“Questo” è migliore di “quello”??

Chi mi conosce sa bene che per mia natura non posso prescindere dall’informarmi all’inverosimile qualora mi appassiono a qualcosa o semplicemente devo fare una scelta consapevole…

Nulla di compulsivo anzi, il miglior modo per evitare chiacchiere da bar e il diffondersi di leggende che nel tempo sono difficili da smentire.

Tutto questo, oltre a soddisfare il piacere della conoscenza, fa scaturire tutta una serie di domande necessarie al raggiungimento della stessa.

A tal proposito potendo disporre di tutti i forum presenti nella rete mi cimento spesso in approfondite “immersioni”  per cogliere le informazioni più verosimili e disinteressate.

La maggior parte delle letture riguarda semplici utenti come il sottoscritto e come spesso accade  di ” default”  la verità non è quella vera ma quella che si vuole sentire e dire. Scusate il gioco di parole.

Scaturiscono così i vari “questo è meglio di quello” e viceversa.

Per fortuna qualche utente dotato di buon senso a supporto del tecnico di turno riportano argomenti ed entusiasmi, a volte immotivati, nei ranghi.

Da estimatore di Citizen/Miyota mi capita spesso di leggere dei versus che hanno qualcosa di illogico, mi spiego:

Ad esempio nell’eterno confronto con Seiko ed in particolare con il cal 7s26 ( montato sul mio 007 ) ma anche 4 r15  ne viene fuori che l’8203 Miyota è indubbiamente più preciso a breve e a lungo termine e questo è universalmente riconosciuto.

I Seiko fun sostengono che non avere il blocco macchina ( presente dai Sieko cal 6r15 in su )  e la ricarica bidirezionale determina una mancanza da parte del Miyota. Da cui un motivo per il quale il Seiko sarebbe migliore.  Nel caso della carica bidirezionale ho trovato articoli “tecnici”  dove viene in realtà  smentita la maggiore efficienza di ricarica del sistema “magic lever” in quanto gli invertitori per loro natura assorbono parte dell’energia e questo va aggiunto al fatto che il suddetto sistema presente in questi calibri Seiko, esistenti da molti anni sul mercato, è proprio il primo ad usurarsi (!) e mandare l’orologio a fare un bel pit stop. Per non parlare poi del fatto che un orologio automatico regolarmente portato è sempre al massimo della carica a prescindere dalla uni o bi direzionalità di carica. Concludiamo col fatto che l’8203 si carica anche manualmente, cosa molto utile su un diver’s per “partenze al bisogno”.

Ergo perchè il Seiko sarebbe migliore??

Un’altro glorioso e diffusissimo calibro col quale spesso l’8203 viene messo a confronto è l’ETA 2824 ( che ho montato sul mio Glicyne Combat ). In termini di precisione l’ETA va molto meglio del Seiko ma non del Miyota ( ne ho due e mi perdono 1 sec die, a volte meno!! ) e possiede il blocco macchina.A tal proposito qualcuno mi fece notare che se i leveraggi non  sono  ben fatti e calibrati fanno più danno che altro, e per quanto meglio rifinito possa essere, risulta comunque  più sensibile  ai maltrattamenti rispetto allo “spartano” 8203.

Leggevo inoltre, colui che scrive sembrava fosse un addetto ai lavori, che nel caso dell’ l’ETA 2824   non è consigliabile utilizzare di frequente la carica manuale a causa di una “accelerazione” sul processo di usura di alcuni ruotismi. Controindicazione questa non presente per il Miyota (??).

Allora perchè l’ETA è migliore? Perchè è più bello?! Perchè e Swiss Made?!

In più di una occasione ho letto testimonianze di persone che possiedono tutti i calibri appena citati potendoli trovare montati su orologi tutto sommato economici e che solo nel caso del Miyota capitava che ne venisse elogiata la longevità, la precisione o la robustezza a distanza di molti anni.

Non si può negare che spesso I movimenti Seiko ed ETA si trovano su orologi decisamente belli, ma ciò non basta per affermare se il “cuore” sia migliore o no.

Se in Miyota riuscirono a progettare un meccanismo di una semplicità assoluta, preciso, economico, affidabile e duraturo non sono stati loro forse i più bravi?

Su calibri base quali sono e quali dovrebbero essere i criteri reali per valutare la bontà di un progetto?

