Anatomia del calibro H144M

Il Calibro Citizen H144M è divenuto famoso tra i nostri lettori per essere stato oggetto di una travagliata presentazione in anteprima.

Destinato originariamente ad essere presentato prioritariamente al pubblico statunitense, Citizen aveva poi deciso di privilegiare l’Italia. Infine si decise in extremis per la distribuzione mondiale iniziando dai paesi anglosassoni.

Ai nostri lettori queste manovre strategiche non sono sfuggite, e in particolare l’attento mirko017 le ha potute e volute monitorare con successo.

In mancanza quindi della presentazione in anteprima, Citizen ha voluto premiare Citizenmania con la possibilità di esplorare a fondo il calibro dal punto di vista tecnico.

Sul manuale tecnico di assistenza (quello riservato ai riparatori) campeggia l’avvertimento che gli orologi equipaggiati dall’H144M (M è il suffisso che indica in questo caso la versione europea), a parte i soli interventi sul cinturino, devono essere riparati esclusivamente da Centri Assistenza Citizen Specializzati.

Questo da già la dimensione di quanto sia tecnologicamente avanzato il prodotto.

Le funzioni dichiarate sono le seguenti: Ora, minuti, secondi, data, energia solare (Eco-Drive), prevenzione di sovra-carica, avvertimento di carica insufficiente, indicatore di livello di carica, risparmio energetico, radio-controllo automatico e/o manuale, indicazione di ricezione con segnalazione dell’esito, 26 fusi orari, calendario perpetuo, tempo di funzionamento a regime di risparmio energetico senza carica: 2 anni, durata di funzionamento dopo la segnalazione di carica insufficiente: 3 giorni.

Voglio aggiungere però una piccola chicca: questo calibro dispone di un sofisticato sistema di auto-allineamento delle lancette.

Alcune delle ruote del meccanismo sono forate per permettere ad un piccolo raggio laser generato da un micro-led, di attraversarle. Se così non fosse, il circuito attiverebbe un sistema di allineamento fino alla sovrapposizione totale dei fori nelle giuste sedi.

Questo accorgimento è di enorme aiuto agli orologiai, ma si dimostra molto efficace per l’utente, il quale riesce ad avere le lancette sempre perfettamente allineate.

Passiamo ora, finalmente, alla disamina tecnica del calibro.

Esso dispone addirittura di un triplo controllo della tensione di funzionamento, a disposizione dell’utente.

Se la carica è sufficiente, azionando il pulsante posto a ore “4”, la lancetta dei secondi si porterà immediatamente su “OK”. Nel caso in cui la tensione dovesse scendere al di sotto di V. 2,37, la lancetta, prima di portarsi su “OK” effettua un movimento a ritroso di 15”. Se infine, la tensione è attorno ai V. 2,25 la lancetta andrà a posizionarsi su “NO”. Da notare che nel caso di tensione a V. 2,37, l’orologio può ancora funzionare per 8 ore in assenza di luce.

Salta immediatamente all’occhio la presenza delle 3 bobine.

Il modulo appare abbastanza sofisticato e affascinante, lasciando intravedere, al di là della piastra metallica di copertura e protezione, un’ampia parte del circuito nella sua faccia esterna.

Le numerose piazzole, alcune delle quali con i tipici fori passanti dei circuiti a doppia-faccia, servono per le rilevazioni strumentali.

E’ possibile infatti rilevare in modo comodo e semplice un’infinità di fattori, quali ad esempio la funzionalità del treno di ruote, la continuità delle bobine, il consumo di energia in varie parti e totale, l’integrità dei 3 motori, la normalità dell’antenna di ricezione, effettuare il controllo della cella solare, ecc.

Naturalmente, ma questa è una caratteristica comune a tutti i radio-controllati di Citizen, si può facilmente sincronizzare il ricevitore sulle onde specifiche di ricezione, attraverso un sofisticato strumento appositamente calibrato.

Ovviamente mi sono lasciato andare a rilevare i parametri di funzionamento, i quali, neanche a dirlo, rientrano perfettamente nella norma.

La resistenza delle bobine equivale in questo specifico caso rispettivamente  a Kohm 2,05, Kohm 1,30 e Kohm 1,30.

Anche il consumo di corrente dei tre motori è ampiamente nei limiti di eccellenza: microampere 0,50 il primo e 1,30 gli altri due.

A questo punto, per non tediare troppo con un articolo eccessivamente lungo, mi riservo per i prossimi post gli esiti delle altre rilevazioni, nonché le foto del meccanismo “nudo”.

