale alla prima ricezione, dovendola ripetere un paio di volte fintanto che un satellite non ti passa sopra la testa). Se nello stesso limitato campo visivo devo avere in vista 4 satelliti tutti assieme allora la cosa si fa ancora meno probabile.

Rimane un’ultimo aspetto da considerare tra le argomentazioni: Seiko Astron gestisce autonomamente l’identificazione del fuso orario (gli ingegneri Seiko hanno trovato un modo veramente molto furbo per svolgere tale funzione – chapeau), Citizen lascia all’utente l’impostazione della città. Seiko ha aggiunto una funzione e risulta più completo. Citizen ha ragionato in maniera più pragmatica: dato che comunque bisogna intervenire manualmente per impostare l’ora legale / solare in quanto il segnale satellitare non trasmette tale informazione, tanto vale lasciare la gestione manuale anche della città: più semplice, più efficiente, meno compromessi ma…meno completo. Sono ovviamente due approcci filosofici diversi. Altra benzina per noi appassionati.
I dati per un paragone completo non sono disponibili. Però chi aveva seguito i post (http://www.citizenmania.it/citizen-professional/i-colori-di-eco-drive/)a proposito di Eco Drive (e dei suoi presunti segreti) non avrà difficoltà a cogliere un particolare del Seiko Astron che tradisce le scelte fatte: i quadranti sono scuri, con poche lavorazioni e grandi superfici molto trasparenti. Evidentemente il “motore” dell’Astron è più potente del Citizen però è anche molto più assetato di benzina -ops luce. Eco Drive Satellite Wave, ha un motore configurato su prestazioni meno elevate per dare maggiori garanzie in termini di facilità di gestione e potenziali problemi nell’utilizzo su lungo periodo.
Rimanendo in campo automobilistico sarebbe interessante ipotizzare una sfida sulla distanza, sullo stesso circuito: Astron con maggiori prestazioni parte con un “ritmo” superiore ma probabilmente avrà necessità di uno o più  pit stop per fare rifornimento. Eco Drive Satellite Wave ha un “ritmo” inferiore ma non avrà necessità di fermarsi per rifornimenti: chi arriva primo? La disputa è aperta, ai fan

delle due scuderie la parola.
Dunque, i prodotti sono validi entrambi, entrambi sono i primi a tagliare un traguardo. Entrambi hanno una loro caratteristica che li rende unici. Sono semplicemente diversi.

Altra differenza di approccio: Citizen ha deciso di fare un orologio fuori dal comune, di realizzare un concept watch  per la sua prima uscita su questo campo . Il pensiero è stato: dato che il livello di prezzo del prodotto è elevato, ben oltre i canoni del marchio (e probabilmente oltre la soglia della cifra ragionevole da dedicare ad un orologio), ha voluto  dare tutto il contenuto possibile a fronte del prezzo richiesto, con il valore aggiunto di un design e una costruzione volutamente esasperati: un design con grandissima personalità, una costruzione ai limiti delle possibilità industriali, con cassa in ceramica avvolta da anse in acciaio etc. Allo stesso tempo ha deciso di limitare la quantità: insomma non ha voluto fare un orologio da mettere a catalogo. Queste scelte non lasciano scampo: o piacciono o non piacciono. Chi decide di acquistare l’Eco Drive Satellite Wave, spende i suoi soldi con la consapevolezza di avere qualcosa di unico, un orologio “fuori dal normale”. E’ una scelta.

Seiko invece ha scelto la strada di mettere il suo primato tecnologico in una cassa molto più civile, da orologio che si possa indossare tutti i giorni, che non tradisca alla vista il motore iper tecnologico che contiene. E’ una scelta che ha le sue ragioni: la prima è  che è fatta per porsi in una direzione completamente opposta a quella di Citizen. Citizen, probabilmente avrebbe fatto lo stesso. Anche questa è una scelta che piace o non piace: c’e’ chi apprezza la sobrietà e l’aspetto “normale” dell’orologio perchè valuta i contenuti tecnologi; c’e’ chi invece non ritiene sufficiente il contenuto tecnologico per giustificare il prezzo di qualche migliaia di euro. Anche qui si apre lo scontro tra le diverse visioni di noi appassionati.

