Laboratorio


Parola all’esperto”


Riparazione, revisione o manutenzione

Postato Da IL Mag 3, 2017 in Articoli, post laboratorio |

Riparazione, revisione o manutenzione

Nell’ambito dell’assistenza tecnica in genere, e in quella specifica del mondo dell’Orologeria, occorre fare una debita distinzione tra i vari interventi che si applicano.

Esistono 3 tipi di tecnici o sedicenti tali

Un mio vecchio insegnante di Orologeria soleva sostenere: esistono tre tipi di tecnici orologiai, i riparatori, manutentori e revisionatori.

È pur vero, continuava questo “vecchio saggio” che anche revisionando semplicemente un orologio, si possa farlo funzionare dopo un arresto. Ma la riparazione – sosteneva – è un’altra cosa.

In effetti vedo molti tecnici in grado di smontare e rimontare correttamente un movimento, un modulo. Pochi però sono quelli in grado di effettuare delle “vere” riparazioni. E ancor meno quelli che sono in grado di allontanarsi dalla fatua difficoltà della sostituzione di un pezzo.

Da cosa si riconosce il vero riparatore

Il riparatore (quello vero), non si ferma davanti all’indisponibilità di un componente. Ma riesce a ricrearlo utilizzando tornio e altri strumenti a disposizione.

Anche in campo elettronico il discorso è simile. Poche sono le riparazioni che non si possono effettuare, e molte tra esse si riferiscono alla mancanza di convenienza piuttosto che ad altri motivi.

La sostituzione di un circuito, molto spesso è il frutto di misurazioni che il “tecnico” di turno effettua, qualche volta anche senza sapere il vero significato dei dati rilevati. Basta a lui sapere quali sono i valori minimi e massimi da cogliere, e al di fuori di questi sostituisce, ribaltando la spesa sul cliente.

Ben sarebbe se questo facesse risparmiare denaro, oppure garantisse un miglior risultato al proprietario del segnatempo. Purtroppo non sempre è così.

Il tecnico riparatore, innanzitutto conosce il funzionamento di base del movimento meccanico, ma anche del modulo elettronico. E quando c’è per esempio un guasto dovuto al cristallo di quarzo, non sostituisce tutto il circuito, ma solo il quarzo, facendo risparmiare da 1/5 a 1/10 della spesa.

I moderni strumenti e le attrezzature a disposizione consentono un’agile risoluzione di ogni problema. Basta però saper dove mettere le mani e soprattutto come.

È giusto però che si conoscano queste distinzioni:

REVISIONATORE:

Sedicente orologiaio che è in grado solo di smontare e rimontare un meccanismo o un modulo.

MANUTENTORE:

Sedicente orologiaio in grado di smontare e rimontare un meccanismo o un modulo e di scoprire quale pezzo va eventualmente sostituito.

RIPARATORE:

Orologiaio in grado di smontare, rimontare, revisionare, dare manutenzione a un meccanismo o un modulo, ma che è anche capace di ricostruire pezzi difettosi, modificare componenti alterati. E soprattutto non effettua sostituzioni totali laddove ci fosse la possibilità di effettuare una riparazione di un elemento di un insieme, senza drasticamente cambiare il gruppo sotto analisi.

Utilità del Citizen Wave Receiver

Postato Da IL Ago 12, 2016 in post laboratorio |

Utilità del Citizen Wave Receiver

Si fa un gran parlare dello straordinario “apparecchietto” in grado di captare il segnale per gli orologi radiocontrollati e “rimbalzarlo” sugli orologi.

In effetti il “Citizen Wave Receiver” appartiene a quella gamma di prodotti ad alta tecnologi che si Utilità del Citizen Wave Receiversono resi disponibili nell’ultimo salto generazionale dell’elettronica, e che Citizen ha sviluppato per coloro che hanno difficoltà ha farsi raggiungere dal segnale.

In pratica si tratta di un amplificatore costruito con componenti elettronici passivi, che non hanno bisogno di alimentazione. Vogliamo sottolineare questa caratteristica perché Citizen Wave Receiver non ha necessità di batterie. Questa affermazione può apparire strana anche a qualcuno che conosce l’elettronica di qualche tempo fa, ma è proprio così.

