Orologi Citizen Dal Mercato Parallelo

Un vecchio proverbio, saggezza dei popoli, recita: “Non sempre è oro quello che luccica”.

Assisto perplesso, negli ultimi tempi, un crescente interesse di alcuni utenti, nei confronti del cosiddetto “mercato parallelo”, che consiste nell’acquistare prodotti che non provengono dai normali canoni di distribuzione.
Questo accade in conseguenza ad una asserita convenienza di prezzo riferita a determinati modelli che sarebbero, e sottolineo sarebbero, più convenienti in alcuni Paesi rispetto ad altri.

Si verifica quindi la convergenza dei favori di alcuni internet-nauti a scegliere l’Inghilterra per l’acquisizione di certi radio-controllati, o l’Italia per altri Super-titanio.
Vediamo quindi, approfittando dell’ospitalità di Citizen Italia, che voglio ricordare è padrone di casa in questo blog, e della sua democrazia editoriale, di fare un po’ di chiarezza senza peli sulla lingua.
Personalmente, in qualità di tecnico e osservatore legato al mondo dell’informazione, nego decisamente l’effettiva convenienza e il risparmio tangibile nell’acquisto “fuori-canale”.

Spiego qui in seguito i capi saldi della mia tesi.
La distribuzione mondiale, è ad esclusiva cura di Citizen Giappone, la quale ha come referenti pochissimi soggetti che ne curano la diffusione nei vari continenti.
Le scelte di questi responsabili sono regolate da accordi e da vincoli intrapresi in modo globale, creando equilibri che lascino pochi spazi alla speculazione esterna.
Ne deriva che i prezzi finali degli orologi Citizen risultino il frutto di uno studio complessivo del settore, in perfetta armonia e compatibilità con i vari listini nazionali.
I prodotti, da parte loro, scaturiscono da scelte dettate dall’opportunità di mercato che gli stessi responsabili ad alto livello, ravvisano nella zona geografica di competenza.

Essendo la base di partenza unica e univoca (Citizen Giappone) e la scelta delle sfaccettature di produzione a discrezione dei responsabili, è facile dedurre che ogni prodotto potrebbe riportare differenze di materiale o finiture diverse da zona a zona, le cui differenze emergono in modo trasparente solo dal numero seriale del prodotto, piuttosto che dalla referenza di vendita, la quale ne caratterizza unicamente l’estetica di marketing.
Ecco il motivo di asserite differenze di prezzo, che spesso consistono nella presenza o meno di vetro minerale in sostituzione di quello zaffiro, della natura della guarnizione, o addirittura della finitura di cassa, quadrante.

Abbiamo assistito in passato, ma questo è un discorso sempre di attualità e riferito non certo a Citizen, a modellerie che in taluni mercati rispettano standard qualitativi sufficienti alla commercializzazione interna, magari meno severa rispetto ai canoni imposti dalla comunità europea.
Un altro e ben più prudente approccio va consigliato verso i prodotti distribuiti da aziende non interne al canale ufficiale Citizen.
In questo caso la determinazione della natura del modello è resa ancora più difficile dal fatto che risulta difficoltoso risalire al Paese di provenienza di questi beni, i quali beneficiano teoricamente esclusivamente della garanzia del produttore.

Le regolamentazioni di riferimento in materia sovranazionale, prevedono la responsabilità del venditore, al quale è demandato l’onere di rispettare i canoni di garanzia. Il rivenditore deve successivamente rivalersi nei confronti del proprio fornitore e così via fino alla cima della catena rappresentata dal produttore.

Lascio ora a voi il libero dibattito sull’argomento.


19 Commenti

  1. mirko017

    Ciao Enrico,
    quello che dici e’ certamente condivisibile. Spesso le differenze di prezzo tra un paese ed un altro sono dovute a differenze, magari non immediatamente visibili, nei prodotti.
    Posso fare un esempio che vale per tutti: lo Skyhawk in titanio venduto in Italia ha il vetro zaffiro, mentre ad esempio quello venduto in Inghilterra ha il vetro minerale.

    C’e’ da dire pero’ che, ogni volta che esistono differenze tecniche tra i modelli venduti nei vari paesi, cambia il codice di riferimento: infatti lo Skyhawk “italiano” ha un codice diverso da quello “inglese”.

    Ci sono pero’ anche casi in cui il prodotto e’ effettivamente lo stesso (ossia ha lo stesso codice di riferimento), ma il prezzo varia sensibilmente da un paese all’altro.
    Un esempio illustre in tal senso e’ rappresentato dall’Evolution 5 Sporty Elegant: in Italia ha un prezzo di listino di 690 Euro, ma in paesi come Austria, Germania e Olanda costa ben 795 Euro. E stiamo parlando di paesi che adottano la nostra stessa moneta, pertanto in questo caso la differenza di prezzo appare un po’ strana.
    Paradossalmente nei pressi del confine del passo del Brennero ci potrebbero essere due negozi, uno in Italia e l’altro in Austria, che pur a breve distanza l’uno dall’altro si troverebbero a vendere lo stesso orologio con una sensibile differenza di prezzo.

