Primo test “di carico” per un Citizen Pilot

Ho piacere di poter raccontare qui sul blog Citizenmania un episodio molto interessante e curioso: inconsapevolmente sono stato protagonista del primo test “ di carico” del mio pilot radiocontrollato.
Molto probabilmente la maggior parte di voi non sa di cosa sto parlando, ragion per cui entrerò ora meglio nel dettaglio.
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Abitualmente trascorro i fine settimana volando in diversi aeroclub d’Italia, di solito in compagnia di amici o parenti che mi chiedono di poter fare un giro con me in aereo, e anche l’ultimo weekend è stato la copia di tutti gli altri.
Questa volta avevo un collega come secondo pilota, ragion per cui abbiamo deciso di programmare un volo a bassa quota (500 ft) da Ancona a Siena e viceversa, con una ventina di minuti di programma acrobatico sopra l’aeroporto di destinazione, su specifica richiesta di un gruppo di amici.

Prima di andare in volo, bisogna sempre pianificare la missione: ragion per cui, cartina alla mano, siamo andati a vedere quali potevano essere i punti di riporto utili per la navigazione a vista, quali le prue da mantenere e quali i tempi tra un punto di riporto e l’altro in base alla velocità. Per il velivolo da noi usato (un SF260) i tempi sono calcolati per una velocità di crociera di 150Kts (150 miglia nautica per ora, ovvero circa 280 km orari): per il calcolo occorre misurare sulla cartina la distanza e, sapendo la velocità, basta un semplice calcolo matematico per trovare il tempo necessario.

Tuttavia si tratta di un calcolo indicativo, poiché in volo intervengono sempre fattori che non permettono di rispettare i tempi previsti ( uno di questi è di solito il vento).
Per velocizzare i calcoli decido di mettere in pratica quello che Citizen aveva ideato per noi piloti: il regolo aeronautico. Vi riporto qui un esempio di come abbiamo sfruttato questa geniale proprietà : da Ancona a Siena ci sono 283 miglia, e la velocità è di 150kts.

Si procede allineando il numero 15 della ghiera esterna (e questa è la velocità) con lo “speed index” ovvero il triangolino rosso, e poi si cerca il numero 28 (che rappresenta la distanza) sulla ghiera esterna. A quel punto si passa sulla ghiera interna, e si legge il tempo riportato. Nel nostro caso risulta un tempo approssimato di navigazione di circa 1:52 ore.

Dopo aver calcolato il tempo totale e nello stesso modo anche i tempi parziali tra i riferimenti visivi scelti, si procede con la pianificazione: in particolare si annotano tutti gli ostacoli sul percorso vicini alla propria quota, si fanno i calcoli del carburante necessario per ogni tratta, si cerca un aeroporto alternato su cui divergere in caso di necessità, ci si annota le frequenze radio utili, si ripassano le procedure di emergenza e si decide il programma acrobatico da mettere in pratica.

Dopo aver fatto tutto ciò, si passa ai controlli esterni ed interni dell’aeroplano, e successivamente alla messa in moto. I tempi che avevamo calcolato sono stati rispettati, e soddisfatti della buona navigazione decidiamo di iniziare il programma acrobatico. Proprio in questa parte del volo sono stato protagonista del primo “test di carico”, sia per quanto riguarda il mio Pilot Citizen che per la prima volta portavo in volo, sia per il mio telefono cellulare che non bisogna portare in volo mentre si fa acrobazia, e ora vi mostro anche il perché: mentre il mio Pilot ha resistito senza problemi a fattori di carico di 5g (ovvero 5 volte il proprio peso), il cellulare invece no.

Per chi non avesse mai sperimentato i fattori di carico, quando con un aeroplano si percorre una traiettoria curvilinea a cabrare, picchiare o in virata, la forza centrifuga aumenta proporzionalmente al quadrato del raggio e in modo inversamente proporzionale al raggio della circonferenza, ragion per cui più la cabrata è accentuata e il raggio stretto, e maggiore è la forza centrifuga! Solamente a terra mi sono poi reso conto del danno: il cellulare prima acceso, era poi spento, e al tentativo di accensione non .

