Laboratorio


Parola all’esperto”


Movimenti meccanici Citizen: tutta la verità

Postato Da IL Lug 25, 2013 in post laboratorio |

4166Questo articolo nasce dall’intraprendenza e la passione trasmessa sul nostro blog da alcuni amici, in particolare Adriano e lamapss, senza dimenticare i nostri Senatori Francesco C, Mirco017 e diversi altri, i quali hanno più volte sollecitato un intervento tecnico sull’Orologeria meccanica giapponese, e che possono avere un “antipasto”

Citizen, come è noto, è all’avanguardia tecnologica soprattutto grazie al forte riscontro avuto sul mercato con la creazione dei suoi orologi elettronici iper-tecnologici.

Questo indubbio riconoscimento ottenuto in modo pressochè unanime rischia a volte e per assurdo di ritorcersi contro l’immagine del colosso nipponico, del quale si sminuisce spesso la forte valenza anche in campo meccanico.

La spiegazione è oltremodo da ricercarsi nel retaggio culturale atavico che vede la meccanica terreno di assoluto ed esclusivo appannaggio degli Svizzeri.

Si dimenticano però un passato, un’esperienza ed una tradizione ormai quasi secolare, maturata in modo particolare da Citizen, che affonda le proprie radici proprio nell’Orologeria Meccanica e nell’ormai lontani anni ’20 dello scorso secolo.

L’articolo però, deve avere un taglio attuale, e verterà non già sul passato, ma sul presente dei movimenti meccanici creati da Citizen, ed in particolare sui nuovi 4166.

Prima di iniziare però, invito gli appassionati che cercano qualche informazione tecnica di base a leggere l’articolo “Il funzionamento dell’orologio meccanico” pubblicato su “Blog Tecnico Informativo“, per avere un’infarinatura-base circa la tecnica orologiera e meglio addentrasi nell’argomento.

Partiamo immediatamente sciogliendo ogni dubbio e smentendo una “leggenda metropolitana”: il calibro 4166 di Citizen può sicuramente fregiarsi dell’appellativo di “calibro di manifattura” essendo stato progettato e costruito completamente in-house da Citizen.

Non si riferisce nè concettualmente e neppure praticamente ad alcuno dei calibri precedentemente commercializzati da Citizen, e non mi risulta sia stato destinato ad equipaggiare orologi di brand diversi da Citizen.

Ad assolvere il compito di supporto per altri marchi ci pensa ampiamente Miyota, di proprietà della capo-fila Citizen, ed apprezzato costruttore di movimenti e moduli di cui il mercato è ricco. I movimenti Miyota animano alcuni brand prestigiosi ed altri meno, in virtù di un’ottima affidabilità e di una contemporanea economicità di base, molto apprezzata in campo commerciale. Nella mia carriera di orologiaio ho personalmente riparato orologi di marchi ritenuti svizzeri in realtà equipaggiati da movimenti Miyota, e ne taccio i nomi in questa sede essendo in ambito di Corporate Blog.

Citizen 4166 è assurto alla ribalta delle cronache con la Collezione “Meccanico” che in fase di lancio prevedeva quale packaging addirittura un rotore di carica dell’automatico.

La costruzione del calibro risente in realtà, almeno esteticamente, del pragmatismo e della concreta spartanità dei tecnici giapponesi, noti nel settore per badare molto più alla sostanza che all’immagine. Nel risulta un look molto crudo relativo al meccanismo, ma che non deve far dubitare sulla qualità, e che comunque costituisce un sensibile miglioramente di rifinitura e abbellimento rispetto a quanto i prodotti giapponesi hanno offerto in passato.

Siamo di fronte infatti ad un meccanico a carica automatica che ha nel sistema di ricarica dinamica il suo cavallo di battaglia, potendo contare su una sensibilità notevole della massa oscillante, finemente lavorata nel suo arco esterno in sabbiatura, e opportunamente appesantita in modo da creare un facile sbilanciamento in corrispondenza del più piccolo movimento del polso.

