Gli accumulatori degli orologi Citizen

Proseguiamo il nostro viaggio virtuale all’interno degli orologi Citizen, per conoscere meglio e quindi apprezzare ogni loro singolo componente.

Dopo aver sviscerato tutti i segreti delle celle solari, occupiamoci oggi del componente a loro più attinente: l’accumulatore.

Gli accumulatori che garantiscono la scorta di energia negli orologi Eco-Drive della Citizen, sono detti agli ioni di titanio e litio per via degli elementi di cui sono costituiti i loro elettrodi positivo e negativo: anodo e catodo.

Differiscono dalle semplici batterie all’ossido d’argento o al litio, per la capacità di ricaricarsi facilmente, immagazzinare energia e rilasciarla in modo costante e comunque coerente con l’assorbimento che il circuito di carico (modulo dell’orologio) richiede.

Il grado di affidabilità degli accumulatori adottati da Citizen, ha raggiunto livelli veramente ragguardevoli.

Il sito istituzionale del colosso giapponese ci informa che il calo delle loro prestazioni non supera il 20% dopo ben 20 anni di funzionamento (periodo oltre il quale, se volessimo essere pignoli, non sarebbe doloroso sostituire l’accumulatore, visto che il suo costo è anche abbastanza irrisorio).

Sempre riguardo all’affidabilità, apprendiamo dal sito stesso che essi sono in grado di accumulare abbastanza energia da rendersi indipendenti anche in caso di carica insufficiente, per un periodo che spazia da 1 a 3 anni a seconda del modello. Ciò significa che un Eco-Drive a piena carica, anche se tenuto chiuso in un cassetto per un anno, si farà trovare preciso e funzionante, nonché pronto a ricaricarsi al primo raggio di luce.

Nella scelta degli accumulatori, Citizen si è anche preoccupata della salvaguardia dell’ambiente: si tratta di prodotti ecologicamente puliti non contenendo piombo, cadmio, mercurio o altri materiali tossici (quanta strada è stata fatta dalle prime batterie utilizzate ad esempio sugli Accutron di Bulova, le quali erano al mercurio ed erogavano energia con un potenziale di 1,35 V!).

La scelta degli elementi chimici che compongono gli accumulatori è fondamentale, oltre che sotto l’aspetto ecologico, anche dal punto di vista tecnico. Esiste infatti un effetto collaterale dell’utilizzo degli accumulatori chiamato effetto memoria, o lazy battery: per via del fenomeno dell’isteresi, le batterie ricaricabili “ricordano” a che livello di carica erano al momento in cui sono sottoposte a ricarica, e tracciano in quel punto il loro limite di vita. In altri termini, se ricaricassimo certe batterie pochi minuti dopo averle a nostra volta caricate, la loro potenzialità scenderebbe a pochi minuti di vita. Questo è il motivo per cui alcune case costruttrici di prodotti elettronici, forniscono degli appositi carica-batteria che contengono circuiti che preventivamente le scaricano totalmente.

Si può quindi bene immaginare quanto sia delicato il discorso trattando accumulatori che sono costantemente sotto carica per via della cella solare, la quale è quasi sempre esposta a fonti luminose.

Per questo motivo la scelta di Citizen è caduta sugli accumulatori agli ioni di titanio e litio, sostanze che non sono assolutamente esposte al rischio del pericoloso effetto memoria avendo prestazioni elevate e una potenzialità maggiore riguardo ai cicli carica-scarica.

Esteticamente gli accumulatori montati sugli Eco-Drive non differiscono molto da una semplice batteria. Li si riconosce comunque a colpo d’occhio per via della brida fissata in corrispondenza del polo negativo.

Sono inoltre facilmente reperibili in commercio, ormai quasi come una comune batteria.

Dopo aver trattato cella solare e accumulatore, abbiamo esaurito la parte, per così dire, energetica, degli Eco-Drive, non ci resta che scoprire il funzionamento dell’orologio al quarzo in genere, ma questo sarà argomento da trattare in occasione di uno dei prossimi post.


130 Commenti

  1. Luca Mancini

    Buon giorno,

    ho uno skyhawk titanium e da circa tre giorni ho notato che la carica della batteria si è abbassata di una tacca.
    Mi era accaduto altre volte e ho sempre risolto ricaricandola come hai più volte spiegato (con due orette la lancetta della batteria tornava al livello massimo).
    Questa volta però non accade, la lancetta rimane sempre sulla abbassata di una tacca.
    Sarà l’accumulatore?
    Non mi ricordo se ho superato i due anni di garanzia (devo controllare lo scontrino), in caso per cambiare l’accumulatore, che mi sembra di aver capito costa 30€ circa, quanto può venire il tutto compreso anche la mano d’opera?

    Grazie

  2. Luca Mancini

    Buon giorno,

    per fortuna ho risolto, lo spettro dell’accumulatore rotto è svanito!
    Con una bella carica sotto il sole (per circa 3 ore)lo Sky hawk si è completamente caricato.

  3. Francesco C

    @Luca Mancini: si ha un bel dire che basta anche poca luce per mantenere ben carichi gli Eco-Drive … in realtà durante l’inverno spesso accade che gli indicatori di carica (quando presenti) scendano un poco.
    Per fortuna in questi giorni non manca il ‘carburante’ per riportarli al massimo. E’ sempre consigliabile al ritorno della bella stagione dare una consistente botta di sole per rimettere tutto a posto. Lo so benissimo che l’amico Enrico Cannoletta tende a preferire e consiglia la luce artificiale, ma io ai miei faccio prendere solamente il sole genuino.

  4. Il nostro Francesco C, oltre che essere un “Senatore” del blog, è anche un utente molto tecnico ed esperto.
    Vorrei quindi giustificare la mia preferenza per la luce artificiale.
    Più che una preferenza, in effetti, si tratta di una considerazione.
    Una delle differenze che intercorrono tra Eco-Drive e qualsiasi altro sistema di alimentazione a celle solari è proprio la capacità del primo di essere sensibile ad un range di Kelvin maggiore, che comprende abbondantemente anche la fascia della luce artificiale.
    Quello che sostiene Francesco è sacrosanto, ma valido soprattutto per i sistemi concorrenti a Eco-Drive, tarati su una ricettività di punta di 3.000 Kelvin.
    I Citizen sono sensibili a oltre 6.000 Kelvin, per cui risulta molto più comodo ed efficace l’esposizione, per esempio alla luce di un neon, che abbrevia fortemente tempi e resa.
    Ovviamente la carica a luce solare funziona egregiamente.
    Salutissimi.

  5. Francesco C

    Grazie Enrico per la precisazione. Ora ho due motivi per esporre i miei orologi direttamente al sole.
    Il primo è che la mia collezione di solari comprende tre marche e quindi dovrei scegliere quelli da esporre al sole e quelli ai quali basta la luce artificiale. Troppa fatica, io li metto al sole 10 alla volta.
    Secondo, a causa di un’antipatia profonda sia da parte di mia moglie che mia in casa non c’è nemmeno un tubo al neon (nemmeno in garage nè in cantina) e le lampade sono tutte a luce calda.

  6. In effetti la luce a incandescenza è poco opportuna a corta distanza dall’orologio per via del calore prodotto, per cui bisogna porla ad almeno 30 cm.
    di distanza.
    Un salutone

  7. Luca B.

    Ciao, io ho da 4 anni un Citizen eco drive tipo E-87 negli ultimi 8 mesi (tempo esatto e non stimato) ho riposto l’orologio nel cassetto. A Pasqua 2015 sono andato a prendere l’orologio ed era fermo. Premesso che sul libretto di istruzioni c’è scritto che si garantisce una carica residua di 1,5 anni ho comunque preso l’orologio e l’ho messo per circa 4 ore sotto la luce solare. Nulla accumulatore andato a farsi friggere. Ho contattato la Citizen che mi ha risposto picche!!! (l’orologio e fuori garanzia per cui cavoli tuoi!!) adesso per sostituire l’accumulatore devo spendere 50 euro (cifra che mi ha chiesto il riparatore di fiducia).
    Ho inserito questo commento solo per riportare la mia esperienza circa la presunta durata della carica e la qualità degli accumulatori montati sulla serie eco drive.
    saluti.

  8. grazie delle informazioni. ma io non sto assolutamente riuscendo a trovare una batteria per il mio citizen…magari on line…avete consigli? grazie . Maria

  9. matteo.serra292

    ho un Metropolitan CA4035 da qualche giorno, che tra parentesi è un gran bell’orologio secondo me.
    come posso trattare l’accumulatore affinchè duri “per sempre”? mi interessa perche se dovesse guastarsi o arrivare a capacità infime tra una decina di anni non troverei sicuramente il ricambio…
    può essere utile esporlo al sole (su un davanzale per esempio) un oretta al giorno? tenendo conto che lo userei quasi tutti i giorni anche all’aperto potrebbe essere sufficiente…
    grazie!

  10. Francesco C

    @Matteo: se usi l’orologio tutti i giorni o quasi il problema non sussiste. Infatti l’uso normale è più che sufficiente per mantenere la carica al massimo, cosa che prolunga la vita della batteria. I forum sono pieni di persone che si iscrivono e poi chiedono: ho lasciato il mio orologio a carica solare in un cassetto per un anno e l’ho trovato fermo. Strano, non sarà mica guasto?

    Comunque se anche la batteria ricaricabile dovesse per qualche motivo necessitare un domani di essere sostituita non ti devi preoccupare, la troverai sempre, identica oppure di corrispondenti dimensioni e caratteristiche, che per inciso sono unificate a livello internazionale.
    Io per esempio ho una piccola collezione di orologi digitali degli anni ’70 e ’80 per i quali trovo regolarmente le batterie.

  11. Risposta perfetta da parte del nostro Francesco C. Nulla da aggiungere.

  12. Grazie della risposta Francesco, in effetti la mia unica preoccupazione era il cercare il ricambio tra x anni 🙂

  13. Salve, ho un Citizen Pilot che mi è stato regalato nel 2010. Non l’ho mai utilizzato. C’è il rischio che l’accumulatore o qualche componente si sia rotto? Grazie in anticipo

  14. Francesco C

    Effettivamente alla batteria ricaricabile di un Eco-Drive non fa bene scaricarsi completamente e rimanere scarica per anni. Non è detto però che la tua si sia danneggiata irreparabilmente.
    Per cominciare proverei a lasciare l’orologio al sole (compatibilmente con la stagione …) per parecchie ore, diciamo una ventina, ci vorrà magari una settimana. Se l’orologio riparte conviene fargli prendere ancora molta luce per arrivare ad una carica completa.
    Se l’orologio non dovesse ripartire bisogna far cambiare la batteria, che costa una ventina di Euro più manodopera e guarnizioni, diciamo circa 50 Euro per riavere un orologio come nuovo.

  15. Al l’ottimo consiglio di Francesco C aggiungerei solo che la ricarica va fatta con la corona completamente estratta. In casi come il suo questo accorgimento è fondamentale. In laboratorio inoltre noi provvediamo a metterli sotto la luce di un neon a luce bianca per 6/8 ore.
    Ci faccia sapere.
    Cordiali saluti.

  16. Fernando

    Salve ho un navihawk a/t, mi trovo molto bene tuttavia la carica nn dura per più di qualche giorno,oggi l ho temuto alla luce solare per circa 4 ore e dava carica massima, adesso dopo 5 ore che è in casa la carica è già scesa di una tacca, devo mandarlo in assistenza??

  17. Caro Fernando,
    il fatto che dopo poche ore la lancetta scenda di una tacca è abbastanza fisiologico.
    Non è assolutamente corretto invece che si fermi dopo pochi iorni.
    Le soluzioni da adottare sono due:
    1) E’ questo il caso tipico in cui ci vuole una ricarica drastica, da effettuare a luce artificiale ponendo l’orologio a pochi centimetri da una luce possibilmente fredda (neon o led) per 6/8 ore ma con la corona di messa all’ora COMPLETAMENTE ESTRATTA. Dopo va effettuata la riprogrammazione (ovvero allineamento lancette, posizionamento dell’orario di riferimento e messa in orario).
    2) Se questa operazione non sorte effetti vuol dire che per qualche motivo si è danneggiato l’accumulatore.
    Occorre allora inviarlo ad un centro assistenza per la sostituzione.
    Il costo dell’accumulatore può oscillare tra i 20 e 30.
    Cordiali saluti.

  18. Salve. Ho un Eco-Drive Titanium che mi è stato regalato qualche anno fa e per questo non vorrei dismetterlo. Il modello è BJ513104H, sulla cassa c’è scritto Marinaut. Ha, da tempo, un comportamento strano: perde un’ora; cioè, a random, la lancetta delle ore rimane un’ora indietro. Pensate che possa essere l’accumulatore andato? E nel caso dove trovo il ricambio? Grazie.