Voglio solo aggiungere che il sistema di comunicazione di accumulatore scarico, oltre ovviamente alla visualizzazione già descritta, è il classico della Citizen, con la lancetta dei secondi che avanza ogni due secondi anziché uno. Ma l’interessante risiede nel fatto che, una volta effettuata la ri-carica solare (mi raccomando: sempre con la corona di messa completamente estratta) l’orologio riprenderà a riprendere la marcia normale secondo per secondo solo ed esclusivamente quando il limite minimo di V. 2,25 è mantenuto per più di 30 minuti nel caso in cui l’orologio non si fosse precedentemente fermato. Se invece così fosse stato, il modulo non si accontenta di 30 minuti, ma attende che il limite sia mantenuto per almeno 8 ore.

Non c’è che dire: il piacere di “sezionare” questi circuiti è un autentico sollazzo per un tecnico, anche perché è evidente lo sforzo di Citizen nella ricerca dell’assoluta affidabilità.


13 Commenti

  1. Francesco C

    Molto interessante, grazie della esposizione dettagliata.
    Una curiosità: il sistema di allineamento delle lancette è automatico (cioè ci pensa direttamente il movimento) oppure deve essere azionato dall’utente in caso di problemi?

  2. Ciao Francesco C.
    Il sistema entra in funzione automaticamente al momento della programmazione della posizione di riferimento.
    Naturalmente previene anche le anomalie di allineamento dovute a urti o traumi.
    Salutissimi.

  3. mirko017

    Buongiorno a tutti,
    interesante il sistema di autoallineamento delle lancette.
    Purtroppo nel libretto di istruzioni non c’e’ alcun riferimento a tale sistema (o almeno io non l’ho trovato…). Anzi leggendo il capitolo dedicato al ripristino della posizione “zero” si ha l’impressione che non ci siano differenze rispetto agli altri calibri.
    Inoltre, sempre basandosi su quanto scritto nel libretto di istruzioni, vorrei segnalare quella che potrebbe essere una piccola lacuna: la ricezione automatica del segnale e’ prevista alle ore 2:00 e poi, nel caso il tentativo fosse fallito, alle 3:00 ed eventualmente alle 4:00.
    Cio’ lascia intendere che se il tentativo delle ore 2:00 riesce, non verranno piu’ effettuati altri tentativi alle 3:00 e alle 4:00.
    Quindi, in occasione del recente ripristino dell’ora solare che e’ avvenuto per convenzione alle ore 3:00, significa che se l’orologio fosse riuscito a ricevere il segnale alle 2:00 avrebbe ricevuto ancora l’ora “legale” e non avrebbe piu’ fatto ulteriori tentativi. Pertanto al mattino avrebbe segnato ancora l’ora legale.
    Lo stesso comportamento e’ comune anche ad altri calibri, ad esempio quello dell’Evolution 5, ossia H610.
    Tuttavia, poiche’ il giorno 31 ottobre ho trovato il mio Evolution 5 perfettamente sincronizzato sull’ora solare, devo pensare che il tentativo delle ore 2:00 non sia riuscito, oppure che non e’ corretto cio’ che e’ scritto nelle istruzioni.
    Qualcuno di voi ha informazioni in merito?
    Grazie. Saluti.

  4. Gent.mo Mirko
    leggo sempre con estremo interesse e piacere i tuoi “stimolanti” e competenti interventi:decisamente rendi frizzante e piacevole la frequentazione di questo spazio….e fai “sudare” i nostri esperti!;-)) dei quali però, io credo tu ti sia conquistato, a ragione, la stima.
    Ti riporto la mia esperienza con l’EVO5 che possiedo, in merito al discorso “ora legale/solare”. Siccome io l’orologio non lo tolgo mai dal mio polso, pensando che gli involontari movimenti in occasione del mio sonno, nonchè l’ubicazione poco favorevole della mia camera da letto, potessero influire sulla perfetta sincronizzazione, la notte del cambio dell’ora, non ho indossato l’evo (mi sentivo nudo!) e l’ho messo in un “luogo strategico” dove ero sicuro della ricezione del segnale. Così, giusto per sicurezza e per importanza del momento di transizione di fase oraria. Al mattino l’ho travato, come te, perfettamente sincronizzato sul nuovo sistema orario. Penso però, che ciò non sia dovuto al fatto che per fortuna quella particolare notte non sia avvenuta una perfetta ricezione alle 2 a.m., ma perchè l’orologio è settato sul cambio automatico (SMT-STD AU), rendendolo quindi autonomo nella gestione precisa del cambio. Penso che ci siano due soli modi, comunque, per capire l’arcano: l’anno prossimo, al cambio dell’ora, dovremo riporre l’orologio in una scatola di piombo a chiusura stagna impedendogli la sincronizzazione e vedere che succede, oppure, in tempi più recenti e preferibilmente in una notte che precede una giornata di riposo, rimanere svegli e controllare la sincronizzazione delle 2.00, vedere il comportamento dell’orologio alle 3.00, controllare se capita qualcosa alle 4.00 e…….andare dal fornaio con la faccia sbattuta a concedersi qualche croissant caldo appena sfornato!;-)
    Buona giornate e buon lavoro a tutti.
    p.s.
    per la cronaca: come ho detto l’evo non lo tolgo mai e comunque è sempre sincronizzato a perfezione(nonostante i probabili gesti notturni e il cemento armato della mia camere): ne ho la prova perchè l’orologio del campanile vicino a casa mia ha la stessa sincronizzazione e siamo sempre perfettamente allineati al secondo. Me ne sono testimonianza le campane……MALEDIZIONE!

  5. mirko017

    Grazie “dasca” per gli apprezzamenti e anche per i suggerimenti….!;-)
    Temo pero’ che la pigrizia prendera’ il sopravvento sulla curiosita’ e quindi non staro’ sveglio fino alle 4:00.
    Per la cronaca, la mattina dello scorso 31 ottobre ho constatato che tutti i miei orologi radiocontrollati si erano correttamente settati sull’ora solare tranne uno.
    La cosa mi e’ sembrata abbastanza strana, anche perche’ erano tutti posizionati sullo stesso scaffale della libreria, uno vicino all’altro. Comunque ho provveduto ad effettuare una sintonizzazione manuale e tutto e’ andato a posto.
    Ancora oggi comunque ho constatato che alcuni si sono sintonizzati nella notte e altri no, pur essendo tutti nello stesso posto. Penso che cio’ sia dovuto ai diversi comportamenti dei diversi calibri. Ad esempio i calibri E670 (Crono Field, Crono Pilot) e H461 (Pilot) si sintonizzano solo alle 2:00 e alle 3:00 mentre i calibri U600 (Skyhawk) e H610 (Evolution 5) possono sintonizzarsi anche alle 4:00, quindi hanno una possibilita’ in piu’…!
    Mi rendo conto che sto diventando un maniaco…..quindi chiudo prima che qualcuno chiami il 118.
    Saluti.

  6. Ciao mirko017 e dasca.
    Interessantissimo il vostro scambio di impressioni: è questo il vero spirito di citizenmania. Bravissimi!!!
    Riguardo al sistema di allineamento delle lancette, è vero che il manuale non ne fa menzione, perchè è un arricchimento tecnico a beneficio dell’affidabilità e non una vera e propria funzione gestibile dall’utente. Ho voluto citarla per evidenziare la ricerca della massima funzionalità da parte di Citizen. E poi … altrimenti … il sottoscritto cosa ci starebbe a fare?
    Salutoni e ancora complimenti.

  7. Buongiorno a tutti, complimenti per la vostra competenza e preparazione, anche io sono un appassionato di orologi Citizen da 15 anni. Come alcuni di voi ho più di un orologio radiocontrollato 4 per l’esattezza, volevo chiedervi se esiste qualche sistema per mettere a “riposo” l’oscillatore al quarzo del movimento in caso di non utilizzo dell’orologio per qualche mese, per bloccare il movimento delle lamcette ho trovato il modo mettendo la lancetta di funzione al 6 in posizione di “0” e vanno tutte le lancette a ore 12 per allineamneto, non so se esiste invece un metodo per fermare tutto, non è un discorso per mantenere la carica (in quanto li tengo alla luce) è solo per conservare più a lungo la vita dell’orologio.
    Grazie a tutti.

  8. mirko017

    Buongiorno SAMI,
    domanda originale la tua. Sicuramente meglio di me potra’ risponderti Enrico Cannoletta. Personalmente temo che l’unico modo per fermare il quarzo sia quello di lasciar scaricare l’orologio. Non credo esista una sorta di “interruttore” per fermare l’oscillazione e, anche qualora esista, non penso sia facilmente attivabile dall’utente.
    Resta poi da valutare se un prolungato periodo di inattivita’ possa giovare o nuocere all’orologio: in altre parole, non vorrei che, nel tentativo di prolungare la vita dell’orologio, finissi invece con l’abbreviarla.
    Saluti.