E’ stato scelto, inoltre, di affidarsi al sistema uni-direzionale di ricarica attraverso il rotore, in modo da evitare la dispersione energetica necessaria all’utilizzo degli invertitori, per cui tutta l’energia cinetica accumulata dal movimento della massa oscillante, viene trasmessa al bariletto.

Questo articolo è anche opportuno per chiarire un’incomprensione sorta sul blog relativamente all’oscillazione del bilanciere di Citizen 4166, e che rileggendo i vari post mi rendo conto di non aver chiarito a sufficienza limitandomi a dire di aver verificato l’oscillazione in sede di prove di laboratorio.

Citizen 4166 è in effetti un orologio il cui bilanciere oscilla a 21.600 alternanze orarie.

A questo proposito sottolineo, rispondendo ad un lettore che mi ha scritto privatamente, che l’oscillazione deriva dalla demoltiplica risultante dal numero dei denti delle ruote e dei denti dei pignoni di ogni elemento del ruotismo, e quindi di ruota di centro, ruota mediana, ruota dei secondi e ruota di scappamento. In pratica il progettista stabilisce in anticipo l’oscillazione che ne scaturirà, “costruendo” al CAD le varie ruote.

Per soffermarci in ambito divulgativo, occupiamoci dell’utilizzo dei rubini.

Il rubino utilizzato in Orologeria in genere, e perciò anche nello specifico di Citizen 4166, è di natura identica a quello naturale e presente in natura come Corindone, con la differenza che viene creato sinteticamente in laboratorio. La sua caratteristica principale, che lo rende utile in Orologeria, è la durezza, di grado 9 della scala Mohs, appena un gradino sotto il massimo, costituito dal diamante.

Questa peculiare durezza lo rende inalterabile alla sollecitazione causata dalla rotazione degli assi delle ruote, che, soggette anche ad una pressione non indifferente da parte dell’apparato propulsore, esercitano una forte spinta sul foro della propria sede nella plattina che solitamente è in ottone o comunque in materiale non durissimo.

Senza l’utilizzo dei rubini, il foro di ogni ruota sarebbe ben presto deformato con conseguenze terribili sull’affidabilità e la precisione del segnatempo, e in seguito addirittura sulla stessa durabilit.

I rubini utilizzati nel Calibro 4166 sono 21 e spaziano in ogni settore del movimento, anche in quella relativa al sistema automatico.

L’asse del bilanciere è protetto da un sistema anti-urto di tipo ammortizzante, la cui rondella superiore è studiata nella forma in modo da ripartire lo schock in modo equilibrato.

Sul lato quadrante del movimento è presente una demoltiplica che serve un perno finale su cui si basa la lettura dell’orario su 24 ore.

E’ questa una caratteristica peculiare di 4166 che evidenzia in modo più perentorio che sostanziale la differenza con i calibri di precedente costruzione Citizen quali ad esempio la serie 82xx.

Un ultimo cenno è ancora meritato dal sistema automatico: la plattina è finemente lavorata a “Cotes de Genève”, mentre la massa oscillante, che come abbiamo visto evidenzia l’arco esterno anche in modo visivo, è traforata per rendere un servizio ottico all’immagine, ma anche una valenza tecnica attraverso una maggior differenza di peso tra il centro e la periferia, che si traduce in un aumento dello sbilanciamento e quindi della sensibilità.

Chiudo qui in attesa dei contributi di tutti per alimentare l’interscambio di impressioni tecniche che caratterizza Citizenmania rispetto a tutti gli altri Corporate Blog di settore, e vi invito a visionare su Youtube il filmato relativo all’illustrazione del bilanciere, con protagonista proprio Citizen 4166.

Il filmato partirà cliccando sull’immagine.

Buon divertimento.

Eco-Drive, perchè è il migliore?

Postato Da IL Giu 17, 2013 in post laboratorio |

Siamo tutti al corrente della conclamata supremazia di Citizen nel campo del’Orologeria Elettronica a tecnologia fotovoltaica.

Il successo di Eco-Drive, infatti, ha sbaragliato il campo della concorrenza, fino ad arrivare a far identificare con se stesso e con Citizen la tecnologia ad energia pulita applicata all’Orologeria.

