Alle origini del tempo

Questo è un articolo uscito sulla pubblicazione Best Watches allegata a Panorama, a firma Marco Morello, con un intervista all AD di Citizen.

L’eleganza non è affastellare confusamente dettagli, uno sopra l’altro, uno accanto all’altro, fino alla soglia del caos.
L’eleganza pura è togliere piuttosto che aggiungere. È semplicità, linearità, proporzione», afferma Dante Grossi, amministratore delegato di Citizen Watch Europe.

Da questa filosofia nasce un’idea, che non è quella di un orologio, ma la genesi a cascata di un universo di valori.
Punti di riferimento di un marchio, certo, ma buoni per la vita quotidiana.
Un prontuario di buon senso, ecco. Il punto di partenza è la recessione, la crisi economica di questi tempi uggiosi.
Ma recessione non vuol dire solo minori affari. È un fenomeno da non leggere in chiave necessariamente pessimistica, come tutti sono portati a pensare.
Vuol dire stare attenti al modo in cui si spendono i propri denari e dunque è un’opportunità per riscoprire il minimalismo, che poi è il nocciolo dell'eleganza.

Sofismi? Niente affatto. Basta chiudere gli occhi, trasportarsi altrove con il pensiero. Altri profumi, altri sapori, altri paesaggi, quelli dell’Oriente. In
Giappone», racconta Grossi, l’essenziale è chic.
Per arredare una stanza sono sufficienti un tatami per terra, una composizione di legno in un angolo.
Due seggiole, un centrotavola che è una striscia di tessuto. L’effetto è strepitoso, anche per noi che siamo vittime della nostra latinità, che siamo abituati al troppo che tracima nell’osceno.

Nell’overdressed, per usare un’espressione anglosassone. Vale l’opposto, se di più dipende dai punti di vista.
Intanto Citizen, fedele a questa filosofia, ha creato “0.45”, un orologio ultrapiatto, leggero e con il quadrante che più pulito non si può: due lancette
e i numeri, niente orpelli.

Così riscopriamo le origini autentiche del tempo, misurabile in passato grazie a un ruscello che scorreva o alla sabbia di una clessidra che si esauriva. Ovvio
che ogni eredità vada calata nel presente, insano sarebbe prescindere dal progresso.
Per questo c’è la tecnologia “Eco-Drive”, non inquinante, sofisticata, che usa qualunque tipo di luce per alimentarsi e dura per sempre.
È una piccola pellicola che gira intorno alla cassa del quadrante, non un pannello fotovoltaico.

Non si nota, ma fa alla grande il suo dovere.
Il risultato? In una metafora: «Un vestito in stile classico, ma non con la lana pesante di una volta, bensì quella leggera moderna che nemmeno si stropiccia più».
E una scelta forte: nessun nome noto per promuoverlo, «perché il testimonial è chi lo compra e condivide questo sogno. Che dura per sempre perché la
luce è per sempre. Che non passa mai di moda perché, per definizione, è contro la moda. A chi lo porta ricorderà da chi gli è stato regalato e, magari, pure
un momento delicato per l’Italia superato, ne sono sicuro, con successo. Una bella storia, insomma».

Se vogliamo, una storia romantica.
(Marco Morello)


3 Commenti

  1. mirko017

    Buongiorno a tutti,
    non voglio commentare le parole dell’AD Dante Grossi.
    Tuttavia, per quanto riguarda i modelli “0.45”, sono convinto che la scelta di eliminare la lancetta dei secondi ed il datario derivi piu’ da esigenze “geometriche” (meno roba c’e’, meno spazio occupa…!) prima ancora che da valutazioni filosofiche o da problemi di recessione.
    Resta il fatto che, per quanto mi riguarda, ben difficilmente acquistero’ un orologio cosi’…
    Saluti.

  2. Ciao mirko017.
    A mio giudizio la scelta è stata sicuramente estetica e … anche un pochino tecnica.
    Iniziamo a considerare i risvolti tecnici: per garantire il massimo dell’affidabilità a cui Citizen e in genere tutte le altre maison attendibili ci hanno abituato, ogni “aggiunta” equivale a problemi da risolvere (tanto è vero che ogni funzione aggiuntiva alle sole ora e minuti sono chiamate “complicazioni”). Nella fattispecie dello 0.45 c’era anche l’esigenza di garantire una carica adeguata e abbondante in soli 4,5 millimetri di spessore. Oltretutto calendario e secondi magari al centro, avrebbero fatto “lievitare” lo spessore e “impennare” i consumi.
    Pensa comunque che due tra i più grandi mastri orologiai viventi, il francese F.P. Journe e l’italiano Parmigiani, impiegano il loro genio a tentare di ridurre i componenti delle loro produzioni. Se non vado errato, mi pare sia proprio il primo dei due ad aver concepito un ripetizione con soli 303 pezzi invece che i tradizionali 430. E questo per evitare il più possibile perturbazioni dovute ad attriti o altro.
    Per quel che concerne l’estetica, sempre a mio modesto parere, l’eleganza è quasi sempre simile alla sobrietà.
    Lo 0.45 può piacere o no, ci mancherebbe altro!, ma sicuramente si fa apprezzare per le soluzioni tecniche adottate.
    Salutissimi.

  3. mirko017

    Bentornato Enrico,
    come diceva Ford, il fondatore dell’omonima casa automobilistica, “…tutto cio’ che non c’e’ su una vettura non si puo’ rompere…”.
    Comunque quando dicevo che difficilmente acquistero’ un orologio cosi’ non volevo sminuirne le qualita’.
    Intendevo semplicemente dire che esteticamente non e’ proprio il modello che preferisco.
    Saluti.