Avendo solo componenti passivi, Citizen Wave Receiver viene attivato dal segnale stesso che lo raggiunge e attraverso i suoi circuiti riesca ad amplificarlo e trasmetterlo a breve portata.

È l’ideale per coloro che si trovano nella fascia tra i 1.500 e i 2.000 chilometri dalla centrale emittente, che nel caso dell’Italia si trova come sappiamo nei pressi di Francoforte in Germania.

Ma anche coloro che hanno alcuni impedimenti tipo barriere architettoniche e pur essendo più vicini all’emittente lamentano molte cadute di ricezione, Citizen Wave Receiver costituisce la soluzione dei problemi.

Non serve invece a chi il segnale non lo riceve mai, in quanto non ci sarebbe nulla da amplificare, ma questo è un caso che in Italia non ho mai visto verificarsi.

Come si usa? Nulla di più semplice: si mette accanto all’orologio o agli orologi da far raggiungere dal segnale, e il gioco è fatto!

Non serve per i satellitari, ma solo per i radiocontrollati.

Citizen Wave Receiver può essere richiesto ad ogni Concessionario Citizen e ad ogni Assistenza Ufficiale del marchio, e costa solo €. 20,00 + spese di spedizione.

Per info enrico@cannoletta.it

40 anni: buon compleanno ECO-Drive

Postato Da IL Mar 18, 2016 in post laboratorio, post tecnici |

Era il 1976 quando Citizen, tra l’incredulità generale e, bisogna dirlo, anche tra la spocchiosa sfiducia di molti addetti ai lavori, presentava il primo orologio ad alimentazione solare. Con un forte richiamo all’emergenza ecologica il sistema fu chiamato Eco-Drive e utilizzava solo energia rinnovabile.

Sappiamo poi com’è andata a finire: Eco-Drive si è affermato come una delle innovazioni tecnologiche più 40 anni: buon compleanno ECO-Driveaffidabili dell’intera orologeria, tanto che oggi tutti i Citizen a catalogo mondiale sono equipaggiati da questo straordinario sistema giunto ormai alla decima generazione.

Eco-Drive si dimostrò affidabile da subito, anzi da ancora prima di apparire sul mercato. Il sottoscritto, orologiaio ormai vecchio, ricorda le tabelle tecniche relative alle prove di laboratorio (carpite per me dal laboratorio italiano grazie alla complicità di fedeli talpe), le quali non lasciavano alcun dubbio grazie a risultati positivamente ineccepibili.

Ma la grande forza di Eco-Drive, quella che lo rende inimitabile e inimitato, è la capacità di essere estremamente attivo ed efficace anche nelle frequenze della luce artificiale.

Il laboratori Citizen, avvantaggiati dalla loro esperienza anche nel campo della fisica teorica, hanno elaborato celle solari in grado di percepire la luce sia nella sua forma corpuscolare che ad onde, e soprattutto nel range della luce artificiale. Questo rende attivo Eco-Drive a 360° e per 24 ore al giorno.

Seppure i più puristi tra li utilizzatori preferiscano accumulare riserva esponendo al sole il loro Citizen, dobbiamo prendere atto che non è necessario: ogni frequenza, “calore” o quantità di luce è adatta a ricaricare il nostro orologio dotato di Eco-Drive.

Oggi infatti i possessori di un orologio Citizen possono affermare con orgoglio di essere i più piacevolmente “viziati” e gratificati del settore, essendo completamente liberi dalla schiavitù del cambio pila, che come indotto porta in eredità la minimizzazione assoluta della necessità di manutenzione.

Siamo vicini a poter dire che Citizen sta creando l’orologio eterno.

 

L’annoso problema dell’Assitenza Tecnica

Postato Da IL Dic 4, 2013 in post laboratorio |

Ho deciso di scrivere questo articolo, non tanto nella qualità di referente tecnico di questo corporate-blog, ma quanto per fare un attimo di chiarezza in un settore che solleva molte perplessità.

foto 2L’assistenza tecnica, il Customer Care e il post-vendita sono punti dolenti di ogni azienda, non solo del settore orologiero, ma anche di tutti i brand che trattano prodotti tecnologici.

