Pillole di Tecnica: LCD o Analogico

Quarzo_oscillatore_di_orologioIl Corporate Blog di Citizen, ovvero del brand attualmente più significativo nel campo dell’Orologeria Elettronica, è il terreno più adatto per scendere nei particolari tecnici di questo settore, e di conseguenza per sviscerare aspetti legati alla costruzione e alla qualità dei moderni segnatempo.

E’ universalmente riconosciuto che l’introduzione del quarzo in Orologeria, ha dato una dimensione definitivamente importante alla distribuzione di Orologi alimentati a batteria.

Ma ancora più epocale, dal punto di vista sostanziale, la trasformazione della visualizzazione da digitale attraverso display, ad analogica e perciò a lancette, in quanto ha sancito l’ingresso di diritto nel panorama classico orologiero di questi prodotti altamente sofisticati.

L’orologio a quarzo analogico è di fatto molto più vicino alla concezione usuale che gli appassionati hanno dell’orologio, e si stacca decisamente dall’aspetto freddo e asettico del digitale puro.

Ma l’immagine non è la sola differenza che divide questi due concetti di visualizzazione dell’orario.

Se nel caso del digitale, rappresentato ormai unicamente, al momento attuale, dal display a cristalli liquidi (LCD), i moduli sono completamente integrati in un solo circuito di base, il quale in virtù della ricerca estremamente avanzata è in grado di fornire in uscita gli impulsi che direttamente comandano il display, nell’analogico la tecnologia è molto più armonizzata con l’aspetto meccanico.

Nel digitale il processore centrale si presenta come una “scatola nera” dalla quale si prelevano in uscita le indicazioni che determinano di volta in volta l’oscurazione dei segmenti dei digit sul display.

In caso di guasto il tecnico può fare ben poco, e gli interventi che non prevedano la sostituzione del modulo completo sono rarissimi e si limitano alla pulizia dei connettori circuito-display, alla rara sostituzione del quarzo (quando conviene) o agli interventi di manutenzione dovuti a ossidazione dei contatti in genere.

La professione dell’Orologiaio, in questi specifici casi ne risulta declassata a livello di semplice manutentore, che nella fattispecie richiede ben poca perizia e impegno.

L’argomento è di tutt’altro genere nel caso di quarzo analogico.

In concreto, un orologio a quarzo a visualizzazione analogica è concettualmente molto vicino al segnatempo meccanico.

Volendo ridurre a schemi a blocchi il funzionamento dei due sistemi, ci accorgiamo che essi si suddividono in modo completamente sovrapponibile e precisamente: Stadio propulsore, Stadio Divisore, Stadio Oscillatore, Stadio Visualizzatore.

Ovviamente, scendendo nello specifico di ogni parte, si ha una differenzazione concettuale enorme, a partire dalla componentistica, fino all’esecuzione delle funzioni.

Vediamo quindi come funzione nello specifico un orologio a quarzo analogico.

L’energia viene fornita notoriamente da una batteria in grado di generare una differenza di potenziale di circa V. 1,55 o V. 3,00, a seconda del circuito utilizzato.

La spinta prodotta dal generatore viene immediatamente convogliata ad un circuito integrato, il quale alloggia sulla stessa base (in vetronite o bachelite) sulla quale possiamo prendere anche visione dell’oragno oscillatore, contenuto in un cilindretto metallico: il quarzo.

L’alimentazione fornita al circuito e al quarzo ottiene un duplice scopo: nel primo caso genera gli stati logici che il circuito gestisce al suo interno per pilotare altri circuiti in esso integrati che provvedono a dirottare energia perfettamente cadenzata verso il ruotismo; nel secondo caso scatenano il fenomeno di piezo-elettricità che induce il quarzo all’oscillazione.

I quarzi scelti generalmente in Orologeria, a parte la sofisticatezza introdotta da Bulova con il suo quarzo ad oscillazione torsionale, generano un’alternanza fissa a 32.768 Hz., ovvero 2 elevato alla 16.a.

Il “segnale” in uscita dall’oscillatore viene a sua volta riconvogliato nel circuito integrato, e precisamente nella parte adibita a divisore.

In uscita dal divisore possiamo prelevare un impulso perfettamente tarato su 1 Hz., il quale si riscontra poi sulla lancetta dei secondi che scandisce il tempo.

Come abbiamo visto, tutti gli stadi che compongono il nostro schema a blocchi sono interattivi e vengono coinvolti più volte nel processo di generazione del campione di tempo che determina la marcia del nostro orologio.

Il sistema più tradizionale degli orologi analogici a quarzo, prevede un motorino denominato “pas-a-pas”, il quale gira in una sola direzione perchè ad esso costretta dal magnetismo indotto in un ponte sfalsato.

Tutta questa tecnologia si cela, discreta e silenziosa, dietro il quadrante del nostro orologio a quarzo, e nasconde nel suo silenzio, l’opera eccezionale degli ingegneri, tra cui quelli di Citizen eccellono, alla ricerca di performances sempre superiori e della perfezione assoluta.

Risulta a questo punto piuttosto evidente che anche l’opera dell’Orologiaio assuma un’importanza fondamentale. Per mettere mano a questi gioielli di tecnologia occorre avere una competenz specifica del settore, e di conseguenza aver ben assimilato precedentemente tutti i fondamenti dell’Orologeria Meccanica, la quale ricompare frequentemente non sola nella manutenzione ordinaria, ma anche e soprattutto negli interventi di riparazione.

Anche la lubrificazione assume un’accezione determinante, che ovviamente nel caso del digitale a display non ha in quanto assolutamente inutile.

La moderna tecnologia ha prodotto un numero veramente considerevole di lubrificanti adatti ad ogni singola funzione dei meccanismi, che in molti casi di quarzi analogici sono più ricchi di frizioni che i meccanici. Questo particolare ha determinato un mutamento estetico anche sul banco da lavoro dell’Orologiaio professionista, il quale ha dovuto aggiungere un numero imprevisto in passato di contenitori e oliatori.

Spero che questo articolo abbia dato un’idea della difficoltà nella creazione di un orologio a quarzo di qualità, in modo che ogni appassionato, leggendo l’ora sul proprio segnatempo, ne sia orgoglioso e felice di possederlo.

Prossimamente la descrizione dei modelli a doppia visualizzazione, detti “Digi-Ana” come, ad esempio, l’Aqualand 2 di Citizen.

 


14 Commenti

  1. mirko017

    Ciao Enrico,
    molto interessante questo articolo. Diciamo che potrebbe servire a far cambiare idea a coloro che storcono il naso di fronte ad un orologio al quarzo pensando che sia solo un mucchietto di circuiti elettronici senza “anima”.
    Saluti.

  2. Francesco C

    Grazie Enrico per la dotta e interessante spiegazione.

    Caro Mirko, temo che l’anima di un orologio stia nel bilanciere …. e quindi un orologio al quarzo non ce l’ha …

  3. mirko017

    Ahi, cos’ho fatto… temo di aver innescato una bomba…!
    E va be’, ormai siamo in ballo, dunque balliamo.
    Non capisco perche’ debba sopravvivere ancora questo concetto che l’anima di un orologio debba essere esclusivamente il bilanciere.
    Se la tecnologia ha inventato altri congegni che possono produrre lo stesso risultato, perche’ non dovrebbero essere altrettanto degni di considerazione?
    Pensiamoci un attimo.
    Chi di noi oggi vorrebbe acquistare una radio o un televisore a valvole?
    E chi acquisterebbe un’automobile nuova con l’avviamento a manovella l’accensione a spinterogeno e l’alimentazione a carburatore?
    Probabilmente nessuno o comunque pochissimi.
    E allora perche’ solo negli orologi deve esserci questa ostilita’ verso le tecnologie piu’ moderne…?

  4. Post interessante, dove sarebbe bello approfondire riportando alcuni esempi pratici di raffinatezza di questi quarzi.

    Perchè non parlare del modulo E210 che, seppur quarzo , eco drive, ha una grossa componente meccanica per la cronografia (cosa che, tra le altre, permette una “Fly back” semplificato – ovvero senza ripartenza del conteggio cronografico ma solo azzeramento a “scatto”) che richiede, ad esempio, l’utilizzo di 7 “rubini” sintetici?

    Perchè non mostrare quanto è “complesso” un calibro come l’H144 ?

    Magari cercare (scusate, torno spesso qua ma mi interessa particolarmente) di reperire un esploso di questi calibri e del H610 (uno dei +, se non il +, evoluto di Citizen)

    Credo che questi calibri, per molti versi, abbiano realmente poco (o nulla) da invidiare a molti meccanici.

    Quello che invece a me piacerebbe vedere sarebbe un bel solare termocompensato (magari, commercialmente, come alternativa al radiocontrollo, con l’obiettivo comune della massima precisione)

    Citizen detiene ancora il record in tal senso con il suo storico Chronomaster (se nn erro accreditato nella versione + performante di un +/- 3 sec./anno) quindi sicuramente in grado di dir la sua in questo ambito!

    Ciaooo

  5. Francesco C

    Nessuna ostilità verso le tecnologie più moderne, ho perfino un digitale con display EPD e anche un sacco di radiocontrollati, però non riesco a riconoscere loro un’anima, come non la riconosco al televisore, al computer, ecc.
    Ho disseminati per la casa una dozzina di orologi da tavolo radiocontrollati, tutti senz’anima, ma sulla mensola del camino c’è una pendola Kienzle del 1938 che quando batte le ore la sua anima la fà sentire tutta:

    http://it.tinypic.com/r/2mmxx6q/5

    Per me non c’è nulla da fare, anche se ho in casa 6 PC più tablet e tutto quanto l’elettronica può offrire, l’anima di un orologio sta nel bilanciere e senza il ticchettio della racchetta per me non c’è storia. Il che non vuole dire che non mi piacciono gli orologi al quarzo, ne ho una cinquantina, però il mio cuore batte più forte per i meccanici e infatti ne ho di più.

  6. mirko017

    Non lo so…, forse la tendenza a riconoscere un’anima negli orologi meccanici deriva dal tipico rumore che essi producono, mentre un oscillatore al quarzo, anche se infinitamente piu’ preciso, risulta silenzioso, almeno per l’orecchio umano, e pertanto sembra piu’ asettico.
    Per me tutti gli orologi sono semplicemente degli oggetti, o se preferite delle macchine, costruiti per misurare il tempo (cosi’ come un telefono e’ un oggetto costruito per comunicare, una radio e’ un oggetto per trasmettere e ricevere segnali, e cosi’ via), pertanto la cosa che mi interessa di piu’ e’ che lo misurino nel modo piu’ preciso possibile.
    Detto questo e’ chiaro che se esce una nuova tecnologia che consente di ottenere migliori prestazioni e magari anche un costo inferiore, beh…non posso fare a meno di preferirla alla tecnologia precedente.

  7. Io credo che la differenza sia nel fatto che alcuni preferiscono il sentimento (l’anima, se preferiamo, le emozioni scaturite dalle circostanze) mentre altri apprezzano “la tecnica applicata”, l’efficienza.
    E’ indubbio che un segnatempo come un radicontrollato Citizen sia un mix di tecnologie e materiali e scelte tecniche molto efficienti ed apprezzabili dal punto di vista tecnico e funzionale. E’ un dato oggettivo, non opinabile.
    Allo stesso modo al cuor non si comanda, e altri hanno passioni vive per una particolare soluzione piuttosto che un’altra: vuoi perchè è stata la prima e d’impatto molto apprezzata, vuoi per un affetto nostalgico, vuoi per i semplici gusti personali e così via…
    Di conseguenza una persona che è appassionata di tecnologia applicata ed efficienza potrà trovare un pò fuori luogo l’attaccamento al “vecchio stampo” di altre persone che invece giudicano un base all’affetto emotivo.
    Non so se mi sono spiegato…!
    A me piacciono entrambe le soluzioni, adoro i pregi e gli aspetti positivi in una quanto nell’altra e non ho una preferenza netta. Sono per l’efficienza, mi piacciono le soluzioni utili ed intelligenti, più funzionali possibili, ma al contempo ho imparato ad apprezzare la così detta anima di un calibro meccanico che mi affascina allo stesso modo…

    In ogni caso, mentre discutiamo di filosofie stereotipe in controversie che non avranno mai fine, Enrico Cannoletta ha superato i 1000 punti su Citizenmania! Il suo millesimo punto volevo essere io quando ho notato che era a quota 999, ma Francesco C mi ha anticipato! 😀
    Complimenti al nostro stimato tecnico di fiducia!