Vediamo quindi di indagare sui motivi di questo successo pressochè assoluto.

Come avrete notato, nel preambolo, ho utilizzato il termine “foto-voltaico” e non “energia solare”.

Il motivo, oltre che tecnico, è anche linguistico. Il termine foto-voltaico, deriva dal sostantivo greco “phos” (= luce) e da Volta, il nome del Fisico Italiano che ha unito il genio all’Elettricità.

Di conseguenza, dire “foto-voltaico” equivale a dire “elettricità che deriva dalla luce”.

Schema di funzionamento elettronico di un pannello fotovoltaico

Schema di funzionamento elettronico di un pannello fotovoltaico

In pratica si tratta di sfruttare la luce per produrre elettricità, ovvero per scatenare quella reazione fisica che mette in moto gli elettroni di elementi specificatamente conduttori o meno, in modo da creare un circuito di circolazione.

Eco-Drive si serve quindi di componenti altamente tecnologici, per “catturare” la luce e innescare una reazione perfettamente naturale.

L’elemento di base di questi componenti è la cella solare. Bisogna però stare molto attenti a questa definizione: il quadrante degli orologi Eco-Drive di Citizen, non è UNA cella solare. E’ invece un pannello formato da varie celle solari, messe insieme secondo uno schema calcolato per determinare una resa voluta.

Gli studi sulle celle solari iniziarono addirittura nel 1918, per merito di uno scienziato polacco e precisamente Jan Czochralski, il quale noto la capacità del silicio, un semi-conduttore, di reagire in modo molto peculiare all’esposizione alla luce.

Il merito di Citizen è sicuramente quello di essere la maison orologiera che maggiormente e tenacemente ha creduto in questo sistema, spendendo tempo e denaro del suo reparto Ricerca e Sviluppo, fino ad arrivare a produrre il primo orologio da polso alimentato esclusivamente dalla luce.

Questo Record fu ottenuto anche grazie alla tecnologia di avanguardia studiata per i pannelli.

Attualmente i pannelli per produrre energia solare sono costituiti ancora prevalentemente in silicio, ed hanno uno spessore di mm. 0,3.

Il silicio viene “drogato” da una parte con atomi di fosforo, e dall’altra con atomi di boro. Nella zona intermedia è evidentemente prevalente il silicio.

Colpiti dalla luce, sia naturale che artificiale, si innesca quella circolazione di cui si parlava all’inizio, dovuta ad una “occupazione” di spazi da parte di elettroni provenienti da un elemento che trovano spazio in quello adiacente. E così, teoricamente, all’infinito.

Esistono, come in tutte le produzioni, celle di qualità inferiore, media e superiore, a seconda della qualità dei materiali impiegati, della loro purezza, della precisione di costruzione degli elementi, ecc.

Nel caso specifico dell’Orologeria, alcuni fattori assumono un’importanza fondamentale e altamente peculiare, che in altri settori non risulta determinante.

Ecco perchè gli studi effettuati da Citizen hanno raggiunto l’affidabilità conosciuta: essi sono stati svolti specificatamente per un utilizzo delle celle foto-voltaiche in Orologeria.

Recentemente Citizen ha elaborato nuove sistemazioni e forme specifiche di pannelli per favorire l’alimentazione di moduli sempre più performanti negli orologi per signora, oppure di particolare sottigliezza, i quali richiedono anche particolari orientamenti del pannello stesso in modo da convogliuare la luce in parti ritenute più adeguate.

Solitamente le celle utilizzate in Orologeria sono collocate sotto i quadranti, i quali devono avere caratteristiche fisiche ben specifiche, che solo un costruttore altamente qualificato riesce a produrre.

Ne deriva una sorta di auto-referenzazione da parte di Citizen, che ha la competenza orologiera, ne conosce le esigenze, e ha il know-how nella componentistica elettronica relativa alle più moderne tecnologie.

Per concludere un dato dichiarato da Citizen che fornisce l’esatta misura del livello di qualità e affidabilità raggiunto dalle celle foto-voltaiche di Citizen: in un moderno Eco-Drive dell’ultima generazione, e precisamente quelli distribuiti attualmente, è sufficiente l’esposizione di due minuti ad una qualsiasi fonte luminosa, per garantire per sei mesi il funzionamento di un orologio, al buio.