Personalmente apprezzo tantissimo lo sviluppo fatto dai tecnici Seiko, si sono presi un anno in più di tempo ma il risultato è apprezzabile: la logica alla base del funzionamento dell’Astron è molto sofisticata. E’ una bella tecnologia, un passo avanti rispetto a quanto proposto da Citizen. E’ veramente un nuovo traguardo raggiunto. Meritava però qualcosa di più a livello di carrozzeria e ho paura che il compromesso a livello di funzionalità (a causa dei consumi) sia un pò elevato. Citizen invece ha realizzato un prodotto dal design stupendo: è da tenere in una teca ed ammirarlo. Non è però un prodotto da indossare tutti i giorni. Ha una tecnologia più semplice ma probabilmente più funzionale per l’uso quotidiano.

La mia scelta?
Io invertirei le caratteristiche dei due modelli ovvero design e tecnologia in modo da avere due prodotti perfetti e assolutamente complementari: un concept watch dalla grande personalità con una tecnologia sofisticatissima, da indossare due volte l’anno e un prodotto più civile con una tecnologia più pratica e funzionale da indossare tutti i giorni.

Cosa succederà invece?
Per quanto ne so prima che il radiocontrollo satellitare equipaggi orologi dal vero prezzo di mercato (a livello dei radiocontrollati tradizionali dunque) passerà ancora del tempo. I costi sono ancora elevati e bisogna affinare alcuni aspetti tecnologi. Siamo ancora un pò lontani dal mass market.
E’ probabile invece che nel frattempo comparirà qualcosa d’altro, più “smart”….. Vedremo chi sarà il primo a stabilire un nuovo traguardo.


8 Commenti

  1. TORRE FABIO

    Complimenti bellissimo post, che credo faccia il punto su questo argomento. Si sta parlando del resto di due colossi. pionieri in questo campo.Su una cosa però dissento: se un’orologio ti piace lo indossi e basta…. per me non esiste l’orologio da tutti i giorni e quello da ammirare…
    saluti a tutti.
    Fabio

  2. mirko017

    Buonasera a tutti,
    ho letto con molto interesse l’articolo di Marcello e l’ho trovato molto equilibrato.
    Colgo l’occasione per apprezzare ancora una volta il fatto che, pur essendo in pratica in casa Citizen, qui si possa tranquillamente parlare anche di un modello di una marca concorrente e valutarne pregi e difetti.
    Tornando al confronto tra i due orologi, devo dire che dal punto di vista puramente estetico io preferisco indubbiamente il Seiko Astron. Per i miei gusti il Citizen Satellite Wave e’ troppo appariscente. Naturalmente ho capito che e’ stato fatto cosi’ volutamente, ma in ogni caso per me rimane “eccessivo”.
    E’ chiaro che questi sono solo i miei gusti personali.
    Da un punto di vista funzionale invece, provo a mettermi nei panni di un ipotetico potenziale utilizzatore di un orologio satellitare, probabilmente una persona a cui piace sapere di avere al polso un orologio unico nel suo genere, ma al tempo stesso facile da usare, e forse anche una persona che viaggia molto.
    Ebbene, a questa persona, magari appena scesa da un aereo in una qualsiasi citta’ del mondo, risultera’ certo piu’ comodo un orologio che premendo un solo pulsante riesca a capire da solo “dove si trova” e quindi a regolare l’ora di conseguenza piuttosto che un orologio al quale bisogna “dire” in quale citta’ ci troviamo. Specialmente se la citta’ non e’ una di quelle direttamente selezionabili sul quadrante (ad esempio, se vado a Seattle devo sapere che il fuso orario di riferimento e’ quello di Los Angeles, altrimenti non saprei quale citta’ impostare).
    Pertanto anche da questo punto di vista la mia preferenza non puo’ che andare al Seiko Astron.
    Certo restano da valutare i consumi di energia e quindi l’autonomia del Seiko, ma in mancanza di dati precisi e’ impossibile fare con esattezza tale valutazione.
    Resta poi un problema comune ad entrambi gli orologi (ed anche a tutti gli altri dispositivi satellitari): per poter funzionare al meglio devono trovarsi in un luogo aperto in modo da poter “vedere” i satelliti.
    Sembrano quindi orologi ideali per chi vive prevalentemente all’aria aperta e non certo per chi trascorre la maggior parte del suo tempo in casa o in ufficio o comunque all’interno di un edificio (ossia la stragrande maggioranza delle persone…).
    A mio avviso non e’ una cosa di poco conto: con i radiocontrollati tradizionali siamo abituati al fatto che durante la notte si sintonizzano automaticamente anche stando dentro casa. Con i satellitari invece non e’ piu’ cosi’: il rischio quindi e’ quello di spendere una fortuna per poi ritrovarsi con un orologio che non riesce mai a sintonizzarsi perche’ non si trova mai nel luogo adatto, e quindi alla fine risulta preciso piu’ o meno come un qualsiasi orologio al quarzo che costa dieci volte di meno.
    Credo che questo sara’ un potenziale limite alla diffusione su larga scala di questi orologi.
    Saluti.