Il tecnico che l’hai poi riparato mi ha riferito di aver trovato diversi componenti elettronici interni letteralmente collassati e schiacciati su se stessi: avevo perciò realizzato che tale componentistica non aveva resistito ai fattori di carico delle figure acrobatiche. Per quanto riguarda il pilot invece non c’è molto da dire: è semplicemente resistito senza una minima piega né strutturale né funzionale. Non male come primo test: senza consapevolezza ne ho testato con molta soddisfazione resistenza e funzionalità!


6 Commenti

  1. Rudy Piralla

    Possiedo il citizen pilot crono acciaio, lo skyhawk acciaio, il nighthawk acciaio, e sono tutti e tre bellissimi.
    La cosa che mi lascia perplesso e’ con il regolo cosi piccolo come sia possibile leggerlo mentre si vola con un piccolo aereo da turismo che sussulta.. ad ogni piccola turbolenza…per la precisione, rolla e beccheggia…ad ogni turbolenza…
    Ciao
    Rudy

  2. @Rudy

    Un domandone a cui sono certo risponderanno, Riccardo oppure Davide Borghi, autore del post che ospita il tuo commento.

  3. Massimiliano Giannini

    Non sono un pilota ma credo che i calcoli vengano fatti a terra in fase di pianificazione, una volta in volo suppongo servano i riscontri cronometrici tra una tappa e l’altra precedentemente calcolati. Grazie per eventuali chiarimenti in merito da parte di qualcuno più tecnico.

  4. davide borghi

    La pianificazione del volo avviene in prima istanza a terra,dove vengono tenute presenti tutte le informazioni di navigazione già possedute e in loro funzione si traccia il piano di navigazione.Tuttavia durante il volo possono intervenire dei fattori non prima noti,come variazioni delle condizioni meteo,emergenze che necessitano di un atterraggio forzato in un aeroporto alternato e molto altro ancora.In questi casi è necessario riformulare i parametri del piano di volo,e spesso in particolari condizioni un calcolo “a mente” può diventare complesso.In mancanza dei calcolatori che sono invece presenti sugli aerei commerciali,l’unica soluzione è il regolo aeronautico.Ovviamente un buon pilota deve sapere come utilizzare il regolo in ogni condizone di volo.Non è certamente cosa facile,ma posso assicurare che un pilota deve pensare contemporaneamente a mille cose,e l’utilizzo del regolo in volo è una di quelle.Per quanto riguarda le dimensioni,il regolo dei Citizen ha una grandezza e una posizione ottimale:essendo messo sull’orologio(strumento indispensabile per un pilota)si evita di portare a bordo un altro strumento(il regolo),evitando così ingombro aggiuntivo.Questa caratteristica è ottimale specie per i piloti militari di caccia,in quanto per loro lo spazio in cabina è molto limitato.La sua grandezza non è così piccola come si pensa:i dettagli delle carte che bisogna consultare in volo sono molto più piccoli di quelli del Citizen!La turbolenza o altri fattori come pioggia,neve,vento..sono di sicuro fattori aggiuntivi che occorre affrontare,ma non sono assolutamente(anzi,non dovrebbero essere)ostacoli insormontabili.Spero di aver risolto tutti i dubbi e rimango a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

  5. Riccardo

    Interessante. Senza avere esperienza di volo, all’inizio avrei detto che basterebbe portarsi appresso una calcolatrice tascabile ed ecco risolti i problemi dei calcoli in volo. Poi leggendo il tuo post sui carichi durante le manovre in aereo ho pensato che sia anche pericoloso affidarsi ad un oggetto come la calcolatrice che può diventare inaffidabile o smettere di funzionare a causa delle sollecitazioni trasmesse dall’aereo durante le manovre. Ora comincio a capire il perchè i piloti di aereo abbiano la necessità di avere un orologio studiato specificamente per le loro attività: non è solo una questione di moda.

  6. Francesco

    sono molto contento del mio nuovo superpilot in titanio, pur non essendo un pilota di aerei, apprezzo le sue doti di precisione e leggerezza nell’uso sportivo durante le mie corse in bicicletta e, nella vita quotidiana grazie alle infinite funzioni offerte da questo modello. Citizen superpilot davvero stupendo! …

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