    Ci sono poi altre situazioni (e mi pare che gli utenti, tra cui mi metto anch’io, che recentemente hanno mostrato interesse per il mercato inglese e/o americano ricadano in tali situazioni…) nelle quali diventa inevitabile rivolgersi a mercati diversi dal nostro.
    Mi riferisco a tutti i casi in cui si desidera acquistare un certo modello che non e’ importato in Italia.
    E’ facile fornire esempi: chiunque voglia acquistare un qualsiasi modello della Signature Collection, o della serie AT40xx (Perpetual Chrono A.T.), solo per citarne un paio, non puo’ fare altro che rivolgersi a quei mercati.

    Concludo dicendo che, a mio avviso, ciascuno e’ libero di acquistare dove meglio crede o dove piu’ gli conviene.
    L’importante e’ tenere gli occhi aperti ed essere ben consapevoli di “che cosa” e “dove” si sta acquistando, per evitare spiacevoli sorprese successive.
    Saluti.

  2. Ernesto

    Un cordiale saluto a Enrico e Mirko,post molto interessante e che mi sente in parte coinvolto per gli ultimi miei acquisti effettuati nei così detti mercati paralleli.Fino a poco tempo fà il quesito non mi riguardava perchè negli ultimi cinque anni il mio orologio,l’unico,è stato un Pilot radiocontrollato in titanio,acquistato in Italia con mia grande soddisfazione sia per l’estetica che per le funzioni,sempre perfette.Poi per caso scopro Citizenmania,un forum che mi intriga, molto ben fatto in cui gli amanti di questi orologi sono in maggioranza degli esperti molto cordiali che non lesinano consigli,sia tecnici che amatoriali a gente neòfita come me.In concomitanza per esigenze personali sovente mi reco in Cina e allora mi chiedo se esiste un radiocontrollato che funzioni anche lì.La risposta mi arriva da questo sito,e così ecco il mio secondo Citizen,l’Evolution 5 sporty elegant che non trovando a Torino ne decido l’acquisto via internet da un commerciante inserito nell’elenco della casa madre.Se uno si limitava come me ad un solo orologio o al massimo due i normali canoni di distribuzione vanno benissimo,sia per la garanzia ufficiale che per altre considerazioni,il problema per i così detti collezionisti arriva quando si cerca qualcosa di diverso,e quì Citizen Italia è un pò restrittiva con i modelli,sicuramente sarà per motivi di marketing,ma se uno desidera un Moonfhase,o un Gran Complication,vero Mirko,non gli resta che guardare oltre Manica o oltre oceano.Non è che siamo contenti di pagare le tasse di sdoganamento,ma la passione a volte è irrefrenabile.Proporrei quindi alla casa madre di mettere a disposizione degli acquirenti italiani tutta la loro collezione,anche solo a richiesta,è inimmaginabile per un commerciante averli tutti, previo un distributore ufficiale così da soddisfare coloro che decidono per un particolare modello.Per quanto riguarda i prezzi,parlo del mio caso,figlio di un Citizen maggiore,pubblicato di recente,trovo eccessiva una differenza di più di 300 euro per la cassa in titanio e il vetro zaffiro,decidendone così l’acquisto oltre manica.Saluti a tutti

  3. mirko017

    Ciao Ernesto,
    concordo pienamente con cio’ che dici. Sicuramente, se certi modelli fossero disponibili anche in Italia, non ci sarebbe motivo di andarli a cercare oltre manica o addirittura oltre oceano. A meno che la differenza di prezzo non sia tale da giustificare l’acquisto all’estero…!

    A tal proposito voglio ricordare un caso che risale ormai a piu’ di un anno fa e che certamente molti ricorderanno.
    Mi pare fosse ottobre del 2010 (vado a memoria…) quando, per un malinteso, venne annunciata l’uscita in Italia “in anteprima mondiale” del modello World Timer (serie CB00xx).
    Il malinteso consisteva nel fatto che in realta’ tale modello era gia’ disponibile da tempo nei paesi anglosassoni, quindi non poteva trattarsi di un’anteprima mondiale.
    Poco male, in fondo a noi interessa che gli orologi siano disponibili e non e’ essenziale arrivare primi o secondi…
    Tuttavia, mentre in Inghilterra e negli Stati Uniti erano disponibili sia la versione in acciaio sia quella in titanio, in Italia fu deciso di importare solo quella in acciaio. Non solo, qui da noi il prezzo della versione in acciaio con bracciale fu stabilito a 440 Euro, mentre nello stesso periodo la versione in titanio con bracciale costava in Inghilterra 369 Sterline (tempo dopo fu aumentata a 379 Sterline).
    Facendo due conti con il cambio di allora (e tutto sommato anche con quello di oggi…) risultava piu’ conveniente acquistare la versione in titanio in Inghilterra piuttosto che quella in acciaio in Italia, anche perche’ non ci sono tasse doganali da pagare trattandosi di un paese europeo. E comunque la versione in titanio e’ certamente “piu’ pregiata” di quella in acciaio.
    Io stesso acquistai in Inghilterra la versione in titanio al prezzo scontato di 331 Sterline, ossia meno di 400 Euro.
    Confesso che ho sempre fatto fatica a capire le ragioni di una tale differenza di prezzo e faccio notare che anche la versione inglese ha il vetro zaffiro.

    Successivamente, nel corso del 2011, a seguito dell’apprezzamento manifestato da alcuni utenti per la versione in titanio e soprattutto grazie all’interessamento del dott. Marcello Borsetti di Citizen Italia (che voglio qui ringraziare e salutare) si arrivo’ alla realizzazione di una serie limitatissima in titanio riservata agli appassionati di Citizenmania.

