Movimenti meccanici Citizen: tutta la verità

4166Questo articolo nasce dall’intraprendenza e la passione trasmessa sul nostro blog da alcuni amici, in particolare Adriano e lamapss, senza dimenticare i nostri Senatori Francesco C, Mirco017 e diversi altri, i quali hanno più volte sollecitato un intervento tecnico sull’Orologeria meccanica giapponese, e che possono avere un “antipasto”

Citizen, come è noto, è all’avanguardia tecnologica soprattutto grazie al forte riscontro avuto sul mercato con la creazione dei suoi orologi elettronici iper-tecnologici.

Questo indubbio riconoscimento ottenuto in modo pressochè unanime rischia a volte e per assurdo di ritorcersi contro l’immagine del colosso nipponico, del quale si sminuisce spesso la forte valenza anche in campo meccanico.

La spiegazione è oltremodo da ricercarsi nel retaggio culturale atavico che vede la meccanica terreno di assoluto ed esclusivo appannaggio degli Svizzeri.

Si dimenticano però un passato, un’esperienza ed una tradizione ormai quasi secolare, maturata in modo particolare da Citizen, che affonda le proprie radici proprio nell’Orologeria Meccanica e nell’ormai lontani anni ’20 dello scorso secolo.

L’articolo però, deve avere un taglio attuale, e verterà non già sul passato, ma sul presente dei movimenti meccanici creati da Citizen, ed in particolare sui nuovi 4166.

Prima di iniziare però, invito gli appassionati che cercano qualche informazione tecnica di base a leggere l’articolo “Il funzionamento dell’orologio meccanico” pubblicato su “Blog Tecnico Informativo“, per avere un’infarinatura-base circa la tecnica orologiera e meglio addentrasi nell’argomento.

Partiamo immediatamente sciogliendo ogni dubbio e smentendo una “leggenda metropolitana”: il calibro 4166 di Citizen può sicuramente fregiarsi dell’appellativo di “calibro di manifattura” essendo stato progettato e costruito completamente in-house da Citizen.

Non si riferisce nè concettualmente e neppure praticamente ad alcuno dei calibri precedentemente commercializzati da Citizen, e non mi risulta sia stato destinato ad equipaggiare orologi di brand diversi da Citizen.

Ad assolvere il compito di supporto per altri marchi ci pensa ampiamente Miyota, di proprietà della capo-fila Citizen, ed apprezzato costruttore di movimenti e moduli di cui il mercato è ricco. I movimenti Miyota animano alcuni brand prestigiosi ed altri meno, in virtù di un’ottima affidabilità e di una contemporanea economicità di base, molto apprezzata in campo commerciale. Nella mia carriera di orologiaio ho personalmente riparato orologi di marchi ritenuti svizzeri in realtà equipaggiati da movimenti Miyota, e ne taccio i nomi in questa sede essendo in ambito di Corporate Blog.

Citizen 4166 è assurto alla ribalta delle cronache con la Collezione “Meccanico” che in fase di lancio prevedeva quale packaging addirittura un rotore di carica dell’automatico.

La costruzione del calibro risente in realtà, almeno esteticamente, del pragmatismo e della concreta spartanità dei tecnici giapponesi, noti nel settore per badare molto più alla sostanza che all’immagine. Nel risulta un look molto crudo relativo al meccanismo, ma che non deve far dubitare sulla qualità, e che comunque costituisce un sensibile miglioramente di rifinitura e abbellimento rispetto a quanto i prodotti giapponesi hanno offerto in passato.

Siamo di fronte infatti ad un meccanico a carica automatica che ha nel sistema di ricarica dinamica il suo cavallo di battaglia, potendo contare su una sensibilità notevole della massa oscillante, finemente lavorata nel suo arco esterno in sabbiatura, e opportunamente appesantita in modo da creare un facile sbilanciamento in corrispondenza del più piccolo movimento del polso.