Oggi le nuove celle sono anche più reattive alla ricarica da zero, ma questo è un argomento che verrà affrontato prossimamaente.

Parliamo un po' del SuperTitanio

Postato Da IL Mag 28, 2013 in post laboratorio |

supertiUno degli argomenti che maggiormente interessano gli appassionati di Citizen, e comunque chi apprezza l'Orologeria in genere, è la scelta dei materiali costruttivi.

Mai come in questi ultimi anni il mercato si è letteralmente scatenato alla ricerca del metallo più affidabile o del componente più tecnologico.

Abbiamo visto avvicendarsi sulla scena Titanio, Carbonio, Ceramica High-Tech, diverse e sempre più ricercate leghe di acciaio, fibre, polimeri, fino addirittura a prestigiose e interessanti nuove leghe di oro.

Tra i materiali che hanno la maggiore ricercatezza scientifica e efficacia possiamo senza dubbio annoverare il SuperTitanio elaborato nei laboratori Citizen.

Lo scopo di questo articolo, non è tanto quello di scendere nuovamente nei particolari tecnologici della creazione di questo materiale, se non molto superficialmente, in quanto l'argomento è stato ampiamente trattato da Marcello in uno dei post più apprezzati del nostro blog.

Approfondiremo invece quelli che sono i risvolti pratici e concreti del SuperTitanio, o meglio del Titanio+IP, come amano definirlo gli ingegneri Citizen.

L'apporto della tecnologia IP applicata nei laboratori di Tokyo, ha conferito in effetti al Titanio alcune caratteristiche esplicite molto interessanti e utili ai fini dell'utilizzo in Orologeria, ma anche in altri settori dell'industria.

La ricerca Citizen è concentrata da sempre sullo studio di soluzioni che privilegino durabilità e affidabilità dei propri prodotti, e questo SuperTitanio risponde appieno ai requisiti filosofici del brand.

Il SuperTitanio, infatti, arriva ad infrangere alcune barriere che parevano insormontabili solo fino a quelche anno orsono, riuscendo a conciliare durezza, tenacia, resistenza e leggerezza, come mai ipotizzabile prima.

I dati tecnici sono eloquenti e vengono espressi da questa tabella:

Comparazione delle durezze superficiali:

  • Supertitanio     1000/1200 Hv (Vikers)
  • Titanio               170/200 Hv (Vickers)
  • Acciaio inox      150/220 Hv (Vickers)

Si deduce quindi che il SuperTitanio risulta circa 5 volte più duro non solo dell'acciaio inox, ma addirittura del Titanio tradizionale.

Le sue doti di leggerezza vengono altresì apprezzate da chi desidera un orologio altamente resistente agli urti e all'usura, ma mal gradisce un peso eccessivo al polso.

Ebbene, come sappiamo, il SuperTitanio e ben il 40% più leggero rispetto all'acciaio.

Ma, bando alle ciance, anche qui ci soccorre il laboratorio, attraverso la seguente tabella:

Comparazione fra le densità:

  • Titanio    4,51 gr/cm3
  • Acciaio    7,5-8 gr/cm3

Questo materiale così rivoluzionario merita una adeguata collocazione a catalogo.

Citizen, quindi, è risaputo, ha varato un'apposita collezione di modelli le cui casse e i cui bracciali vengono costruiti in Titanio+IP.

Tutti gli orologi che fanno parte della Collezione hanno caratteristiche molto performanti, ad iniziare dall'ultima generazione del sistema di carica pulita Eco-Drive, che è in grado di assicurare ben 24 ore di funzionamento al buio con soli 2 minuti di esposizione alla luce.

I vetri degli orologi in SuperTitanio sono tutti in zaffiro (durezza 9 della scala Mohs, e perciò inferiore in natura al solo diamante), trattato in modo da garantire una trasparenza insuperabile.