    Viene spontaneo chiedersi “ma non sarebbe stato piu’ semplice importare normalmente fin dall’inizio la versione in titanio, cosi’ come avviene per altri modelli?”.
    Chissa’, evidentemente questi sono i misteri del marketing.
    Forse qualcuno aveva ritenuto che la versione in titanio non avrebbe avuto “mercato” qui da noi, o forse si e’ trattato solo di un disguido. Difficile dirlo.
    Comunque non e’ questo l’unico mistero che accompagna questo orologio: qualcuno infatti avra’ notato che, pur essendo in vendita in Italia ormai da oltre un anno, non e’ mai apparso sul sito ufficiale Citizen….!
    Penso di avervi annoiato abbastanza, pertanto mi fermo qui.
    Saluti.

  4. Marcello

    Il tema è sempre interessante. Vorrei partecipare con un mio commento (ahimè un pò lunghetto e forse pedante). La rete offre opportunità innegabili ed è giusto coglierle: ampia scelta del prodotto, condizioni economiche vantaggiose (non sempre) , comodità ecc. Ciò che vedo spesso però, almeno nel nostro settore specifico, è la mancanza di una cultura di base negli acquisti che porta a valutazioni non sempre corrette della convenienza dell’acquisto: quanti valutano in modo opportuno il valore del servizio a corredo dell’acquisto? Quanto vale nell’economia totale dell’acquisto avere una controparte certa, identificata che risponde, nella stessa lingua, a tutte le legittimi richieste e lamentele che possono nascere a seguito dell’acquisto? Quanti sanno identificare con esattezza chi è l’obbligato giuridico controparte nel caso dell’acquisto di un bene di consumo?
    La legge sul consumo e la tutela del consumatore ha principi più o meno ricorrenti in tutto il mondo: il principio base è che l’obbligato nei confronti dell’acquirente è il venditore (e solo il venditore). A lui bisogna rivolgere le richieste di assistenza e di soddisfazione dei propri diritti derivanti dall’acquisto. La rete permette tante opportunità e contatti ma non sempre è trasparente: se compro in negozio (anche negozio virtuale) da Enrico Cannoletta, so bene a chi mi devo rivolgere in caso di problemi, lo faccio nella mia lingua, secondo “usi e costumi” locali, e nel caso estremo ho a disposizione un’associazione di consumatori o addirittura un avvocato e un tribunale vicino casa che mi aiuteranno a dirimere la controversia. La mia controparte, Enrico Cannoletta, nel caso di esempio, sarà sempre raggiungibile e sempre rispondera dei suoi obblighi. Al massimo si tratterà di doverci discutere un pò. Secondo la casistica di cui dispongo, purtroppo ampia, nel 90% dei casi di acquisti in rete ciò non avviene: se tutto va bene ho risparmiato magari qualche euro sull’acquisto, ma per un qualsivoglia problema, anche piccolo, si è da soli, senza interlocutori e senza mezzi di difesa. Quanto vale correre questo rischio? Pochi fanno i conti nel modo opportuno. Molti purtroppo lo scoprono dopo.
    L’azienda: qual’e’ il ruolo dell’azienda? Spessissimo (secondo la mia casistica siamo vicini al 100% dei casi) il venditore rassicura l’acquirente (che porge diligentemente la domanda circa la garanzia e l’eventuale servizio assistenza della casa) in modo molto semplice: si fidi, c’e’ la garanzia ufficiale dell’azienda. Nessuno (o pochissimi) però ne spiegano i termini o le condizioni di validità e di accesso. Nella nostra cultura di consumatori pensiamo oramai che il mondo sia globale e che un marchio presente in tutto il mondo sia un’entita unica e univoca. Purtroppo non è così, sono ancora molte le differenze di struttura dei mercati (anche fisicamente confinanti) e ancora molte le norme di legge che non permettono di essere soggetto unico e univoco in ogni parte del mondo. Facciamo qualche esempio: un’azienda come Citizen offre una garanzia con validità internazionale di 1 anno per promuovere l’immagine del marchio e fornire un valore aggiunto al consumatore; localmente invece offre condizioni più ampie e migliorative. La garanzia però non può essere un assegno in bianco: la legge stessa chiede che vi siano alcune condizioni da rispettare affinchè abbia validità e possa essere onorata. Due condizioni base sono che il venditore sia soggetto identificato (possibilmente dealer ufficiale e non immerso in quel sottobosco grigio dei commerci secondo “vie alternative”) e che l’acquisto abbia un minimo di documentazione che lo certifichi. Su questi punti (sempre secondo la casistica di cui dispongo e che ogni giorno è alimentata da nuove segnalazioni) cascano almeno il 60/70% degli acquisti sulla rete: si scopre infatti che la garanzia della casa non è valida, rimane solo da rivolgersi al venditore, il quale è l’unico obbligato dalla legge (vedi sopra) Poi, anche nel caso di condizioni di validità della garanzia convenzionale bisogna avere ben chiaro chi è il soggetto obbligato a prestare il servizio: se l’acquisto avviene presso un dealer inglese (facciamo un esempio vicino casa) questo unirà all’orologio la garanzia convenzionale rilasciata da Citizen UK. Non sempre però sarà (il venditore) chiarissimo a spiegare al consumatore italiano che per beneficiare di tale servizio bisogna rivolgersi alla Citizen UK che non è Citizen Italia. Questo non per volontà di Citizen ma per semplice rispetto delle leggi locali: lo spiegate voi al fisco che un’azienda in un paese si accolla un costo quando il profitto rimane in capo ad un’altra azienda in un altro paese?
    Al massimo si può beneficiare localmente della garanzia internazionale di 1 anno (sempre che il venditore ve l’abbia validata) accettando però un livello di servizio che può non essere al pari di quello prestato per prodotti venduti sul mercato domestico: se un modello non è distribuito sul mercato domestico la disponibilità immediata del ricambio non è certa. L’azienda farà di tutto per dare la massima soddisfazione al consumatore e promuovere il suo buon nome, ma non sempre ci riuscirà. Quanto vale, economicamente parlando per il consumatore 1 anno in più di garanzia convenzionale dell’azienda e un servizio (almeno nelle intenzioni) più efficiente di cui si beneficia negli acquisiti sul mercato domestico?
    Tutto questo per dire che la rete è un’opportunità, però va approcciata, come qualunque acquisto con un minimo di diligenza e conoscenza e possibilmente valutando bene tutti i vantaggi ma anche gli svantaggi. Chi cerca il pezzo speciale, il modello non importato o l’opportunità di un prezzo da occasione fà bene ad approfittare della rete acquistando con la dovuta diligenza e attenzione da mercati lontani da casa. Molti altri però (consuntivo fatto sulla base delle casistiche di cui ho dettaglio) fatte per bene tutte le somme avrebbero maggiore vantaggio (anche economico) rivolgendosi al mercato domestico, anche in rete, scegliendo con cura l’interlocutore senza lasciarsi abbagliare da specchietti per le allodole. E’ vero che non tutti gli operatori del mercato hanno la professionalità e la serietà di Enrico, ma vi assicuro che Enrico, per quanto mosca bianca è in compagnia di altri colleghi altrettanto bravi e professionali. Qui trovo il vero valore aggiunto della rete: la possibilità di verificare, approfondire prima dell’acquisto la reputazione e la serietà innanzitutto del marchio, poi del prodotto e infine del venditore.
    Ultima cosa: altri consumatori, anglosassoni e tedeschi ad esempio, che hanno una lunga tradizione negli acquisti per corrispondenza, comprano poco, molto poco (nonostante prezzi spesso convenienti e prodotti dal gusto più raffinato) su mercati esteri: probabilmente hanno un approccio più pragmatico (o semplicemente maggiore sensibilità) nel calcolo di convenienza verso quegli aspetti immateriali della transazione a distanza che spesso sfuggono: servizio, venditore, garanzie.. Qualcuno però potrà sempre chiosare che …non si fidano degli italiani.
    Dopo tutto questo dibattito voglio chiudere con un esortazione alla comunità di Citizenmania soprattutto a chi è più esperto: Citizen produce tanti orologi interessanti e non tutti possono essere distribuiti in Italia. Questo non significa che i Citizenmaniaci non possano averlo senza doversi avventurare in acquisti in giro per il mondo. Vale quanto fatto lo scorso anno: se identificate dei modelli interessanti non importati in Italia, e un minimo di persone dimostrano interesse all’acquisto facciamo un nuovo Citizenmania Special Edition solo per noi con una distribuzione (ufficiale) dedicata esclusivamente alla nostra comunità.