  9. Ciao SAMI,
    L’esigenza del bloccare un orologio a quarzo in genere nasce per diversi motivi, primi tra tutti i seguenti: economizzare l’energia nei modelli non Eco-Drive in caso di prolungato inutilizzo e regolare esattamente i secondi con il segnale orario.
    Nei modelli a celle solari e per di più radio-controllati, queste motivazioni non esistono più.
    Riguardo all’usura dell’orologio, non mi porrei eccessivi problemi, in quanto la parte a maggior rischio di vetustà è proprio l’accumulatore (che in caso di Citizen perde il 20% della sua integrità dopo i 20 anni di vita), il cui costo è irrisorio.
    Esiste in molti modelli del colosso giapponese una funzione di stand-by che entra in funzione non tanto per risparmiare l’energia in senso lato (essendo solare è gratuita), quanto per evitare che l’orologio sia fuori orario al momento in cui serve all’utente. Mi spiego meglio: in caso di inutilizzo a lungo termine e con l’orologio al buio, alcuni Citizen bloccano le lancette continuando a contare il tempo in memoria, in modo da auto-posizionarsi al primo raggio di luce (e senza necessità di radio-controllo).
    Detto questo, ti informo che tutti gli sistemi per bloccare l’orologio, escluso quello di estrarre l’accumulatore, funzionano in modo meccanico sul ruotismo e quindi lasciano il quarzo oscillare tranquillamente.
    L’unica soluzione sarebbe quella di togliere l’accumulatore per il periodo in cui l’orologio non viene usato, ma essa può essere ragionevole solo se si prevede di non usarlo per lunghi anni lasciandolo completamente al buio. Il consumo assai limitato di un Citizen equivale quasi e grossomodo alla scarica fisica a cui l’accumulatore sarebbe soggetto anche in stato di riposo: si corre comunque il rischio di ri-inserire un accumulatore non più in grado di “rigenerarsi”.
    Spero di essere stato chiaro e il più sintetico possibile.
    Per qualsiasi chiarimento scrivi senza esitazione.
    Ciaooooooooo

  10. Grazie Enrico per la spiegazione esauriente, l’operazione che faccio di portare le lancette a posizione di ore 12 quando lascio l’orologio senza metterlo per uno due mesi, comunque allunga la vita del movimento visto che nessuna lancetta si muove in quella condizione? non mi interessa di risparmiare energia elettrica, visto che lo lascio alla luce comunque, ma desidero solo che il movimento dell’orologio duri più a lungo, visto che i movimenti degli orologi meccanici se curati durano 20-30 anni e le parti di ricambio si trovano sempre, i movimenti al quarzo possono essere riparati? normalmente quanti anni durano?
    Grazie.

  11. Ciao SAMI.
    In teoria è indubbiamente vero che non sollecitando il treno di ruote si assicura più longevità.
    In pratica, però, l’usura che potrebbe subire un orologio in qualche mese o in qualche anno di funzionamento è veramente insignificante.
    Se è in buono stato un calibro elettronico, nella sua parte meccanica, non differisce molto in termini di attriti da un corrispondente calibro completamente meccanico.
    Ormai i materiali dai quali sono costituiti i perni e i pignoni delle ruote, negli orologi di un certo pregio, sono scelti con molta cura e non slabrano certo i fori men che mai quando questi sono in rubino.
    E’ quindi lodevole e apprezzabile la tua cura preventiva, ma, a mio giudizio non incrementerà in modo significativo la vita del tuo orologio.
    Riguardo invece le riparazioni, l’assistenza e la reperibilità della fornitura e dei ricambi, al giorno d’oggi sia per gli elettronici che per i meccanici, le marche più diffuse ne assicurano la produzione per un certo numero di anni dopo la fine della distribuzione del calibro stesso.
    Come vedi la differenza, sia in termini di usura (e quindi di materiali impiegati) sia in termini di possibilità di assistenza nel tempo, viene fatta dalla serietà della marca.
    Resta comunque il fatto che i ricambi degli orologi che hanno avuto un certo successo possono anche essere reperiti sul mercato dei privati o attraverso il circuito degli orologiai.
    Salutoni.

  12. Thread molto interessante, complimenti.
    Sono molto interessato a questo movimento, e in particolare al modello World Perpetual A-T (CB0030-56E) che lo monta. Ho visto che in Giappone vendono un modello molto simile (Attesa ATD53-3093) che monta il calibro H148. Peraltro questo codice compare anche sul frontespizio del manuale del riparatore riportato come immagine del thread. Sapete che differenza c’è tra i due movimenti? Dalle foto e dal manuale utente, mi sembrano veramente identici!
    PS: Attendo con ansia le foto del movimento nudo 🙂

  13. Ciao Dario.
    Il calibro H148 è leggermente diverso nella forma per essere adattato su casse diverse da quelle che montano l’H144. Nella sostanza e nelle funzioni non cambia nulla essendo il primo tecnicamente basato sul secondo.
    Per le foto del calibro nudo, come ho già avuto modo di dire, la mia scarsa perizia come fotografo mi impedisce di pubblicare foto “decenti”: non appena Fabio le avrà da Citizen credo le pubblichi immediatamente.
    Salutoni.