 

Poi  così brutto non è !?     😉

 

Citizen-8203B-Movt

 


7 Commenti

  1. Già, brutto non è ! 🙂
    Per quanto riguarda le chiacchiere, si potrebbe discutere all’infinito…
    L’eterno dibattito del “questo è meglio di quello”, non potrà mai aver fine perchè ogni essere pensante ha uno storico, dei gusti, dei punti di vista, dei pregiudizi, e fa delle valutazioni diverse da ogni altro. E per fortuna è così! Sennò sai che noia… 😉
    Anche io personalmente adoro i Miyota e credo che offrano il miglior connubio tra prezzo e funzionalità nel tempo. Però ripeto: personalmente. E rispetto le opinioni altrui, seppur confrontandomi volentieri, quando capita, con le altrui idee.

    (Ma poi oh, tanto possono chiacchierare quanto vogliono: made in Citizen non ha rivali 😉 =P 😛 ahah)

  2. Adriano

    … sempre rimanendo nell’ambito calibri base… 😉

    Gli orologi, “quelli veri”, sono altri.

  3. Va beh, quelli che chiami orologi QUELLI VERI sono sicuramente altri, però sono sempre dell’idea (opinabile) che il salto di qualità non arrivi a giustificare il salto di prezzo. Genericamente parlando…! 🙂

  4. Adriano

    Il salto di prezzo è giustificato posso assicurartelo, subentrano però tutta una serie di altri fattori che esulano da queste discussioni.

    Ci sono progetti e realizzazioni meravigliose, opere di una manifattura esclusiva del grande artigianato per non parlare poi della selezione sui materiali… Semplici capolavori che “normalmente” sono alla portata di pochi.

    La musica cambia quando dentro orologi da 1000 a 4000 euro trovi il solito, se pur ottimo, ETA 2824.
    Ad esempio sono rimasto a bocca aperta davanti un Tudor Pelagos braccialato, ma quando ho realizzato che per prenderlo avrei speso 3300 euro per un ETA 2824 che ho montato sul mio Glicine Combat da 400 euro… ecco in questi casi mi rode un pò.

    Ma se parliamo di alta orologeria e dei movimenti “fatti in casa”, beh le cose cambiano 😉

  5. D’accordissimo, è un’altra storia. Però non so, io personalmente ritengo che per quanto possa essere raffinato un orologio, e per quanto possa essere un pezzo unico fatto interamente a mano e con materiali eccelsi, tante decine per non dire centinaia di euro, sono troppi. Sicuramente mi influenza il mio stile di vita e il “reddito medio” in cui sono cresciuto… ma alla fine sono pochi centimetri quadrati di materiale, per quanto raro e costoso possa essere. L’alto artigianato si paga, ma anche lì a tutto c’è un limite.

    Poi forse è solo invidia perchè non potrò mai permettermi un orologio da 500.000 euro 😀

  6. Francesco C

    Io circa 30 anni fa mi sono preso ad un prezzo spropositato un IWC Titan, il crono tutto in titanio con i pulsanti integrati. Quando ci ho trovato dentro il Valjoux 7750 sono rimasto un po’ male. Non ho mai più preso un IWC sapendo che anche il carissimo portoghese aveva dentro il 7750.
    Ultimamente invece ho acquistato due crono con calibro di manifattura ed in questo caso come giustamente dici tu almeno il prezzo è giustificato.

  7. Adriano

    @ Francesco C

    infatti… ad esempio un Longines Hydroconquest ( bellino ) costa dui 7/800 euro, il TagHuer Aquarecer arriviamo a 1000/1200 come per il Glycine Combat Sub. Il Tudor Pelagos 3300..

    Tutti hanno un ETA 2824-2 !!! Vabbè che oltre il calibro ce altro ma da 800 a 3300 !!

    Questo per i Diver’s altrimenti il suddetto lo trovi in orologi da 300 euro.

    Penso che il Miyota 9015, almeno sotto alcuni aspetti, sia migliore del 2824 da cui il mio precedente articolo dove mi chiedevo perchè Citizen non produce e esporta quì in italia un bel Diver con i controcosi e ci schiaffa il 9015?!
    Non credo costerebbe poco ma entro i 1000 credo di si e io un bel pensiero, ma anche più, c’è lo farei.

    Tra america e europa (italia esclusa ovviamente ) lo montano cani e porci delle marche più sconosciute e non te lo regalano nemmeno. E Citizen???

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