  8. P.S. caro mirko017, dopo un mese e mezzo circa di cinturino di pelle di squalo sul The Pilot, ieri sono tornato al bracciale per cambiare un pò! Devo dire che il bracciale ha sempre il suo fascino 🙂 ora di nuovo per un pò lascio il bracciale, poi cambierò ancora.

    Domanda: c’è un modo per mettersi in contatto “in privato” con un altro membro di Citizen mania? Non mi pare si possano mandare messaggi privati agli altri iscritti, correggetemi se sbaglio…

  9. P.P.S. mi correggo: il millesimo punto di Enrico l’ha segnato AlexB!! Avevo contato male… troppi commenti pubblicati quasi contemporaneamente… Pardon

  10. mirko017

    Ciao lamapss,
    non esiste un modo esplicito per mettersi in contatto “in privato” con un altro utente come esiste invece in altri forum.
    C’e’ pero’ un modo “indiretto” derivante da quello che secondo me e’ un punto debole del sistema che ho anche gia’ segnalato a suo tempo a Fabio Dell’Orto.
    Si tratta di questo: quando tu pubblichi un articolo, per ogni commento scritto da altri utenti nell’articolo stesso tu ricevi una mail inviata automaticamente dal sistema all’indirizzo di posta che hai dichiarato nel tuo profilo. Ebbene, in ciascuna di queste mail e’ riportato anche l’indirizzo di posta dell’utente che ha inserito il commento, e secondo me e’ proprio questo il punto debole del sistema che non dovrebbe svelare dati privati degli utenti.
    Quindi in conclusione, se l’utente con cui vuoi metterti in contatto ha scritto almeno un commento in un tuo articolo, dovresti aver ricevuto una mail contenente il suo indirizzo di posta.
    Saluti.

  11. Ciao ragazzi.
    Mi compiaccio di cuore della preparazione dei partecipanti al nostro blog.
    Vi garantisco che il livello di conoscenza dell’argomento dei nostri “Citizenmaniaci” è molto elevato, non solo sotto l’aspetto tecnico o estetico dei modelli in discussione, ma anche per quanto riguarda il profilo fisofico della materia.
    La diatriba tra i sostenitori del meccanico e quelli che prediligono l’elettronico è ormai entrata nella canonicità dei rapporti tra appassionati, e costituisce un arricchimento della cultura orologiera per entrambi gli schieramenti, tutti e due con ottime motivazioni di fondo.
    Grazie lamapss per aver sottolineato il mio 1000° punto.
    Salutissimi.

  12. @mirko017: ottima osservazione! In effetti mi ero dimenticato di questo “dettaglio” delle mail, che in precedenza avevo notato ma subito snobbato in quanto non di mio interesse… Concordo che in effetti è una “falla nel sistema” che andrebbe corretta, ma sono anche dell’opinione che sarebbe (diciamo così) CARINO avere la possibilità di mandare messaggi privati tra utenti, per scambiarsi una opinione a quattr’occhi o per entrare in contatto diretto con altri appassionati per qualunque altro motivo.

    @Enrico Cannoletta: macché grazie! VOGLIAMO LA TORTA!!! 😀 Scherzo naturalmente. E’ sempre un piacere poter attingere dalla tua competenza ed esperienza.

    Saluti!

  13. Francesco C

    In effetti i messaggi privati sono parecchio usati nei vari forum in quanto permettono scambi di informazioni ed opinioni non necessariamente pubbliche e non sarebbe male averli anche qui se questo strampalato software lo permette.

    Per esempio indirizzi, prezzi, sconti e cose così non stanno tanto bene in pubblico.

  14. Già… a me da fastidio pubblicare in bella vista il mio indirizzo mail o ancora il numero di telefono. I contatti in vetrina pubblica sono sempre oggetto di attacchi da parte di spam o malintenzionati, sempre meglio evitare.

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