E’ stato scelto, inoltre, di affidarsi al sistema uni-direzionale di ricarica attraverso il rotore, in modo da evitare la dispersione energetica necessaria all’utilizzo degli invertitori, per cui tutta l’energia cinetica accumulata dal movimento della massa oscillante, viene trasmessa al bariletto.

Questo articolo è anche opportuno per chiarire un’incomprensione sorta sul blog relativamente all’oscillazione del bilanciere di Citizen 4166, e che rileggendo i vari post mi rendo conto di non aver chiarito a sufficienza limitandomi a dire di aver verificato l’oscillazione in sede di prove di laboratorio.

Citizen 4166 è in effetti un orologio il cui bilanciere oscilla a 21.600 alternanze orarie.

A questo proposito sottolineo, rispondendo ad un lettore che mi ha scritto privatamente, che l’oscillazione deriva dalla demoltiplica risultante dal numero dei denti delle ruote e dei denti dei pignoni di ogni elemento del ruotismo, e quindi di ruota di centro, ruota mediana, ruota dei secondi e ruota di scappamento. In pratica il progettista stabilisce in anticipo l’oscillazione che ne scaturirà, “costruendo” al CAD le varie ruote.

Per soffermarci in ambito divulgativo, occupiamoci dell’utilizzo dei rubini.

Il rubino utilizzato in Orologeria in genere, e perciò anche nello specifico di Citizen 4166, è di natura identica a quello naturale e presente in natura come Corindone, con la differenza che viene creato sinteticamente in laboratorio. La sua caratteristica principale, che lo rende utile in Orologeria, è la durezza, di grado 9 della scala Mohs, appena un gradino sotto il massimo, costituito dal diamante.

Questa peculiare durezza lo rende inalterabile alla sollecitazione causata dalla rotazione degli assi delle ruote, che, soggette anche ad una pressione non indifferente da parte dell’apparato propulsore, esercitano una forte spinta sul foro della propria sede nella plattina che solitamente è in ottone o comunque in materiale non durissimo.

Senza l’utilizzo dei rubini, il foro di ogni ruota sarebbe ben presto deformato con conseguenze terribili sull’affidabilità e la precisione del segnatempo, e in seguito addirittura sulla stessa durabilit.

I rubini utilizzati nel Calibro 4166 sono 21 e spaziano in ogni settore del movimento, anche in quella relativa al sistema automatico.

L’asse del bilanciere è protetto da un sistema anti-urto di tipo ammortizzante, la cui rondella superiore è studiata nella forma in modo da ripartire lo schock in modo equilibrato.

Sul lato quadrante del movimento è presente una demoltiplica che serve un perno finale su cui si basa la lettura dell’orario su 24 ore.

E’ questa una caratteristica peculiare di 4166 che evidenzia in modo più perentorio che sostanziale la differenza con i calibri di precedente costruzione Citizen quali ad esempio la serie 82xx.

Un ultimo cenno è ancora meritato dal sistema automatico: la plattina è finemente lavorata a “Cotes de Genève”, mentre la massa oscillante, che come abbiamo visto evidenzia l’arco esterno anche in modo visivo, è traforata per rendere un servizio ottico all’immagine, ma anche una valenza tecnica attraverso una maggior differenza di peso tra il centro e la periferia, che si traduce in un aumento dello sbilanciamento e quindi della sensibilità.

Chiudo qui in attesa dei contributi di tutti per alimentare l’interscambio di impressioni tecniche che caratterizza Citizenmania rispetto a tutti gli altri Corporate Blog di settore, e vi invito a visionare su Youtube il filmato relativo all’illustrazione del bilanciere, con protagonista proprio Citizen 4166.

Il filmato partirà cliccando sull’immagine.

Buon divertimento.


31 Commenti

  1. Interessante… ci sarebbe molto da dire! Mi hai aperto un mondo. Anzi, probabilmente più di uno.

    Siccome ho poco tempo, voglio perlomeno esprimere il mio apprezzamento per l’articolo; ho letto anche quello pubblicato pi addietro sul tuo blog tecnico informativo al quale riporti il collegamento. Molto affascinante. Approfondirò!

    Adesso però la mia lista dei modelli Citizen da acquistare si è allungata ancora, adesso ci deve entrare anche un meccanico! Devo solo decidere quale… 😉

    Il problema è che per prendere insieme tutti i modelli che mi interessano ci vorrebbe un capitale!!

    Piccola domanda: sul sito italiano Citizen non ci sono automatici, perchè? Dove posso trovarne per poterne apprezzare qualcuno? C’è un riferimento ufficiale? Grazie in anticipo

  2. Francesco C

    Grazie Enrico, i tuoi interventi sono sempre interessantissimi!

    Quando hai tempo/voglia ti prego di spendere qualche parola sulla scelta in fase di progetto del numero di oscillazioni, argomento che fà sempre discutere gli appassionati. Oggi alcuni fabbricanti vanno a 36,000 bph ma sembra che la maggioranza stia divisa fra 21,600 e 28,800

  3. Grazie lamapss.
    Sul sito Citizen.it puoi trovare alcuni automatici inseriti nella linea Diver’s.
    Quelli della Collezione Meccanico non sono in effetti pubblicati tra i prodotti più recenti ma ne puoi trovare un’ampia indicazione sul mini-sito a loro dedicato alla URL http://meccanico.citizen.it/
    In rete non dovresti avere problemi a reperirli.
    Ricordo a memoria i codici delle versioni con quadrante blu: con cinturino in pelle NP3010-34L e con bracciale acciaio NP3000-54L.
    Salutissimi.

  4. @Francesco C.
    Grazie per i complimenti.
    Riguardo alla questione delle oscillazioni, cercherò di spiegare i motivi più importanti della scelta, esprimendomi in modo il meno tecnico possibile, ed esponendo una delle motivazioni più semplici.
    Diciamo che in linea di massima la filosofia di fondo è che più è elevata la base dei tempi, e più è ridotto il margine di errore.
    Ad esempio un quarzo che oscilla a 32.768 hz. garantisce un’accuratezza inferiore rispetto al nuovo quarzo di Bulova Precisionist che produce 266.144 cicli in virtù di dell’oscillazione torsionale, in quanto è in grado di raggiungere un’approssimazione migliore.
    Detto questo non bisogna fare l’errore di considerare un’equazione “più frequenza = più qualità”, perchè i parametri da prendere in considerazione sono molteplici.
    E’ però indiscutibile il fatto che intervenendo con un aggiustamento su una frequenza maggiore, si raggiunge un grado di precisione più elevato.
    In definitiva: un orologio a 21.600 alternanze possiede le stesse possibilità teoriche di essere preciso esattamente come un orologio a 36.000 alternanze, ma qualora dovessimo intervenire su entrambi per regolarne la precisione, sarà più agevole raggiungerla con il secondo piuttosto che con il primo.
    Spero di essere stato sufficientemente chiaro nell’esposizione. In caso contrario fatemelo sapere senza problemi.
    Ciaoooo.

  5. Francesco C

    Grazie per l’intervento chiaro come sempre. Dovresti però a mio parere aggiungere altre due parole rivolte ai meno esperti per spiegare come mai allora non vanno tutti verso frequenze più elevate dato che tutto sommato se non è vero che ‘più frequenza=più qualità’ si può però dire ‘più frequenza=più precisione’
    E’ certamente vero che una frequenza più elevata presenta problemi di lubrificazione e di usura maggiori, però anche i materiali sono migliorati negli anni.

  6. Grazie per la dritta verso il mini-sito dei meccanici, non lo conoscevo.
    Grazie anche per la spiegazione sulle oscillazioni, molto chiara e per me personalmente UTILE. Attendo con curiosità la risposta alla “provocazione” di Francesco C!

    E porgo spunto anche per un chiarimento che mi sarebbe utile: ho frainteso forse qualcosa, o semplicemente mi manca qualche passaggio, ma a cosa servono i tanti rubini in un calibro? Voglio dire: per quello che ho capito dalla spiegazione, che in mancanza di foto dettagliate associate magari può essere fraintesa da un completo ignorante in materia come me, c’è un rubino sintetico che fa da “incudine” per ogni tic-tock dei secondi (un qualsiasi altro materiale di deformerebbe presto), ma mi pare di capire anche che non ce ne sia uno soltanto. Da cosa dipende il numero dei rubini? Che cosa comporta averne più o meno?
    Vorrei in sintesi capire da che punto di vista si analizza l’argomento “rubini” in un meccanico.

    Grazie della tua pazienza Enrico verso chi come me parte veramente da ZERO

  7. @ Francesco C.
    L’equivalenza corretta, a mio giudizio, non comprende i dati frequenza e precisione, ma piuttosto frequenza e accuratezza.
    Sono incline a pensare, come sostenevo nelle risposte precedenti, che il “vero” vantaggio della maggior frequenza si riscontra in fase di regolazione.
    Riguardo a lubrificazione, usura e nuovi materiali, sono d’accordo con te.
    Ciao.

  8. @ lamapss.
    Mi scuso, ma probabilmente mi sono espresso male.
    I rubini sono necessari ovunque vi sia una ruota il cui perno, in loro mancanza, insisterebbe direttamente sulla platina, deformando quindi la propria sede.
    L’optimum è l’avere due rubini per ogni perno ruotante (uno sopra e l’altro sotto).
    Salutissimi.

  9. Ho intenzione di imparare e mi documenterò a fondo, grazie per la risposta 😉

  10. Wow, ho letto in qua e là su internet e ho trovato un paio di animazioni interessanti che mi hanno aiutato a comprendere i concetti dei meccanici anche senza smontarne uno dal vivo!
    Insieme ai quarzi eco-drive e radiocontrollati, che mi hanno letteralmente affascinato anche per via della mia natura elettronica (sono diplomato in elettronica e telecomunicazioni), adesso mi sta salendo anche la passione dei meccanici, e fremo dalla voglia di possederne uno.
    Non so quando lo acquisterò, ma ho guardato alcuni modelli e così a colpo d’occhio sarei orientato sul NP3004-53E, ma anche l’NP3013-36E non è male, e potrebbe servire a spezzare un pò la mia “collezione” che è sempre orientata ai braccialati. Riguardo questi due modelli qualcuno di voi sa darmi qualche opinione?
    Grazie a tutti; Enrico Cannoletta sappi che ti ritengo personalmente responsabile per tutti i soldi che spenderò verso orologi meccanici da qui alla fine dei miei giorni 😀 😉 grazie per avermi regalato una nuova passione, anche se un pò costosa…!

  11. Adriano

    “…del pragmatismo e della concreta spartanità dei tecnici giapponesi, noti nel settore per badare molto più alla sostanza che all’immagine…”

    Ecco, proprio questo mi affascina del giappone e dei giapponesi! Non la ricerca spasmodica di qualcosa che “catturi”l’attenzione ma la calma con cui si perfeziona ciò che è semplice.

    Non dimenticando che come popolo sono pionieri nella “miniaturizzazione”, in fondo i bonsai non sono svizzeri;-)

    Come giustamente Enrico fa notare Citizen ha fatto e fa il suo cavallo di battaglia la tecnologia, la dove già negli anni ’80 la digitalizzazione degli orologi era prerogativa di Citizen, Seiko e Casio con la costruzione di modelli che hanno fatto sgranare gli occhi davanti la vetrine a non poche persone persone tra cui il sottoscritto.

    Come non ricordare i primi due Data Bank, il più economico Casio e il costoso Seiko, ma su tutti il primo Aqualand !!! Che meraviglia.

    In realtà la storia dice Meccanico e come ho già scritto in un altro post, tanto fu il mio stupore nel vedere cosa già venisse prodotto in oriente quando ancora non ero nato.

    Da utente semplice l’idea che mi sono fatto è che rispetto ai calibri ETA montati sui vari “svizzeri” di sotto bosco come , Glicine, Longines, Tissot e compagnia bella, un calibro come il 9010 Citizen/Miyota non abbia nulla da invidiare in termini di regolarita, affidabilità, materiali ed anche oggettiva bellezza. Anzi.

    Così come lo spartano 8203 non ha rivali svizzeri a parità di semplicità costrittiva. Un mulo inarrestabile.

    In merito al 4166 montato sul “Meccanico”… per me dovrebbero pubblicizzarlo di più e avrebbero molte più richieste. Ma in italia siamo strani si sà.

    Se sbaglio, lieto di essere corretto.

    A tal proposito, per quanto comprerei un orologio al dì, rimango dell’idea che appena potrò prenderò questo:

    [IMG]http://i39.tinypic.com/n4jpsl.jpg[/IMG]

    [IMG]http://i44.tinypic.com/aow5so.jpg[/IMG]

    E ditemi se non è un bell’oggetto!!?

    @ lamapss: Come lettura estiva da ombrellone ( non prendetemi per matto ) mi sono scaricato un corso base di orologeria per approfondire un pò.
    Se ti fa piacere posso inoltrartelo in modo da poter soddisfare le curiosità che dicevi prima, basta che mi dai il tuo indirizzo @

    Saluti a tutti

  12. Francesco C

    @Adriano: per far vedere qui le foto caricate con Tinypic devi incollare la stringa ‘URL for Email & IM’ cioè quella senza [IMG] all’inizio ed alla fine

  13. @ tutti i lettori interessati alla tecnica.
    Vi porgo il link a “Il Laboratorio di Enrico”, una rubrica che il sottoscritto cura per conto di una primaria rivista on-line di Orologeria:

    http://www.ilblogdegliorologi.com/category/il-laboratorio-di-enrico/

    Spero vi aiuti e vi diverta.
    All’interno troverete anche un articolo che illustra lo smontaggio di un orologio meccanico con tanto di foto e descrizioni.
    Buon divertimento e FORZA CITIZEN.

  14. Adriano è SICURAMENTE un bell’oggetto! Anche se personalmente, e puramente sul piano estetico, preferisco il modello che ho citato nel precedente commento: sono anche io un amante del semplice spesso e volentieri, ma in questo caso un pò meno e quello che voglio prendere è più rifinito, se non lo conosci.
    Certo che mi fa piacere avere il corso base! Se per te non è un problema mandamelo a lamapss at hotmail PUNTO it (camuffo un pò l’indirizzo per gli autospammer, non si sa mai!) Ti sono grato!

    Il laboratorio di Enrico è stato nel frattempo aggiunto alla mia barra dei preferiti, l’ho scoperto da pochi minuti e già ho imparato una cosa nuova: cosa sono le valvole dell’elio! 🙂

  15. Adriano

    @ Enrico

    Leggevo in rete che nonostante la notevole affidabilità dei calibri 82xx, il fatto che abbiano un unico grande ponte ( traduco dall’inglese e potrei chiamare erroneamente alcuni componenti ) li renda poco inclini alla riparazione!

    Cioè per via della struttura e dell’eventuale costo di manutenzione tanto vale prenderne uno nuovo ?!

    Effettivamente vedendo qualche video su come viene smontato questo calibro sembra effettivamente la struttura sia a sandwich… non dovrebbe essere un pregio in termini di robustezza e semplicità?

    Sempre osservando il video di Enrico dove viene smontato il bilancere del 4166 sembra che anche questo abbia un unico grande ponte…

    Riparabili o no?

  16. Caro Adriano,
    ti ringrazio per avermi dato l’opportunità di smentire in sede pubblica una delle peggiori leggende metropolitane che inquinano la rete.
    Tutti, ma proprio tutti i calibri di Citizen sono riparabili con estrema facilità.
    Aggiungo che se fosse vera la bufala che circola in rete riguardo l’unico “grande ponte”, non sarebbe riparabile neppure un orologio al mondo.
    Questo ponte non è che la platina superiore del ruotismo comune a tutti gli orologi meccanici.
    In alcuni rari casi, specialmente nel lontano passato, si riservavano ponti diversi per alcune singole ruote.
    Ad abundantiam riferisco che una delle maison più quotate al mondo, ovvero Panerai, nei suoi straordinari e preziosi calibri, accorpa in un unico elemento il ponte del ruotismo e quello del bariletto.
    Possiamo quindi sostenere tranquillamente che quanto hai letto in rete, relativamente a questo argomento, è sicuramente falso.
    Non riesco a capacitarmi di come si possano inventare simili fandonie.
    Per quanto ti riguarda devo complimentarmi per il tuo lavoro di ricerca: prevedo che presto sarai in grado di “mettere le mani” su un movimento.
    Quando arriverà quel momento conta su di me per i consigli del caso.
    Salutissimi

  17. Adriano

    Grazie per la fiducia!

    La manualità non manca e la voglia nemmeno, è comunque mia abitudine studiare un pò prima di comprare o manutenere.

    In questi giorni sto dedicando grande attenzione ad ogni video sia amatoriale che squisitamente commerciale al fine di carpire realmente ciò che vale e ciò che brilla di luce non propria.

    A prescindere dalle “prestazioni” in termini di frequenze, alternanze, durata della carica e via discorrendo vedo che in calibri molto diffusi, sia svizzeri che giapponesi, ci sono soluzioni che mi lasciano perplesso e che in alcuni casi per quanto dichiarate maggiormente funzionali o innovative ( almeno ai tempi in cui furono pensate ) generano in me qualche dubbio. Dubbio che alla fine non si rileva nemmeno infondato ma anzi confermato da disamine tecniche da esperti del settore.

    Diciamo che mi serve qualche attrezzo del mestiere ed almeno le “dritte base” per non commettere sciocchezze e volendo un mio vecchio Seiko 5 automatico potrebbe essere la cavia perfetta per un restaurino. Chissà.

    P.S. sempre leggendo quà e là ce stato chi, anzichè bollire solo il cinturino in acciaio per ammorbidire i residui organici depositati, ha bollito tutto l’orologio, o ancora degli inespertissimi utilizzare piccoli cacciaviti magnetici…

    Magari vorrei evitare 😉

  18. Adriano

    @ Enrico

    Il fatto che in taluni casi non sia presente il blocco macchina è realmente una mancanza o una “non complicazione” evitata a calibri che dovranno essere montati su orologi per impieghi pesanti?

    Grazie come sempre per la disponibilità

  19. @ Adriano
    Il blocco-macchina non è una vera e propria complication, ma viene spesso enfatizzata perché di fatto permette la regolazione al secondo, bloccando la relativa lancetta con la semplice estrazione dell’albero di carica.
    In realtà si riduce ad un mero gioco di levismi che agiscono sulla ruota dei secondi, che se sono ben costruiti e calibrati determinano un piccolo valore aggiunto, ma se sono approssimati, causano più danno che beneficio.
    Salutoni.

  20. Adriano

    Queste sono preziose conferme a quanto pensavo e fa sempre piacere quando arrivano.

    Posso immaginare lo sfizio della regolazione al secondo ma francamente regolato l’ora un minuto avanti basta attendere il transitare dei secondi su un punto e premere la corona. Il risultato è lo stesso no?!
    Inoltre considerato che per loro natura questi meccanismi presentano un margine di errore tale che…

    grazie per la delucidazione.

  21. @Enrico cannoletta
    Il blocco-macchina ………..
    In realtà si riduce ad un mero gioco di levismi che agiscono sulla ruota dei secondi, che se sono ben costruiti e calibrati determinano un piccolo valore aggiunto, ma se sono approssimati, causano più danno che beneficio.
    Salutoni.

    Ho il meccanico in versione oro rosa e su tuo consiglio l’ho fatto regolare in garanzia perché mi risultava meno preciso del diver in titanio.
    Ora sono soddisfatto anche se al centro di assistenza lo avevano trattenuto un mese e mezzo.
    Sono soddisfattissimo è bello, silenzioso però mi manca il blocco macchina che invece il mio hamilton kachi con il movimento eta possiede.
    per quanto riguarda la finitura e la bellezza del movimento mi verrebbe voglia di adoperarlo al rovescio per rimirarmelo 🙂

  22. Mi è venuto in mente solo ora ci sono dei calibri citizen con blocco macchina?

  23. filiberto nanni

    Gentilmente volevo sapere se cisono dei bulova con movimento Myota
    ringrazio aticipatamente nell’atesa di una vostra cordiale risposta
    Cordiali Saluti Filiberto nanni

  24. Gent.mo Filiberto,
    il gruppo Bulova, di proprietà Citizen, si serve di movimenti svizzeri Eta e Sellita, ma in alcuni casi anche di quarzi Miyota. In un prossimo futuro non dovremo stupirci se vedremo anche meccanismi La Joux Perret di recente acquisizione.
    Salutissimi

  25. buona sera volevo ringraziarvi delle tante informazioni, ho provato ad iscrivermi inserendo nome e mail ma non riesco ad effettuare l’accesso. Non capisco molto di orologi e non ne posseggo molti però dopo aver acquistato il mio h800 Leonardo ho pensato che quello fosse il mio primo orologio. Vorrei avere la possibilità di essere un vostro lettore e di poter inserire qualche foto soprattutto se riuscirò a prendere un citizen meccanico. Vi ringrazio e se non è troppo scontato avevo un paio di domande: qual’ è la differenza tra un meccanismo meccanico e uno automatico, automatico meccanico , inoltre possibile che il citizen Leonardo che nasce con il cinturino in pelle non può montare uno in acciaio? E viceversa? Dove posso trovare immagini e dati tecnici con prezzi dei meccanici citizen? Ho letto su di visitare il sito meccanico.citizen.it ma non va proprio la pagina del web.
    Grazie ancora

  26. La registrazione al nostro sito è soggetta a moderazione pertanto l’attivazione del profilo non avviene immediatamente, da questo momento può farlo.

  27. Buongiorno Carlo, e grazie per aver visitato Citizenmania.
    per accedere al “sottosito” dedicato al Meccanico di Citizen occorre scrivere l’indirizzo meccanico.citizen.it, senza premettere il www.
    Riguardo alla domanda da te posta, gli orologi si suddividono in due categorie: meccanici e elettronici.
    Gli orologi meccanici, in riferimento alla carica, ovvero alla loro alimentazione, sono divisi in: meccanici a carica manuale, ai quali è indispensabile fornire la carica solitamente ogni 24 ore, e a carica automatica, i quali si ricaricano autonomamente portandoli al polso, per mezzo di un rotore che si chiama massa oscillante.
    Spero di essere stato sufficientemente esaustivo.
    Continua a frequentare il blog e partecipa alle nostre discussioni.
    Grazie e a presto.

  28. angelo-82

    Salve sono un nuovo iscritto, volevo chiedere se qualcuno di voi aveva della maglie per il bracciale di un NP3000 – 54L.
    grazie

  29. Francesco C

    Io penso che le maglie aggiuntive del bracciale si possano facilmente reperire tramite Citizen Italia, magari attraverso Enrico Cannoletta.

  30. angelo-82

    Grazie Francesco C.

  31. Dopo aver letto questo bellissimo articolo…devo ammettere che mi sta salendo la voglia di comprarmi un bel Citizen automatico!,a tal proposito ho visto il modello NP1004-54a!!!!,lo trovo davvero molto bello!!!,e se è possibile, vorrei chiedere agli esperti una recensione su questo modello,per avere delle ulteriori informazioni prima di acquistarlo Grazie e complimenti per la grande competenza !!!!

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