  3. Ernesto

    Un cordiale saluto a tutti e complimenti a Marcello per la sua stesura,molto interessante a indicare una conoscenza profonda dei satellitari.A parte la piacevolezza o meno dei due modelli,sono più vicino al commento di Mirko sulla funzionalità,in quanto diciamo che il Wave è più manuale,devi impostare il luogo o la città in cui ti trovi per trovare un radiocontrollo in zona,e se la città non è nelle 26 presenti,cito ad esempio Shen-Yang,a nord di Pechino devi sapere di impostare Dacca come fuso orario,sei ore di differenza dall’Italia,perchè se imposti Beijng ti trovi due ore avanti,nei mesi estivi con l’ora solare.Questo non dovrebbe succedere con l’Astron,ed è già un punto a favore poi sulla durata della carica al momento è tutto aleatorio non essendo ancora uscito il Seiko da poterlo analizzare in profondità.Poi c’è la questione economica,per niente trascurabile,visti i prezzi,e a dire il vero avrei potuto acquistare il Wave a 2800,00euro,e vi domando,ma un edizione limitata e ambita da molti, come mai in un anno perde quasi 800 euro? Questo mi ha un pò frenato e in concomitanza con la prossima uscita della concorrenza voglio valutare bene il da farsi,perchè sembra che si vada dai 2000 euro,modello con bracciale simil cauciù,se poi non piace si può sempre sostituirlo,ai 3200 del titanio,cinturino compreso.Comunque sia,per noi appassionati,non possiamo che ringraziare i due colossi dell’orologeria per le grandi emozioni tecnologiche che ci fanno conoscere,avrei detto che ci regalano,ma mi sembrava un pò eccessivo…….visti i prezzi.

  4. Diego 72

    Ciao a tutti!
    Che piacere leggere l’articolo di Marcello e comprendere meglio il funzionamento dei due orologi, direi anche con una imparzialitá che puó far solo piacere!
    Sul discorso prezzo “oscillante” fatto giustamente da Ernesto anche pensando a livello di investimento futuro e non solo di puro acquisto emotivo, posso solo testimoniare che, salvo rari casi di marche status simbol che a certi prezzi comunque vendono e non spaventano l’acquirente, il commerciante che acquista un orologio forte di una tecnologia innovativa ad un prezzo relativamente alto pensando ad una vendita sull’onda dell’effetto novitá e sull’entusiasmo degli appassionati, dopo un periodo di tempo puó pensare di vendere il succitato prodotto a prezzo piú basso, tenendo sempre un margine di guadagno sia pur esiguo.
    Del resto se pensiamo alla velocitá con la quale va avanti oggi la tecnologia é ragionevole da parte del commerciante perdere parte del guadagno per non rischiare di tenere in casa un prodotto che nel giro di pochi mesi diventi obsoleto, sia perché la stessa casa metta sul mercato un prodotto simile ma con piú funzioni ed un prezzo ridotto del 50% o che addirittura abbandoni il tipo di tecnologia puntando su altro.
    Io credo che non ci si debba scandalizzare, anzi queste scelte commerciali premiano soprattutto il compratore che, quasi come se giocasse in borsa, assistito dalla fortuna e con un poco di pazienza riesce poi ad assicurarsi un prodotto valente ad un prezzo piú conveniente, e pazienza se altri per averlo ordinato in anticipo con l’obiettivo di averlo prima lo paghino interamente…
    Saluti a tutti.