  5. Ernesto

    Buona sera,Marcello,vista l’ora con cui pongo questo post,quello che dici ha dell’interessante sopratutto per quanto riguarda la garanzia ufficiale di due anni che abbiamo in Italia acquistando da un nostro commerciante.Però mi viene anche un dubbio atroce,come mai sia in Inglilterra che in America la casa madre offre cinque anni di assistenza? Che ci abbiano anche loro declassati? tanto per rimanere nel tema del momento.Eppure gli orologi sono sempre quelli,o forse ci sono differenze di costruzione,o di materiali impiegati,e a questo proposito sono rimasto colpito dal vetro zaffiro del moonfhase,collezione Signature,è così limpido che sembra non ci sia.I miei acquisti oltre frontiera sono stati due,uno oltre Manica e l’altro oltre oceano,e in entrambi i casi la mia soddisfazione è stata massima sia per la correttezza dimostratami dai venditori,entrambi concessionari ufficiali,sia dai prodotti ordinati.Poi può succedere sempre l’imprevisto e avere bisogno dell’assistenza che in questo caso come dici tu è limitata ad un anno,previa documentazione d’acquisto regolarmente inviatami,ma al declassamento ci siamo abituati,o no? Non ho ancora avuto l’opportunità di servirmi da Enrico anche perchè sono da poco tempo iscritto sul blog,ma sulla serietà e professionalità non ho alcun dubbio,infatti il prossimo modello che uscirà in Italia che desti il mio interesse l’ho acquisterò da lui,Sanremo mi è vicina.Trovo più difficile la tua chiusura dell’articolo,mi spiego meglio,riunire un certo numero di persone per un acquisto mirato e non importato,anche perchè i modelli sono svariati e i gusti personali anche,come avete fatto l’anno scorso con successo,peccato,io non c’ero ancora,una Edition Special mi sarebbe piaciuta.Quante persone occorrono per questo tipo di iniziativa? un cordiale Saluto

  6. mirko017

    Buongiorno a tutti,
    ho letto con interesse il commento di Marcello. Secondo me occorre distinguere tra due diverse situazioni.