L'impermeabilità, inoltre, è garantita fino a 10 atmosfere, certificate dal rispetto della normativa ISO2281.

Sono autorizzato a lanciare, a questo punto una notizia in anteprima: a partire dal 1° giugno, e esclusivamente per 30 giorni, Citizen, attraverso i Concessionari aderenti all'iniziativa, concede uno sconto del 20% per l'acquisto di un Orologio della Collezione SuperTitanio.

Questa operazione, dalla durata ovviamente limitata nel tempo, è stata lanciata per meglio sensibilizzare gli appassionati e gli utilizzatori in genere verso un prodotto che ad un prezzo inferiore a quello dei competitor è in grado di offrire un valore aggiunto immenso.

L'acquirente inoltre riceverà una cartolina sulla quale troverà le istruzioni per collegarsi ad una sezione del sito istituzionale di Citizen, ove potrà estendere gratuitamente la garanzia fino a 5 anni!

Le informazioni si possono raccogliere presso i Concessionari Citizen o i rivenditori on-line autorizzati, che si possono trovare su Citizen.it al link “Servizio”.

Eco-Drive, un altro passo avanti

Postato Da IL Feb 22, 2013 in post laboratorio |

EDcshemaCitizen ha recentemente lanciato la nuova Collezione Urban, in una veste rinnovata e ancora più accattivante rispetto alla prima, che pur tanto successo aveva ottenuto lo scorso anno.

Commercialmente il successo è ancora più eclatante che 12 mesi orsono, in quanto i modelli si propongono con una linea perfettamente aderente alle richieste del momento, le quali privilegiano forme sobrie ma

un look grintoso e una spartanità “maschia”.

La caratterizzazione tecnicamente più significativa di questa collezione, però è l’adozione di una nuova generazione di moduli Eco-Drive, che sono rinnovati tecnologicamente più che strutturalmente.

E’ logico, quindi, cogliere l’occasione per ripassare le concezioni di fondo di questo sistema che ha rivoluzionato e condizionato fortemente il mercato orologiero mondiale.

Va innanzitutto premesso che Eco-Drive è un sistema proprietario di Citizen, che esula dal “solito” sistema a celle solari.

La tecnologia messa a punto da Citizen, per ammissione degli stessi concorrenti, risulta molto efficace nella “cattura” di ogni tipo di luce, sia essa naturale (sole), o artificiale.

Questa prerogativa pone gli Eco-Drive nell’invidiabile condizione di essere estremamente sensibili alla ricarica.

In effetti si tratta di un sistema sofisticato per trasformare l’energia luminosa in energia dinamica, con un dispendio minimo residuale, il quale utilizza celle costruite appositamente per ottimizzare le loro prestazioni inerenti all’orologeria.

La moderna Fisica ipotizza che la luce sia composta da una componente corpuscolare ed una meno palpabile e riferita propriamente a onde e vibrazioni.

Questa descrizione semplicistica ci aiuta a comprendere le difficoltà che gli ingegneri devono affrontare per “catturare” e utilizzare la luce ai nostri scopi.

Tornando a Eco-Drive, questa nuova generazione consente di usufruire di una sensibilità molto accentuata e amplificata da una serie di fattori che andremo ad analizzare, nonchè a “canalizzarla” correttamente studiandone collocazione e inclinazione a seconda dei modelli.

Sul sito ufficiale di Citizen viene specificato che la nuova Collezione Urban è equipaggiata da un movimento in grado di funzionare per 24 ore con soli 2 minuti di esposizione alla luce.

Questa performance è eccezionale, e si aggiunge ad essa l’alta tecnologia raggiunta dai nuovi accumulatori in commercio, che riesce ad uno stockaggio pressochè perfetto.

La conseguenza, estremamente piacevole, è quella di continuare in eterno ad accumulare energia, che mantiene quindi la riserva costantemente al massimo.

Possiamo perciò affermare, supportati dalla opportuna documentazione tecnica, che oggi gli orologi equipaggiati con il sistema Eco-Drive, una volta carichi, funzionano al buio, e quindi senza ulteriori ricariche, da un minimo di sei mesi fino ad un massimo di 7 anni, a seconda delle funzioni dell’orologio.