  5. Marcello

    Complimenti e grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere tutto l’articolo senza…addormentarsi.
    Mirko ha toccato un punto tecnico che non ho trattato nell’articolo perchè troppo a sfovore del Seiko (senza nulla togliere però all’ottimo prodotto che è) e non mi pareva equilibrato inserirlo in un confronto che ho cercato di tenere super partes. Vediamo se qualcun altro lo coglie.
    Ernesto ha toccato invece un punto commerciale che in realtà riguarda tutta l’orologeria alto di gamma. Anche qui mi piace rimanere fedele alla linea editoriale di Citizenmania e non entrare nel tema. Magari ci scappa un piccolo commento.
    Una cosa però mi piace condividerla con voi: meno male che ci sono ancora aziende e marchi che ci danno da discutere e confrontarci. Quanti sono i temi veri che l’orologeria di qualsiasi fascia oggi da a chi come noi ha piacere di parlare di orologi non solo a livello superficiale? E meno male che ci sono ancora persone attente e appassionate come quelle che frequentano Citizenmania che si informano, discutono, approfondiscono e criticano ciò che le aziende propongono. L’alternativa è il piattume che si vede in giro e che non fa bene al nostro mercato. Grazie

  6. Ciao a tutti.
    L’articolo di Marcello è veramente opportuno.
    Devo dire che non è facile trovare distributori che parlino linguaggi chiari e comprensibili come quello che abbiamo avuto modo di apprezzare dal suo articolo.
    La realtà economica evidenziata da Ernesto credo debba attreibuirsi ad una specifica circostanza locale.
    Personalmente devo dire che ricevo quasi settimanalmente richieste sul Citizen Satellite Wave da parte di appassionati che sarebbero disposti a spendere €. 3.600,00.
    Se qualche concessionario lo desidera può mettersi in contatto con il sottoscritto che sarà ben lieto di passagli il contatto con gli acquirenti.
    La verità è che il Citizen Satellite Wave è un orologio da collezione e può soprattutto stimolare la curiosità di una determinata cerchia di appassionati. Infatti è nato proprio per questo motivo: chi cerca un orologio da “passeggio” attenderà di buon grado la massificazione del prodotto, che, per mia convinzione personale, dovrà verificarsi nel giro di un paio di annetti.
    Ciaooooo.

  7. Renzo Battaglia

    Ribadisco la mia cocente delusione,sarà anche un “Concept Watch”, ma un orologio come questo,senza lancette luminescenti,è come un auto senza climatizzatore.
    Se l’avessi saputo prima, non l’avrei acquistato (808)

  8. Buongiorno,
    articolo molto interessante che ha dato qualche lume in più a un povero ignorante come me (amo i segnatempo, ma ammetto di non documentarmi come molti appassionati) su questo orologio che mi incuriosiva molto ma del quale poco comprendevo fino a questo articolo.
    Decisamente vedendo il Citizen Satellite Wave come un orologio concept ben comprendo le scelte di prezzo ed anche di stile. Detto questo forse anche fuori dal coro, a me come orologio piace molto ed anzi mi auguro in un futuro di poterlo vedere in commercio magari migliorato (ma solo nella tecnologia) ma con un prezzo un bel po’ più umano…lo ammetto io a quel prezzo non mi ci potrei mai avvicinare 😉
    Un grazie a tutti voi (a chi ci lavora e a chi come me lo frequenta come ospite)per questo meraviglioso sito e blog.
    Vladimir

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *