Malakoff

Baleari, Isola di Minorca, versante di Sud/Ovest. Un groviglio di lamiere arrugginite dal quale svettano alcuni pali metallici che un tempo sorreggevano la coperta del Malakoff, una nave mercantile affondata all’inizio del 1900 a causa di una violentissima tempesta.
Proveniva dal Madagascar ed era diretta a Marsiglia. Ora giace a circa 40 metri di profondità e si è trasformata, con il passare degli anni, in un vero e proprio acquario naturale: branchi di barracuda, di dentici, di ricciole, di tanute volteggiano sopra le lamiere, mentre grosse cernie scivolano dentro i loro rifugi al minimo cenno di pericolo.

sopra il malakoff

E’ una delle immersioni più belle e più interessanti sotto l’aspetto biologico di tutta Minorca, che, data la sua posizione al centro del Mediterraneo, rappresenta un ottimo campione di indagine per monitorare lo stato della vita del nostro mare. Tanto che l’équipe dei sommozzatori della rivista SUB la tiene costantemente sott’occhio, dodici mesi all’anno, per studiare e capire il comportamento della fauna ittica nelle diverse stagioni.

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Queste immagini sono state scattate alla fine di ottobre e i subacquei indossano mute stagne e mute umide pesanti, rebreather automiscelanti a circuito chiuso e circuiti aperti con miscele e, fra gli strumenti di precisione, orologi Citizen Aqualand Eco Drive, i quali, grazie a una particolare tecnologia, sfruttano la luce per tenere in movimento i loro meccanismi e pertanto non hanno bisogno delle consuete batterie. La grande riserva di energia disponibile ha permesso di adottare un sensore della profondità estremamente sofisticato e ben quattro motori indipendenti, uno per ogni lancetta. «Abbiamo usato l’Aqualand durante immersioni impegnative, sul filo dei cento metri, – racconta un membro del team, – e siamo rimasti colpiti dalla precisione dei dati indicati e dalla facilità di lettura dello schermo, anche in condizioni difficili, con pochissima luce e acqua torbida».

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