E’ logico che un orologio “solo tempo” o che al massimo offre la visualizzazione della data, consumerà meno rispetto ad un più sofisticato radio-controllato, il cui circuito ricevente ha assolutamente necessità di essere alimentato da un accumulatore al massimo della carica.

Le funzioni di base, infatti, hanno un limite energetico di funzionamento molto inferiore. In altre parole, un orologio come i nuovi Urban riescono a funzionare tranquillamente anche quando la differenza di potenziale (voltaggio) scende anche fino ad un 10% sotto il valore ottimale, mentre altri elaborati circuiti necessitano di un potenziale integro.

Un altro fattore che determina la qualità dei modelli elaborati da Citizen è il minimo consumo energetico che è sufficiente ad alimentare i moduli elettronici e il ruotismo.

Questo parametro è indubbiamente molto critico, in quanto implica un livello qualitativo elevatissimo.

Solo con uno studio perfetto degli attriti e con l’utilizzo di materiali molto performanti si riesce ad ottenere lo scorrimento ideale del ruotismo, e di conseguenza il minimo sforzo energetico per il funzionamento.

Unito a tutto ciò è fondamentale anche lo studio di una corretta lubrificazione, attraverso l’uso di lubrificanti ed olii che non depositino residui i quali potrebbero, con il tempo, creare ostacolo alla fluidità dello scorrimento del ruotismo.

E’ giusto sottolineare ancora un altro importante fattore qualitativo, spesso trascurato: l’attenta e competente progettazione del circuito elettronico divisore, integrato ovviamente nel modulo. Anche in questo caso Citizen, che ricordiamo ha un’esperienza pluridecennale nella produzione di componentistica elettronica, riesce a minimizzare le tolleranze di precisione dei componenti elettronici riducendo al minimo i consumi.

Ultimo aspetto, ma non certo il meno importante è la scelta del quarzo, l’organo oscillatore, che viene tagliato con estrema competenza nella tradizionale forma a diapason, ma che viene montato sui circuiti dopo averne “snervato” ogni teorica deriva della frequenza.

Questi fattori confermano che il successo si costruisce con una solida base di qualità e competenza, che Citizen dimostra sistematicamente offrendo prodotti e collezioni sempre più vicine alla perfezione assoluta.

La ricezione e la ricarica nei radio-controllati

Postato Da IL Gen 11, 2013 in post laboratorio |

Vista la frequenza di domande e perplessità circa la ricarica degli accumulatori e la ricezione del segnale negli orologi radio-controllati, mi perdonerete se approfitto di questo articolo per fare il punto della situazione.

Lungi da essere banale, questo argomento può determinare la soddisfazione o la delusione nei confronti di una categoria di orologi che Citizen ha prodotto in modo impeccabile, rasentando la perfezione.

Innanzitutto occorre sottolineare che Citizen corre il rischio, proprio in virtù dell’alta qualità delle sue creazioni, di essere in qualche caso vittima della propria competenza.

L’assoluta affidabilità e la cura riscontrate sui modelli Eco-Drive generici, crea un’attesa di perfezione anche oltre ai limiti stessi della Fisica, per tutti gli altri prodotti.

Occorre sottolineare una volta per tutte che i radio-controllati necessitano di particolari condizioni di funzionamento, esattamente come qualsiasi apparecchiatura radio ricevente, quali la posizione, l’esposizione alle onde radio, la lontananza da agenti di disturbo del segnale, ecc.

Anche le moderne trasmissioni digitali, oppure quelle via satellite, per non parlare delle onde radio in FM, registrano alcuni cali di segnale, senza che si debbano accusare di scarsa qualità i ricevitori, i quali sono sempre incolpevoli.

Spesso molti utilizzatori si rivolgono al sottoscritto, anche al di fuori di questo blog, lamentando il fatto che altri marchi, anche meno costosi hanno in alcuni casi una ricezione più sollecita.

In questo frangente si tratta di una scelta di fondo effettuata dalla casa produttrice: c’è chi privilegia un’immediata ricezione, e chi invece, come Citizen, preferisce proteggere il sistema ricevente e tutto il movimento all’interno di casse con altre e diverse caratteristiche.

