E se fossero tutti “satellitari”?

Il mondo dell’Orologeria, rispondendo in modo così forte ed entusiasta alla presentazione del Citizen Satellite Wave ha dimostrato di aver compreso il significato della grande impresa compiuta da Citizen.
Come già più volte dichiarato, questo orologio ha rivoluzionato il mercato orologiero in modo irriversibile.
Gli scenari che si aprono sono infatti quasi fantascientifici.
Immaginiamo quello che potrebbe essere il domani del mondo degli orologi, un futuro estremamente plausibile dato il presente di cui dobbiamo dire grazie al colosso giapponese.

Supponiamo infatti che Citizen, come pare sua intenzione, riesca a massificare l’orologio satellitare.
Immediatamente diverrebbero obsoleti tutti gli altri orologi a quarzo, e per primi scomparirebbero o si ridurrebbero a mere comparse i movimenti non provvisti di Eco-Drive.
Quale sarebbe a questo punto la contromossa da parte delle case produttrici concorrenti di Citizen?
Sicuramente quelle che subirebbero un minore contraccolpo sarebbero le maison dell’orologeria meccanica, che conservano il fascino della tradizione.

Ma le aziende che in tutti questi anni hanno prodotto esclusivamente orologi a quarzo, senza alcuna funzione tecnologica aggiunta, si troverebbero forse spiazzate e probabilmente incapaci di reagire.
A questo punto le alternative non sarebbero che due: o si vivrà un periodo di monopolio di Citizen, oppure ci sarà una corsa alla scoperta tecnologica, che al momento non saprei anticipare, ma che si tradurrebbe sicuramente in una sferzata ad un mercato, che, prima della comparsa di Eco-Drive, Radio-controllato e Satellitare (guarda caso tutte di Citizen) rischiava di vivacchiare alla meno peggio.
Il tutto con la massima soddisfazione degli utenti finali che vedrebbero avvicendarsi appetibili e futuribili proposte.
Nel frattempo suppongo che Citizen non stia con le mani in mano!

Ci sarà veramente da divertirsi.


8 Commenti

  1. Bah, a meno che questo “satellitare massificato” non costi sotto i 100 euro (ma anche sotto i 300), la vedo dura che le case che si occupano principalmente di quarzo si stiano preoccupando un granchè. Al momento il satellitare di citizen (ma chi l’ha visto?) è una cosa da super-appassionati futuristici e dotati di un gran bel portafoglio, e lo resterà a lunghissimo. La massa andrà avanti con un quarzo o, almeno si spera, un eco-drive…
    Mi sembra un articolo fin troppo carico di illusioni e speranze, su una cosa che non abbiamo nemmeno ancora visto!

  2. Ciao Rob.
    Sotto certi aspetti hai ragione, per esempio quando dici che è un articolo carico di “illusioni”.
    In effetti si tratta di una proiezione con molta fantasia.
    Ti invito però a pensare che neppure l’Eco Drive esordì a prezzo “popoilare”, mentre ora si trova a partire da circa €. 100,00.
    E’ vero comunque, come dici tu, che i primi satellitari non saranno regalati.
    Devi considerare inoltre che questo satellitare è equipaggioato da materiali costosissimi. E’ inoltre prodotto in un numero limitatissimo, il che determina una procedura e un prezzo molto particolari.
    L’incisione del numero progressivo, la confezione del tutto adatta ad un prodotto del genere e così via.
    Tutti fattori che potrebbero essere non tutti compresi nelle produzioni di massa.
    Detto questo ti assicuro che sono il primo ad augurarmi che non scompaiano i normali quarzi (vivo di orologi!).
    Devo però correggerti, se mi permetti, sull’affermazione che il satellitare non l’abbiamo ancora visto.
    Forse è vero che non tutti hanno potuto toccarlo, ma le immagini sono molto diffuse in rete, sui giornali e anche in alcune vetrine dei circa 200 Concessionari Italiani che l’hanno acquistato.
    Se non lo vedremo più sarà … colpa del suo grande successo.
    Comunque il Tempo (quello con la T maiuscola) sarà l’unico a poter svelare il futuro.
    Ciao e grazie per l’intelligente intervento.

  3. mirko017

    Ciao Enrico,
    ho apprezzato l’entusiasmo del tuo articolo.
    Credo tuttavia che la strada sara’ ancora lunga. Se guardiamo indietro nel tempo, possiamo trovare numerosi esempi di oggetti che, nel momento della loro comparsa, avrebbero dovuto spazzar via la concorrenza ed imporsi come “soluzione definitiva”.
    Ma poi sappiamo che non e’ andata cosi’.
    Cio’ vale per gli orologi, ma anche per le auto, per i computer, ecc.
    Restando nel campo degli orologi, anche quelli al quarzo avrebbero dovuto decretare la fine di quelli meccanici, ma in realta’ hanno solo creato il dualismo tra i sostenitori degli uni e degli altri.
    Restringendo ulteriormente il campo, anche tra gli orologi al quarzo sembrava che ad un certo punto quelli “digitali” dovessero soppiantare quelli analogici. Io stesso ricordo che all’epoca ne fui affascinato: dopo alcuni Seiko ho avuto una collezione di Casio dotati delle funzioni piu’ strane (altimetro, barometro, termometro, ecc., addirittura uno che misurava la pressione sanguigna…!), ma poi la moda e’ passata e, forse anche a causa dell’eta’, sono tornato a preferire quelli analogici.
    Pertanto penso che anche gli orologi satellitari resteranno, almeno per un certo tempo, un prodotto di nicchia, cosi’ come e’ accaduto per i telefonini satellitari che, di fatto, sono utilizzati solo da un ridotto numero di persone che ne hanno effettivamente l’esigenza.
    A meno che, come diceva prima Rob, il prezzo non scenda a livelli popolari, ma per il momento non credo che cio’ accadra’.
    Saluti.

  4. marioperd

    Quoto tutto…
    Il nuovo Citizen può praticamente essere considerato quasi un “prototipo”, perché si passi alla produzione di massa ci vorranno ancora degli anni e ancora di più perché la produzione di massa arrivi a consentire prezzi popolari…

    Il mercato poi è legato a molti fattori e non sempre la qualità o il livello tecnico e tecnologico di un orologio ne determina il successo… Basta pensare agli orologi D&G, la forza del brand, la serrata campagna pubblicitaria, il design e la moda del momento hanno fatto inserire prepotentemente sul mercato una serie di prodotti che hanno un rapporto qualità/prezzo in “teoria” poco competitivo…

    Detto questo solo col tempo vedremo cosa accadrà, magari tra un paio di anni qualche nuova tecnologia soppianterà i satellitari ancora prima che possano inserirsi nel mercato “comune”… staremo a vedere, nel frattempo godiamoci questa bella serie limitata 🙂

  5. A mio parere l’orologio è un oggetto così diffuso che può essere interpretato in talmente tanti modi diversi che non è possibile imporre veramente una innovazione tecnologica.
    Da una parte c’è stata una differenziazione filosofica importante, credo principalmente per motivi di costi produttivi, tra i meccanici e gli orologi al quarzo (che vanno da quelli digitali ad analogici evoluti come i Citizen).
    Se la prima categoria fa un po’ storia a se, e i valori se si ricercano sono prevalentemente il prestigio e l’esclusività di meccaniche, materiali e perché no, marchi più o meno storici, nella seconda categoria ricadono talmente tanti fattori di scelta che non è nemmeno possibile considerarli tutti.
    Esistono migliaia di modelli in ogni fascia possibile di prezzo, che vanno dal mercato di lusso al mercato di massa e la scelta di un determinato modello difficilmente segue criteri tecnici.
    E’ molto più probabile che un orologio venga scelto perché “fa figo” (riferendosi ai già citati D&G) o perché sembra avere un’aria esclusiva (diciamo sul genere “voglio ma non posso”) o di novità estetica, piuttosto che per reali qualità tecniche.

    Riportando qualche esempio personale, ho un cronografo Pirelli con cassa in titanio e cinturino in caucciù tipo pneumatico scolpito che esteticamente è bellissimo, digitale/analogico, funzioni con LCD retroilluminato su quadrante con fondo nero, costa come un Crono Pilot, ma tecnicamente è peggio di uno swatch… non tiene nemmeno la sincronia dell’orario tra la parte meccanica al quarzo e l’indicazione LCD!
    O peggio ancora un Chronotech che mi è stato regalato che dopo tanto battage pubblicitario ha assunto la nomea di orologio di prestigio e la cui unica caratteristica è avere un (pessimo) vetro prismatico che ti costringe a slogarti un polso per guardare attraverso tutte le facce del quadrante per leggere l’ora!
    Senza parlare proprio di swatch, dove per i modelli base sai che almeno esiste una ricerca estetica…. Per passare agli HipHop… che ti fanno fare un tuffo indietro negli anni ’80 quando ti potevi sorpendere che un cinturino potesse profumare di vaniglia o di biscotto.
    Per il resto guardo le vetrine e vedo solo una gran parata di lustrini e cafonaggine.

    Per fortuna esistono anche gli appassionati che si emozionano per le tecnologia vera, che si ritrovano sulle pagine di un forum e discutono della loro passione… che vivono con orologi che non hanno bisogno di cambiare le batterie…

  6. Ciao Kilo,
    sono d’accordo con te: è bello confrontare le proprie impressioni in tutta libertà come avviene sul Citizenmania.
    Ed è un piacere vedere espresse molte idee intelligenti e condivisibili.
    Dalla diversità di opinioni nascono sicuramente delle osservazioni costruttive.
    Salutoni.

  7. Bell’articolo, ma credo al suo interno ci sia molta passione e un pizzico di fantasia narrativa che di solito serve a creare un velo di interesse in chi legge. Lo spunto in ogni caso è molto interessante, nel senso che credo l’autore si ponga la domanda su che futuro avrà la tecnologia satellitare che Citizen ha studiato e messo dentro il Satellite Wave, nel prossimo futuro.
    Dal mio punto di vista, credo Citizen sia per filosofia indirizzata a creare un prodotto che abbia sempre una maggiore precisione in qualsiasi condizione e posizione geografica (un segnatempo questo deve fare), leggevo in un altro articolo della volontà di creare prodotti perfetti, be credo che questo sia uno dei molteplici elementi che compongono la perfezione che Citizen ricerca e che piano piano sta raggiungendo. Unico nostro compito per ora è spronarla a non mollare e accogliere con favore, oppure giudicare in modo imparziale qualsiasi miglioria o nuova strada che essa percorra, in quanto come diceva il signor Cannoletta solo attraverso un serio confronto è possibile crearsi opinioni che hanno solide basi. Concludo dicendo (e cerco di portare un po’ d’acqua al mio mulino) che la ricchezza del confronto può magari essere data anche da persone esterne al mondo della orologeria (io mi considero un mero scrutapagine internet) proprio per il proprio parere al di fuori degli schemi standard. Grazie per l’attenzione e un abuona giornata 😉

  8. Caro Vlad74, hai colto perfettamente nel segno.
    Con la tua osservazione hai intelligentemente riassunto la filosofia di fondo che Citizen segue, e, nel mio piccolo, la mia condotta imprenditoriale.
    Da anni mi dedico alla divulgazione tecnica, conscio che un utilizzatore consapevole premierà sicuramente i dettaglianti seri e competenti, incrementando la meritocrazia e quindi migliorando il sistema.
    Citizen crede così fortemente nel coinvolgimento degli utilizzatori e degli appassionati ad essere stata la prima maison al mondo a creare un corporate blog (Citizenmania) per dare la parola a coloro che in gergo si chiamano consumatori, ma che noi amiamo definire utilizzatori.
    Senza l’apporto dei lettori e privo dei loro interventi, Citizenmania non avrebbe senso, e tutto il progetto organizzato naufragherebbe.
    E’ quindi assolutamente necessario che il blog sia colmo costantemente dei commenti di tutti gli appassionati.

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