Un mio conoscente, tecnico e dealer informatico, lamentandosi, suole affermare: “Nella prossima vita mi metterò a vendere sassi!”

Questa sintesi, sebbene comprensibile, non deve essere una giustificazione, ma rende l’idea di quanti siano i motivi di eventuale insoddisfazione che possono derivare da un servizio tecnico in genere.

Scendendo concretamente nell’argomento, occorre in primo luogo anticipare che Citizen Italia profonde molti sforzi ed alcuni dei suoi uomini migliori per ottimizzare il servizio.

L’iter che segue il nostro orologio che necessiti assistenza è il seguente:

1) Affidamento dell’orologio da riparare in garanzia al Concessionario;

2) Il Concessionario si rivolge al Centro Assistenza più vicino geograficamente o con il quale ha sviluppato un rapporto di maggiore fiducia;

3) Il Concessionario spedisce l’orologio al Centro Assistenza. I rischi della spedizione non sono di competenza del cliente finale.

4) Il Centro Assistenza riceve e prende in carico l’orologio, inserendolo nel data-base generale di un sistema informatico centralizzato di Citizen Italia. In questa fase viene anche controllata la congruità del documento di garanzia.

– Va specificato in inciso che la prassi generalmente non richiede l’esibizione della documentazione fiscale, superata dai controlli che Citizen è in grado di effettuare sulla congruità della garanzia: si può rilevare infatti con estrema facilità, attraverso una codifica appositamente studiata dal Dr. Diletto, responsabile Assistenza e Logistica di Citizen Italia, il fenomeno della garanzia “di comodo”, eventualmente compilata in tempi diversi e successivi all’effettiva vendita dell’orologio.

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Pillole di Tecnica: LCD o Analogico

Postato Da IL Ott 12, 2013 in post laboratorio |

Quarzo_oscillatore_di_orologioIl Corporate Blog di Citizen, ovvero del brand attualmente più significativo nel campo dell’Orologeria Elettronica, è il terreno più adatto per scendere nei particolari tecnici di questo settore, e di conseguenza per sviscerare aspetti legati alla costruzione e alla qualità dei moderni segnatempo.

E’ universalmente riconosciuto che l’introduzione del quarzo in Orologeria, ha dato una dimensione definitivamente importante alla distribuzione di Orologi alimentati a batteria.

Ma ancora più epocale, dal punto di vista sostanziale, la trasformazione della visualizzazione da digitale attraverso display, ad analogica e perciò a lancette, in quanto ha sancito l’ingresso di diritto nel panorama classico orologiero di questi prodotti altamente sofisticati.

L’orologio a quarzo analogico è di fatto molto più vicino alla concezione usuale che gli appassionati hanno dell’orologio, e si stacca decisamente dall’aspetto freddo e asettico del digitale puro.

Ma l’immagine non è la sola differenza che divide questi due concetti di visualizzazione dell’orario.

Se nel caso del digitale, rappresentato ormai unicamente, al momento attuale, dal display a cristalli liquidi (LCD), i moduli sono completamente integrati in un solo circuito di base, il quale in virtù della ricerca estremamente avanzata è in grado di fornire in uscita gli impulsi che direttamente comandano il display, nell’analogico la tecnologia è molto più armonizzata con l’aspetto meccanico.

Nel digitale il processore centrale si presenta come una “scatola nera” dalla quale si prelevano in uscita le indicazioni che determinano di volta in volta l’oscurazione dei segmenti dei digit sul display.

In caso di guasto il tecnico può fare ben poco, e gli interventi che non prevedano la sostituzione del modulo completo sono rarissimi e si limitano alla pulizia dei connettori circuito-display, alla rara sostituzione del quarzo (quando conviene) o agli interventi di manutenzione dovuti a ossidazione dei contatti in genere.

La professione dell’Orologiaio, in questi specifici casi ne risulta declassata a livello di semplice manutentore, che nella fattispecie richiede ben poca perizia e impegno.

L’argomento è di tutt’altro genere nel caso di quarzo analogico.