    La prima e’ quella in cui uno stesso orologio e’ distribuito sia in Italia sia in altri paesi. In tutti questi casi cio’ che dice Marcello e’ ineccepibile. Io stesso preferisco acquistare in Italia i modelli che sono disponibili proprio per le ragioni da lui descritte: la garanzia, l’assistenza, la possibilita’ di avere qualcuno a cui rivolgersi, ecc.

    La seconda e’ invece quella in cui un certo orologio e’ disponibile esclusivamente in altri paesi diversi dall’Italia. In questi casi o si rinuncia all’acquisto o si e’ costretti a rivolgersi all’estero.

    In ogni caso e’ fondamentale che l’acquirente sia consapevole di cio’ che sta facendo. I problemi nascono quando si fanno acquisti senza sapere bene cosa e dove si sta acquistando.
    Saluti.

  7. Francesco C

    Discussione interessante ed equilibrata, vorrei sottolineare che trovo totalmente lodevole il fatto che l’azienda entri in un aperto confronto con i suoi clienti su di un argomento del genere. Un esempio che andrebbe seguito da molti …
    Per quanto mi riguarda ho sempre verificato che con un poco di pazienza e perseveranza si trovano prezzi competitivi presso concessionari ufficiali in Italia. Ho quindi acquistato quasi tutti i miei 13 Citizen qui e presso la rete regolare. Anch’io però mi sono dovuto rivolgere in UK per un paio di modelli non commercializzati in Italia, ma dato che la UE è stata fatta proprio per facilitare i commerci non trovo affatto la cosa scandalosa. Non ho avuto bisogno di assistenza su questi orologi e quindi non so che cosa succederebbe, ma via, è noto che i Citizen non si rompono mai …

  8. Marcello

    Buonasera a tutti, il confronto con persone attente, appassionate, spesso giustamente critiche su temi che riguardano l’azienda e i prodotti è sempre interessante e stimolante. E’ anche un’opportunità poter affrontare temi come la valutazione dell’offerta e dei canali d’acquisto con interlocutori come le persone che più frequentemente prendono parte alle discussioni qui sul blog: ho veramente molta difficoltà immaginare altri occasioni sul web per affrontare temi come questi con la dovuta serenità e indipendenza. Di questo ringrazio tutti voi.

    Tornando al tema specifico del post: nel mio commento facevo riferimento alle casistiche più ricorrenti degli acquisti via web su mercati esteri, casistiche che evidenziano poca attenzione e capacità di valutazione dell’offerta da parte del consumatore (di una certa superficialità ne abbiamo buoni esempi in qualche commento anche qui su Citizenmania).

    L’oggetto del mio commento era la poca capacità di valutazione dell’offerta che caratterizza molti acquisiti via web (almeno per quanto riguarda il nostro mondo): trovo molto importante richiamare l’attenzione alla corretta valutazione di tutte le condizioni di acquisto e del servizio a corredo. Molte occasioni appariranno allora meno interessanti e viceversa verrebbe valorizzata la serietà e professionalità di venditori capaci di offrire qualcosa in più di un semplice sconto. Ovvio che un consumatore evoluto, appassionato, conoscitore del marchio e dei prodotti trovi nella rete un’opportunità in più: quella di spaziare a larghissimo raggio nella produzione globale del marchio alla ricerca del modello particolare altrimenti non disponibile sul mercato locale. Mirco, Ernesto, Francesco e molti altri Citizenmaniaci sono interlocutori molto stimolanti per la loro capacità e competenza, ma sono ben al di sopra della media del consumatore che approccia Citizen. E’ quasi scontato che il diciottesimo Citizen di Mirco o il quattordicesimo di Francesco siano acquistati su altri mercati (permettetemi di coinvolgervi personalmente in questo esempio). Ciò è meno scontato (la casistica è veramente numerosa) per chi si avvicina al suo “primo” Citizen e si avventura in qualche acquisto sulla rete, attratto magari da un prezzo allettante. C’e’ una certa probabilità che tale acquisto si rivelerà insoddisfacente in futuro. Io penso che la diffusione dell’informazione, anche tramite dibattiti aperti come questo o altri che si tengono qui su Citizenmania, possano aiutare il consumatore “normale” ad un approccio più informato, più consapevole che porterà più soddisfazione nell’acquisto.

    Nei commenti precedenti sono emersi alcuni punti interessanti:
    Le condizioni di garanzia convenzionale sono decise localmente dalle filiali competenti per lo specifico mercato. In casa Citizen, fù proprio Citizen Italia, nei primi anni 90 ad introdurre condizioni di garanzia migliorative per il consumatore, seguita solo molti anni dopo da Citizen USA e UK. Infatti negli anni 90 Citizen in Italia offriva 3 anni di garanzia convenzionale. Era una condizione davvero eccezionale per quei tempi: dobbiamo ricordare infatti che allora non esisteva ancora la direttiva europea sul consumo e la garanzia prestata dalle varie case produttrici spaziava nella maggioranza dei casi da 1 a zero anni! Dai primi anni 2000 la garanzia Citizen convenzionale in Italia è di 2 anni: come mai si passò dai 3 ai 2 anni? Semplicemente perchè il mercato italiano, il consumatore italiano, non valutava interessante tale condizione. In sostanza l’evidenza dimostrò che condizioni di garanzia migliorative per il consumatore non erano percepite come un valore aggiunto. Spesso in azienda torniamo su questo punto ma tutte le evidenze di cui disponiamo ci frenano dal ripercorrere la strada degli anni ’90. Chiedo a voi: una condizione di garanzia più estesa (3 / 5 anni) orienterebbe in maniera diversa i vostri acquisti? Come interverrebbe nella scelta dell’offerta in concorrenza con altri canali?

    Non ci sono differenze qualitative per lo stesso modello prodotto e destinato a mercati diversi. Il vetro zaffiro del Pilot è lo stesso indipendentemente dal mercato di destinazione. Ciò che cambia come spesso ricorda Mirco sono le specifiche del modello: lo stesso orologio (all’apparenza) può essere prodotto con specifiche diverse (vetro minerale piuttosto che zaffiro) per mercati diversi in base ai livelli di prezzo sopportabili dal mercato ma soprattutto dal gusto locale. Le migliori specifiche per i prodotti Citizen sono destinati ai seguenti mercati (nell’ordine): Giappone. Ovviamente li si gioca in casa, aiutati dal fatto che Citizen regge un posizionamento alto in Giappone. La parte alta di collezione venduta in Giappone con il nome Exceed e Attesa offre prodotti estremamente raffinati dal punto di vista costruttivo: personalmente penso sia il più alto livello qualitativo e di specifiche possibili (o quasi) per un prodotto realizzato su scala industriale, probabilmente secondo nemmeno a tanti blasonati marchi svizzeri. Il secondo mercato di riferimento per il grado di specifiche adottato dai prodotti Citizen è l’Europa (o meglio l’italia, in quanto la collezione per l’Europa nasce in Italia). In Europa il posizionamento del marchio è più basso che in Giappone in quanto da noi la tradizione, il blasone e il valore aggiunto dell’immagine di marca gioca un ruolo importante e Citizen sconta l’essere giapponese. Al pari dell’Europa c’e’ la Cina: il mercato cinese, infatti, approcciato negli ultimi anni permette un posizionamento del marchio piuttosto elevato, in quanto essendo un mercato sostanzialmente vergine (senza un pregresso storico) tutti i marchi giocano alla pari, sia di origine svizzera che orientale. Il consumatore è libero da precondizionamenti legati all’immagine del marchio e valuta il prodotto in modo molto razionale.

  9. mirko017

    Buonasera a tutti,
    sono d’accordo sul fatto che sia un’opportunita’ molto interessante il fatto di avere a disposizione uno spazio come questo per poter scambiare opinioni ed esperienze personali.
    Effettivamente non sono molte le aziende che mettono a disposizione un blog come questo, e di cio’ dobbiamo dare atto a Citizen.
    Credo che anche le critiche, purche’ motivate e poste in maniera civile, possano essere utili a Citizen stessa per migliorare i prodotti.

    Tornando al tema specifico, ringrazio Marcello che generosamente mi colloca “ben al di sopra della media del consumatore che approccia Citizen”, ma forse l’unica cosa che e’ sopra la media e’ solo la mia “Citizenite”.
    A proposito, la “profezia” (se vogliamo chiamarla cosi’…) si e’ rivelata esatta, dal momento che il mio diciottesimo ed anche il diciannovesimo (….!) Citizen sono stati acquistati all’estero, ma non avevo altra scelta dato che si tratta di due “Limited Edition” l’una disponibile solo negli Stati Uniti e l’altra solo in Inghilterra.

    Per quanto riguarda la garanzia, effettivamente nel mio caso non farebbe molta differenza se fosse piu’ estesa rispetto ai due anni attuali. Voglio dire che quando decido di acquistare un certo modello lo faccio perche’ mi piace a prescindere dal numero di anni di garanzia.
    Pero’ e’ anche vero che per chi si accinge ad acquistare il suo primo Citizen potrebbe essere importante sapere di avere una garanzia di 3 o magari anche di 5 anni, specialmente se altre marche concorrenti offrono di meno.
    Se poi Citizen offre gia’ 5 anni di garanzia in UK o negli USA credo che potrebbe offrirli anche qui senza problemi, anche perche’ le specifiche dei modelli venduti in Italia non sono certo inferiori a quelle dei modelli venduti in quei paesi.

    Infine, per quanto riguarda la convenienza, spesso effimera, degli acquisti effettuati presso canali non ufficiali, ho avuto modo di verificare proprio in occasione del penultimo acquisto che spesso, a patto di fare un po’ di ricerche, non e’ difficile ottenere prezzi migliori da parte di concessionari ufficiali (nel mio caso stranieri) rispetto a quelli praticati da altri rivenditori.
    Ad esempio il modello che ho acquistato negli Stati Uniti (AT4009-59L) ha un prezzo di listino di 675 Dollari ed e’ possibile trovarlo anche su eBay a vari prezzi (640, 600, 550, ecc.). Avevo trovato anche un sito di un rivenditore non ufficiale che lo proponeva a 485 Dollari. Poi ho deciso di provare a chiedere ad un concessionario ufficiale di Seattle al quale mi ero gia’ rivolto un anno fa per un altro modello disponibile solo negli Stati Uniti. In verita’ il modello che a me interessava non compariva sul suo sito ed effettivamente non lo aveva in stock, pero’ mi ha detto che si sarebbe informato e dopo alcuni giorni mi ha comunicato che aveva l’orologio e che potevo acquistarlo per 465 Dollari. Si trattava del prezzo migliore fra tutti i siti che avevo visto, pari ad uno sconto del 31%.
    Ovviamente non ho perso tempo e l’ho ordinato ed in sole 48 ore l’orologio, spedito tramite FedEx, era gia arrivato in Italia. Poi e’ rimasto fermo in dogana per tre giorni per una non meglio precisata “ispezione doganale”, ma questa e’ un’altra storia.
    La conclusione e’ che, se mi fossi lasciato tentare dalle prime offerte credendo di risparmiare, nella migliore delle ipotesi avrei finito per spendere molto di piu’.
    Buonanotte a tutti.

  10. Ciao Mirko,
    partecipo anch’io volentieri a questa interessante discussione.
    Quello che dici è assolutamente condivisibile, e conoscendoti, so che è anche supportato da esperienza e ricerca.
    Volevo però farti riflettere su alcuni aspetti.
    Quando viene formulato un prezzo, in modo particolare in rete, questo è solitamente derivato anche da alcune considerazioni economiche.
    Se il venditore intende mantenere un costante servizio e l’articolo non è un pezzo unico rimasto in magazzino, deve assolutamente prendere in considerazione la continuità della fornitura, anche in termini di eventuali sostituzioni o richieste successive da parte del cliente.
    Capisci bene che se invece si tratta di una vendita “spot” ci si può permettere anche di “rompere” il mercato con prezzi al costo.
    Questa tecnica, chiamata “specchietto per le allodole” viene praticata solitamente da venditori distanti migliaia di chilometri, i quali, possono decidere di essere corretti … fino a quando lo ritengono necessario, dopodichè …
    Non è certo il tuo caso, ma conosco clienti che dopo aver acquistato un orologio in USA si sono trovati poi a dover pagare oneri doganali tali da rendere l’acquisto ancora più costoso rispetto al prezzo europeo.
    C’è poi da considerare un altro aspetto.
    Citizen Italia non consente il mercato “selvaggio” in rete, e questo a salvaguardia dell’immagine e della serietà del brand, anche se è evidente che facendo il contrario lucrerebbe molto di più nell’immediato.
    Mi spiego meglio: il sottoscritto quale Concessionario Ufficiale e Negozio On-Line autorizzato Citizen NON può pubblicizzare il prodotto a prezzi inferiori di quelli di listino.
    Sai benissimo però, che contattatndo il concessionario o indagando meglio sul sito attraverso la registrazione, si possono ottenere prezzi appetibili anche qui in Italia, senza incorrere in avventure o rischiare oneri non previsti.
    Ripeto, non è il tuo caso, ma molti internauti si mettono in contatto con il Concessionario starniero e dialogano con lui fino ad ottenere un prezzo congruo, ma non fanno lo stesso col Concessionario Italiano, accontentandosi di leggere distrattamente il prezzo sul sito, e trascurando il dialogo o addirittura le procedure consigliate sullo stesso sito per risparmiare!
    Altro invece è il discorso degli orologi non reperibili nel nostro Paese.
    Anche qui però, Citizen Italia, prima tra tutte le aziende, ha inaugurato questo canale di Citizenmania, attraverso il quale possiamo richiedere un orologio non altrimenti previsto, e potremmo averlo addirittura in serie limitata.
    L’esempio del Citizenmania Special Edition è eloquente: ben 6 utenti di Citizenmania beneficiano di questo “pezzo da collezione” e lo hanno pagato un prezzo eccezionalmente politico (come sai è stato venduto al prezzo del corrispondente modello in acciaio, pue essendo personalizzato e in titanio).
    Ora mi domando: Vale la pena sbattersi a cercare in giro, o sarebbe meglio mettersi in contatto con Citizenmania e chiedere come ottenere il meglio dal canale ufficiale?
    Ti saluto caramente.

  11. mirko017

    Ciao Enrico,
    sono d’accordo con le tue considerazioni.
    Vorrei approfondire il tema degli orologi non reperibili nel nostro paese a cui anche Marcello aveva fatto riferimento in un suo precedente intervento.
    Detta cosi’ sembrerebbe di capire che se uno desidera acquistare un modello non disponibile in Italia puo’ farne richiesta qui su Citizenmania e magari puo’ ottenere quell’orologio addirittura in serie limitata.
    Se fosse cosi’ facile ne sarei entusiasta, anche perche’ sarei interessato ad alcuni modelli della serie “Attesa” disponibile solo in Giappone….!
    In realta’ non credo che sia cosi’ semplice.
    A dire il vero io non pretenderei di ottenere un’ edizione limitata, mi basterebbe il modello di normale produzione.
    Indubbiamente la possibilita’ di ordinare tramite canali ufficiali orologi altrimenti reperibili solo per vie traverse sarebbe molto gradita.
    Ma non so quanto sia realmente fattibile.
    Bisognerebbe sapere dal punto di vista di Citizen quanto la cosa sia praticabile.
    Saluti.

  12. Ernesto

    Ciao mirko,sono interessato al modello CA0080-54E Red Arrows,dovrebbe essere radiocontrollato su quattro canali,ma non ne sono sicuro,mi puoi confermare? e se si,sai dove posso trovare le istruzioni? grazie,un saluto

  13. mirko017

    Ciao Ernesto,
    no, il CA0080-54E non e’ radiocontrollato. E’ un normale Eco-Drive che utilizza il calibro B612 montato anche su altri modelli della serie CA00**.
    Se ti interessa esiste anche la versione CA0080-03E con cinturino in pelle.

    Per quanto riguarda le istruzioni, in generale, puoi trovarle utilizzando questo link:
    http://www.citizenwatch.jp/srvc_sprt_menu.html
    dopodiche’ potrai scegliere il linguaggio desiderato e successivamente il codice del calibro che ti interessa.
    Naturalmente non tutti i calibri sono presenti in tutti i linguaggi: ad esempio in italiano non trovi le istruzioni dei modelli venduti solo in Giappone.
    In particolare, per i modelli disponibili in UK, Irlanda, USA e Canada, puoi trovare le istruzioni direttamente sul sito di quei paesi nella pagina di dettaglio del modello che ti interessa.
    Cio’ e’ molto comodo quando ad esempio conosci il modello, ma non sai che calibro utilizza, perche’ sui siti anglosassoni e’ indicato anche il codice del calibro.
    Saluti.

  14. Ernesto

    Grazie mirko,sempre preciso……come un Citizen. Ciao

  15. Kilo - Nicola

    Ciao a tutti,
    grazie a tutti e soprattutto a Citizen per essersi dimostrata così aperta verso una tipologia di discussione che nella maggior parte dei casi sarebbe definita “spinosa” da qualsiasi brand.
    Sono sensibile anch’io al tema degli acquisti all’estero (da canali ufficiali) di modelli non disponibili in Italia, che terrei ben distinto dal discorso degli acquisti su mercati paralleli che, come più volte ribadito, a fronte di un risparmio iniziale comportano problematiche di dazi doganali, poca sicurezza dell’acquisto e nessuna certezza in caso di problemi che richiedano assistenza.
    Oltretutto ho notato che i prezzi medi di Citizen in Italia sono sensibilmente inferiori, a parità di modello, a quelli praticati per esempio in Germania o in Giappone, al contrario di quello che avviene normalmente con qualsiasi altro prodotto tecnologico.

    Il mio primo Citizen (un SailHawk da regata in titanio per il quale ho già avuto modo di esprimere il mio amore in un articolo su queste pagine) proveniva da un rivenditore autorizzato in Florida che oltre a rendersi disponibile all’invio mi ha fatto anche un prezzo molto favorevole, come accaduto anche a Mirko.
    Ora che sto cercando un suo degno successore come orologio principale mi stavo orientando sullo SkyHawk titanio (JY0080-62E) anche se personalmente trovo più accattivanti l’equivalente inglese in versione Red Arrows (JY0110-55E) o l’americano Blue Angels (JY0050-55L), tutti con calibro U600. Un dubbio è proprio sul tipo di vetro montato che è indicato su questi ultimi due modelli come “Non-Reflective Crystal” che non corrisponde al vetro zaffiro presente sul modello nostrano e che dovrebbe essere il “Sapphire Glass”…. mi confermate?
    Sulla stessa linea trovo molto interessante anche il Super Pilot (JY8020-52E) con calibro U680, ulteriore evoluzione dell’U600, anche se dall’aspetto meno sportivo.
    Intanto vi posto un link http://forums.watchuseek.com/f305/skyhawk-cousins-651540.html dove potete trovare la lista di tutti gli SkyHawk commercializzati nel mondo con calibro U600, U680 e qualche versione precedente.

    Magari temporeggio un po’ in attesa di qualche novità da Basilea…. chissà che non compaia una nuova serie di radiocontrollati SATELLITE WAVE! 🙂

  16. mirko017

    Ciao Kilo – Nicola,
    io ho sia lo Skyhawk Red Arrows sia il Blue Angels, entrambi in titanio, e ti confermo che hanno il vetro minerale e non il vetro zaffiro.
    Saluti.

  17. Kilo - Nicola

    Grazie mille Mirko per la conferma.
    Ammetto che sono un po’ invidioso! 🙂

  18. mirko017

    Ciao Enrico,
    in un tuo precedente messaggio in questa stessa discussione (era il 4 febbraio) hai scritto tra le altre cose “…il sottoscritto quale Concessionario Ufficiale e Negozio On-Line autorizzato Citizen NON può pubblicizzare il prodotto a prezzi inferiori di quelli di listino…”.

    Volevo chiederti se per i concessionari ufficiali vale anche il vincolo opposto, ossia il fatto di non poter pubblicizzare i prodotti a prezzi superiori a quelli di listino.

    A occhio si direbbe di no, perche’ c’e’ chi lo fa da diverso tempo.
    Saluti.

  19. Ciao Mirko,
    ti ringrazio per la tua consueta efficenza.
    I prezzi al pubblico degli orologi Citizen sono prezzi “consigliati” dal distributore, e quindi non “imposti”.
    Un concessionario che offre Citizen a prezzi superiori rispetto al listino si penalizza da solo e si pone automaticamente e stupidamente fuori dal mercato.
    Si tratta quindi di una fetta insignificante sia dal punto di vista commerciale che estetico: il cliente è abbastanza sveglio da evitare tali anomalie incomprensibili.
    Ciaooooooo.

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