  19. Marianna Morrone

    Vorrei sapere se è possibile cambiare il coperchietto sul retro della cassa di un citizen e quanto costa indicativamente. Grazie

  20. martina

    ciao avrei bisogno di un’informazione, ho regalato tanti anni fa un eco-drive titanium a mia madre. sulla cassa c’è scritto marinaut.
    l’accumulatore non andava più (è un orologio di 12 anni) e il l’orefice mi ha sostituito un accumulatore con una pila!!!
    quando me ne sono accorta ho cercato di comprare un accumulatore su internet però non riesco a capire la serie dell’accumulatore potete dirmi quale codice devo guardare dietro la cassa??
    help

  21. Francesco C

    Martina: io di solito tolgo l’accumulatore esausto e ne leggo il modello direttamente in modo da potermi procurare il sostituto identico. Mi pare di capire che nel tuo caso sia troppo tardi. Posso tentare di aiutarti (senza garanzia di successo) se mi comunichi il numero di referenza del movimento e magari una foto dell’orologio.

    Il numero di referenza del movimento si trova come spiegato sul sito Citizen: http://www.citizenwatch-global.com/support/guide/manual_i.html

  22. Ho un ecodrive solotempo marinaut del 2005, improvvisamente oggi si è fermato. Non carica più, pensate che sia l’accumulatore? In caso affermativo, quanto mi costa sostituirlo? Grazie

  23. Giacomo

    Salve,ho un citizen pilot eco drive radio controllato.è stato chiuso in un cassetto per 2 anni,e adesso non va piu…cosa può essere?

  24. Buongiorno Giacomo,
    in casi come il suo occorrerebbe verificare l’accumulatore. Provi a fare una ricarica drastica, mettendo per circa 10 ore l’orologio vicino ad una fonte luminosa articificiale, CON LA CORONA DI MESSA ALL’ORA ESTRATTA. Se l’accumulatore non è danneggiato, l’orologio riprenderà tranquillamente il suo funzionamento.
    Nel caso in cui questa operazione non dovesse sortire frutti, la soluzione è quella di sostituire l’accumulatore.
    Non si tratta comunque di una spesa eccessiva che varia attorno ai 20/30 euro.
    Ci faccia sapere.

  25. salve, ho un super pilot e da ieri è totalmente fermo, premetto che nei mesi scorsi si smagnetizzava cioè tornava all’origine dati l’ho riprogammato più volte ma adesso si è spento del tutto. aiuto please

  26. Buongiorno Gianni,
    Il problema originario, ovvero l’azzeramento dei dati, a mio giudizio si riferiva ad un errata programmazione iniziale al momento dell’acquisto.
    Riguardo allo spegnimento, penso tu possa provare con una ricarica drastica.
    Dovresti mettere il tuo orologio sotto una fonte luminosa artificiale (meglio se neon), per circa 8 ore, CON LA CORONA DI MESSA IN ORARIO COMPLETAMENTE ESTRATTA.
    Dopo questo periodo di esposizione dovresti fare la programmazione.
    Se l’orologio non riparte dopo l’esposizione significa devi rivolgerti ad un centro assistenza.
    In caso di difficoltà nella programmazione puoi rivolgerti al capo-tecnico di Technowatch, Carloandrea Dho (0184.570063 dal martedì al venerdì ore ufficio, oppure info@technowatch.it.
    Facci sapere.

  27. grazie della celere risposta, va bene se lo metto alla luce diretta del sole?

  28. Vista la descrizione del problema sarebbe meglio esporre l’orologio sotto una luce artificiale.
    Se non disponibile un neon, va bene anche una lampadina ad incandescenza, tenendo l’orologio a circa 30 cm. di distanza

  29. Vi pongo un quesito: se il Citizen acquistato fosse un modello non recente (es. Pilot solo tempo che è stato prodoto circa 15 anni fa), cosa accade all’accumulatore? Mi spiego meglio: se dovessi acquistare un orologio simile, rischio di dovere cambiare l’accumulatore entro pochi anni/mesi??

  30. Buongiorno Luca.
    Ovviamente la risposta dipende da come sono state le modalità di utilizzo dell’orologio.
    Tecnicamente e teoricamente gli accumulatori perdono il 20% della loro funzionalità dopo 20 anni.
    In ogni caso la sostituzione di un accumulatore, solitamente non supera i 20 €. di spesa.

    Cordiali saluti

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