La contraffazione in internet (riferita al mondo degli orologi)

In attesa di qualche reportage da Basilea (Enricoooo….), riporto nel seguito i riferimenti ad una ricerca commissionata da Assorologi (www.assorologi.it), l’Associazione Italiana di categoria dei Produttori e Distributori di Orologeria, sulla contraffazione in internet.

Questa ricerca, sviluppata da Convey, azienda specializzata in metriche di misurazione sul web, mirava ad identificare, misurare e mappare  in quel grande mare che è il web, i fenomeni di illegale utilizzo di marchi e modelli, ovvero il fenomeno della contraffazione.
Ne emergono dati inquietanti:

  • Circa il 35% delle pagine del ‘web tradizionale’ utilizza illegalmente i Brand per vendere prodotti falsi.
  • Attraverso Facebook e Twitter vengono veicolati direttamente contenuti contraffattivi che possono arrivare al 40% delle pagine indagate ed è chiaro che questi media operano anche come trampolino verso altri siti pericolosi della Rete (link verso l’esterno).
  • In media, nelle prime 100 pagine di un motore di ricerca dedicate ad un determinato brand di orologeria, ben 32 sono veicolo di contraffazione.
  • 3 pagine contraffattive su 4 appartengono a siti di e commerce, una su sei a un blog.
  • Il 40% delle pagine “pericolose” è ospitato da server americani. Molto significativa anche la presenza di server ubicati in Cina, Paesi Bassi, Malesia e Germania

Al seguente link è disponibile il comunicato stampa completo, con una sintesi più ampia delle risultanze.
http://www.assorologi.it/assorologi/?doc=288
Qui invece un breve reportage della presentazione.

Purtroppo al momento sul sito dell’Associazione non è disponibile il rapporto completo con i dettagli: dovrebbero pubblicarlo, almeno per estratto a breve.
Personalmente ho avuto la possibilità di approfondire le risultanze dell’indagine e posso assicurare che i numeri emersi fanno riflettere: il consiglio rimane sempre lo stesso, prima di acquistare il prodotto, “acquistate” il venditore, nel senso che la “qualità” e la professionalità del venditore fanno la differenza, anche a fronte di un minore sconto o di un prezzo leggermente più elevate. Il rischio di effettuare un acquisto da una controparte, diciamo poco seria, per non dire truffaldina, è veramente elevato.
La ricerca evidenzia chiaramente l’esistenza di network

molto ramificati, riconducibili però a pochi soggetti che evidentemente fanno del commercio on-line di orologi il loro business. A questi soggetti sono riconducibili sia siti che vendono palesemente prodotti contraffatti (replica watches etc) sia e-commerce apparentemente normali. E chi ha poco rispetto della legge infrangendola palesemente con chiari atti di contraffazione, difficilmente si porrà particolari problemi a riservare all’ignaro acquirente un servizio di assistenza, diciamo, poco attendo e rispettoso dell’acquirente stesso e dei suoi diritti. Purtroppo di questo molti consumatori se ne accorgono solo dopo aver acquistato, quando si ha la necessità della serietà e professionalità del venditore per risolvere eventuali problemi: solo allora si capisce qual’e’ il vero prezzo pagato nell’acquisto, non così conveniente come sembrava.


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