Storia di Citizen

Con questo articolo riprendo un’idea dell’amico Marco Parravicini, il quale con un post datato 4 marzo 2010 per primo ha avuto l’intuizione di riferirsi alla Storia di Citizen.

Dissimulata dalla grande tecnologia che propone ed è in grado di promuovere, Citizen ci fa spesso dimenticare che è ormai una delle marche più longeve nel panorama attuale dell’Orologeria.

Si può parlare quindi di tradizione e di Storia che esula dal solo ambito giapponese, ma che si afferma nel patrimonio culturale internazionale.

Citizen nasce infatti nel 1924, periodo, tra le due grandi guerre mondiali del secolo scorso, in cui la tecnologia orientale veniva spesso sottovalutata.

Il mondo occidentale fu costretto quindi a prendere atto del successo nipponico in uno dei campi che più sono risultati congeniali agli abitanti del paese del Sol-Levante: la miniaturizzazione.

Il primo orologio da tasca fu progettato nell’Istituto di Ricerca Shokosha, e venne battezzato dal Sindaco di Tokyo Shinpei Goto, con il nome augurale inglese di “Citizen” (= cittadino), per significare l’auspicio che un giorno quell’orologio potesse divenire un oggetto alla portata di chiunque.

Ben presto i tecnici della neo-nata Citizen si tuffarono nel lavoro per raggiungere l’obiettivo successivo.

E che altro poteva essere se non un’ulteriore miniaturizzazione.

Ecco quindi, nel 1931, nascere il primo orologio Citizen da polso.

Partì in quel momento una corsa sfrenata alla ricerca di records, dapprima nazionali e poi mondiali, in una lunga e gloriosa cavalcata che arriva, come vedremo fino ai nostri giorni.

Citiamo le date del 1956 per ricordare il primo orologio “Parashock”, che fu lanciato in diverse occasioni da un elicottero in volo, destando stupore in tutto il mondo; oppure il 1958 con la produzione del primo orologio giapponese con sveglia; o ancora il 1959 con la produzione di “Parawater” (sotto nella foto), il primo orologio giapponese resistente all’acqua.

Proprio in relazione a quest’ultimo, nel 1963 Citizen organizzò un test eclatante: furono ancorati diversi “Parawater” ad alcune boe che vennero lanciate dal ponte di una nave nel Pacifico, per farle navigare fino alle coste degli Stati Uniti d’America. Una volta recuperati tutti gli orologi furono testati e trovati in splendide condizioni di efficienza.

Due anni più tardi, nel 1965 arrivò il primo Record Mondiale: Citizen riuscì a produrre l’orologio con datario più piatto del mondo, realizzandolo in soli mm. 4,48 di spessore.

A questo punto, quello che ormai è divenuto un colosso mondiale dell’orologeria, si concentra nell’elettronica di nicchia.

Con un intuito eccezionale e una lungimiranza particolare, inizia gli studi per la produzione del primo orologio alimentato a celle solari, e nel 1976 realizza il primo prototipo.

Non passano neppure due anni che, nel 1978 Citizen infrange una barriera epocale nel campo dell’Orologeria producendo il primo orologio il cui spessore è inferiore al millimetro.

Quasi con aria di sufficienza nel 1980 viene presentato l’orologio con le dimensioni globali più ridotte al mondo: mm. 9 x 7 x 2.

Lo studio di miniaturizzazione e alimentazione ad energie alternative, non impedisce a Citizen di vincere un’altra scommessa.

Ecco quindi che nel 1985 fa la sua comparsa nel panorame mondiale il primo orologio con sensore di profondità: il leggendario Aqualand.

Seguono a ruota nel 1989 l’Alti-Chron, primo orologio professionale con altimetro, e nel 1994 l’Hyper Aqualand (nella foto a destra), primo orologio subacqueo con profondimetro interfacciabile al computer.

E’ il 1995 l’anno della “esplosione” del fenomeno Eco-Drive, l’orologio a celle solari a carica infinita ha raggiunto un’affidabilità tale da convincere anche i più scettici. Nascono i primi multifunzioni che non necessitano di cambio batteria. Da allora l’orologeria ha aggiunto alle categorie meccanica e elettronica una terza voce: elttronica a celle solari.

Ormai la ricerca deve forzatamente indirizzarsi verso l’affidabilità massima e ineccepibile, visto che le soluzioni tecnologiche più avanzate sono state ormai superate dalla marcia sfrenata di Citizen.

Gli anni successivi sono stati dedicati agli studi per affiancare alla tecnologia Eco-Drive un’altra soluzione di produzione di energia pulita in modo da raggiungere un’autonomia infinita.

Ricordiamo quindi Eco-Drive Duo (alimentato sia a celle solari che dall’energia cinetica del movimento del polso), e Eco-Drive Thermo (che traeva la sua energia dalla differenza tra la temperatura interna all’orologio e quella esterna).

In realtà queste due ultime scoperte sono state soffocate dalla grande affidabilità dell’Eco-Drive unita al bassissimo consumo degli orologi Citizen. La durata della carica ormai non costituisce più un problema e l’efficienza degli accumulatori è assoluta.

Chiunque avrebbe dormito sugli allori, ma non Citizen. E’ recentissimo l’ultimo incredibile record mondiale, quello che sconvolge e cambia definitivamente mondo dell’Orologeria, nonchè il nostro stile e ritmo di vita.

Nel 2011 la giapponese Citizen conquista le luci della ribalta a Basilea presentando quasi a sorpresa il primo orologio satellitare del mondo.

Grazie a Citizen oggi l’uomo è ancor più legato al cielo.

Citizen: una storia di record; una storia di vita!

 


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