In concreto, un orologio a quarzo a visualizzazione analogica è concettualmente molto vicino al segnatempo meccanico.

Volendo ridurre a schemi a blocchi il funzionamento dei due sistemi, ci accorgiamo che essi si suddividono in modo completamente sovrapponibile e precisamente: Stadio propulsore, Stadio Divisore, Stadio Oscillatore, Stadio Visualizzatore.

Ovviamente, scendendo nello specifico di ogni parte, si ha una differenzazione concettuale enorme, a partire dalla componentistica, fino all’esecuzione delle funzioni.

Vediamo quindi come funzione nello specifico un orologio a quarzo analogico.

L’energia viene fornita notoriamente da una batteria in grado di generare una differenza di potenziale di circa V. 1,55 o V. 3,00, a seconda del circuito utilizzato.

La spinta prodotta dal generatore viene immediatamente convogliata ad un circuito integrato, il quale alloggia sulla stessa base (in vetronite o bachelite) sulla quale possiamo prendere anche visione dell’oragno oscillatore, contenuto in un cilindretto metallico: il quarzo.

L’alimentazione fornita al circuito e al quarzo ottiene un duplice scopo: nel primo caso genera gli stati logici che il circuito gestisce al suo interno per pilotare altri circuiti in esso integrati che provvedono a dirottare energia perfettamente cadenzata verso il ruotismo; nel secondo caso scatenano il fenomeno di piezo-elettricità che induce il quarzo all’oscillazione.

I quarzi scelti generalmente in Orologeria, a parte la sofisticatezza introdotta da Bulova con il suo quarzo ad oscillazione torsionale, generano un’alternanza fissa a 32.768 Hz., ovvero 2 elevato alla 16.a.

Il “segnale” in uscita dall’oscillatore viene a sua volta riconvogliato nel circuito integrato, e precisamente nella parte adibita a divisore.

In uscita dal divisore possiamo prelevare un impulso perfettamente tarato su 1 Hz., il quale si riscontra poi sulla lancetta dei secondi che scandisce il tempo.

Come abbiamo visto, tutti gli stadi che compongono il nostro schema a blocchi sono interattivi e vengono coinvolti più volte nel processo di generazione del campione di tempo che determina la marcia del nostro orologio.

Il sistema più tradizionale degli orologi analogici a quarzo, prevede un motorino denominato “pas-a-pas”, il quale gira in una sola direzione perchè ad esso costretta dal magnetismo indotto in un ponte sfalsato.

Tutta questa tecnologia si cela, discreta e silenziosa, dietro il quadrante del nostro orologio a quarzo, e nasconde nel suo silenzio, l’opera eccezionale degli ingegneri, tra cui quelli di Citizen eccellono, alla ricerca di performances sempre superiori e della perfezione assoluta.

Risulta a questo punto piuttosto evidente che anche l’opera dell’Orologiaio assuma un’importanza fondamentale. Per mettere mano a questi gioielli di tecnologia occorre avere una competenz specifica del settore, e di conseguenza aver ben assimilato precedentemente tutti i fondamenti dell’Orologeria Meccanica, la quale ricompare frequentemente non sola nella manutenzione ordinaria, ma anche e soprattutto negli interventi di riparazione.

Anche la lubrificazione assume un’accezione determinante, che ovviamente nel caso del digitale a display non ha in quanto assolutamente inutile.

La moderna tecnologia ha prodotto un numero veramente considerevole di lubrificanti adatti ad ogni singola funzione dei meccanismi, che in molti casi di quarzi analogici sono più ricchi di frizioni che i meccanici. Questo particolare ha determinato un mutamento estetico anche sul banco da lavoro dell’Orologiaio professionista, il quale ha dovuto aggiungere un numero imprevisto in passato di contenitori e oliatori.

Spero che questo articolo abbia dato un’idea della difficoltà nella creazione di un orologio a quarzo di qualità, in modo che ogni appassionato, leggendo l’ora sul proprio segnatempo, ne sia orgoglioso e felice di possederlo.

Prossimamente la descrizione dei modelli a doppia visualizzazione, detti “Digi-Ana” come, ad esempio, l’Aqualand 2 di Citizen.