E’ importante tener presente alcune considerazioni: il segnale emesso dalle centrali come quella di Meinflingen raggiunge orologi che hanno una base dei tempi a quarzo di ultima generazione, già di per se stessi predisposti a riservare una precisione che si aggira attorno allo scarto di pochi secondi a settimana.

Anche se si registra una ricezione alla settimana, l’orologio si metta al passo di un’accuratezza quasi totale.

Gli orologi Citizen sono predisposti per ricevere in automatico il segnale due volte nelle 24 ore, e precisamente di notte, quando lo strato di Heaviside della ionosfera è più denso, in modo da far rimbalzare le onde più volte e raggiungere quindi distanze più elevate.

Le casse in titanio o in solido acciaio anti-allergico, nickel-free, di tipo 316L che equipaggiano i Citizen, spesso schermano la bobina di ricezione e la ricezione potrebbe risultare scarsa. In ogni caso, però, la sensibilità del ricevitore garantisce almeno una ricezione ogni 2 o al massimo 3 giorni, anche in casi particolarmente problematici. In questo lasso di tempo, l’orologio, anche se abbandonato alla sua precisione intrinseca, non fa in tempo neppure a scostarsi dalla perfezione in modo apprezzabile, e l’intervento della correzione lo porta ad un’accuratezza di 1/1.000.000 di secondo, come da orologio atomico.

Risulta quindi a mio giudizio azzeccatissima, per orologi di grande qualità, l’utilizzo di materiale sofisticato, anche se a danno di un risultato ricettivo che risulterebbe inutile.

Un consiglio che mi sento di

dare a tutti i possessori di orologi radio-controllati di Citizen è quello di essere fiduciosi in quella che è l’alta tecnologia del colosso giapponese: nella quasi totalità dei casi, quando manca la ricezione, la colpa non è da attribuire all’orologio.

A questo proposito interviene un’altro fattore che ritengo fondamentale e che sento mio dovere, in quanto tecnico delegato da Citizen Italia su questo blog, chiarire in modo definitivo.

In tutti gli orologi radio-controllati il livello della carica dell’accumulatore assume un’importanza fondamentale.

La ricezione, infatti, è la funzione che più di tutte richiede un dispendio energetico, a maggior ragione quando il circuito è contenuto in una cassa di alta valenza tecnologica come materiale e con un livello di schermatura elevato contro urti e disturbi in genere.

E’ bene sapere, inoltre, che continue richieste di ricezioni manuali, indeboliscono il livello di carica dell’accumulatore, ed arriva ad un certo punto il momento in cui questo è sufficiente per il funzionamento dell’orologio, ma scarso e insufficiente per le ricezioni.

I dettaglianti dovrebbero impartire un breve insegnamento di base al momento della vendita, rassicurando il cliente sotto questi aspetti.

In definitiva, prima di iniziare ad usare un radio-controllato, è indispensabile eseguire una ricarica completa a CORONA DI MESSA ALL’ORA COMPLETAMENTE ESTRATTA.

E’ questo un particolare sempre trascurato, chissa perché, ma che assume un valore indispensabile.

Ricaricare un orologio a energia solare o luminosa in genere, mentre esso funziona, sarebbe come riempire un recipiente bucato, e visto che non possiamo aumentare più di tanto l’intensità della fonte di luce, non raggiungeremmo mai la piena carica.

La totalità dei clienti delusi da un primo utilizzo di un orologio radio-controllato, quando hanno provveduto alla ricarica completa, che consiste nell’esporre l’orologio a circa 30 cm. da una fonte luminosa di almeno 30 w. per 6/8 ore, CON LA CORONA DI MESSA ALL’ORA COMPLETAMENTE ESTRATTA, hanno ottenuto il massimo della soddisfazione.

Ricordiamo quindi questi piccoli e pochi accorgimenti e otterremo di compiacerci al massimo con i nostri Citizen, certi di possedere il meglio dell’attuale tecnologia applicata all’Orologeria Elettronica.