Il mio vecchio Citizen Eco-Drive Chronograph Blue Dial con monoscocca titanio

Salve a tutti,
Prima di tutto mi presento. Sono Andrea Duni, un ingegnere gestionale che lavora e vive a Cagliari.

Ho lavorato un po’ in tutta Italia ed ho sempre avuto una forte passione per le tecnologie e per scrivere revisioni sugli oggetti o servizi che ho usato e uso tuttora. Sono un internauta dal lontano 1993 ossia dalla fondazione di VoL (VideoOnLine) e mentre prima mi avvalevo di vari soprannomi (tranne nel gruppo usenet dedicato ai cellulari delle cui faq ero il redattore) in quanto c’era la mania di questi, oggi che c’è più necessità di farsi conoscere anche lavorativamente parlando preferisco usare il mio vero nome e cognome e, dove mi interessava rimanere iscritto, ho fatto cambiare i miei soprannomi con il mio nome.

Dopo questa piccola presentazione vi anticipo che, vista l’esperienza con Citizen, non cambierei mai marca e la consiglio/regalo volentieri. Vi racconto, quindi, cosa mi è successo recentemente.

Sono il felice possessore di un Citizen Eco-Drive Chronograph monoscocca in titanio di primissima generazione (modello AP2161-68M) con quadrante blue marine, movimento Citizen calibro 0875, comprato nel lontano 1997 e che andava a sostituire un Citizen Pro Master defunto cadendo sugli scogli. L’orologio è fatto completamente in Giappone.
Nonostante di questo orologio non sia facile trovare riferimenti, sono riuscito a trovare qualche cosa online e addirittura un vostro articolo, ma posso aggiungere o definire alcuni dettagli: titanio puro per scocca monoblocco e bracciale (con chiusura di sicurezza), colore quadrante (dial) blu, cronografo 1/20 di secondo e con tempo parziale, allarme di time reset, pulsanti a molla per regolazioni (avanti e indietro), reset allo zero (la lancetta dei secondi si sposta allo zero quando viene attivata la funzione di modifica dell’ora), calendario perpetuo, marker altamente luminosi per minuti (ogni 5) e lancette, corona girevole in senso antiorario, allarme, Eco-Drive con riserva di carica di circa 80 giorni, subacqueo 200 metri, funzione 24h, indicazione di accumulatore scarico (movimento lancetta secondi a intervalli irregolari), datario, quick start (ovvero non ha bisogno di ricaricare completamente la batteria per ripartire), vetro zaffiro minerale. Le dimensioni sono di 40.5mm per il diametro e 12mm di spessore. Larghezza aletta del cinturino: 20mm con possibilità di sostituzione del bracciale con misure simili.

Allora mi fu detto che era il primo esperimento della linea Citizen Eco-Drive in Titanio. In realtà il Citizen sostituiva un Festina sempre in Titanio ma troppo morbido e il cui cinturino si era letteralmente piegato nell’uso dopo un solo giorno, per cui ero molto titubante sull’uso del titanio visto quella che mi sembrava una scarsa resistenza ai piegamenti! Tenete conto che provenivo da un ProMaster… Comunque la vera novità era l’Eco-Drive, in quanto la Citizen produceva orologi in Titanio dal 1970…

Vengo al punto: il 15 dicembre 2011 il mio fidatissimo orologio è morto… caput… dopo 14 anni di onorato servizio quotidiano al polso sinistro, e per il quale ho speso solo 5 euro per il cambio di un pulsantino che aveva preso un forte colpo e si era schiacciato, qualcosa all’interno dell’orologio si è guastato definitivamente. La prima cosa a cui ho pensato è stata la durata dell’accumulatore, così l’ho portato al centro assistenza Citizen di Cagliari in Via Puccini, vicino a casa mia… lo hanno analizzato sotto ogni punto di vista, testato, tentato di far risorgere ma niente… gli hanno anche cambiato l’accumulatore con uno di un’altro orologio morto per altri motivi (rotto) ma non ne vuole sapere di caricare l’accumulatore… va finché c’è luce, poi si assopisce…

Nonostante quindi mi sia letto con attenzione il vostro articolo sugli accumulatori non mi è servito a molto. Qualcuno avrà notato che ho scritto che è stato provato un accumulatore usato… come mai non nuovo? Ebbene, triste scoperta… Quel modello di accumulatore che monterebbe nel mio orologio è fuori produzione!!! Introvabile!!! È possibile, mi è stato detto, cambiare tutta la componentistica interna ovvero usare un nuovo circuito integrato con il nuovo accumulatore di ultima generazione che, “garantirebbe ma senza garanzia se non quella della riparazione stessa ovvero tre mesi”, un funzionamento di più di 20 anni… e che ha un costo “esiguo” di EUR 120,00… azz… Al che ho fatto un po’ di domande in giro, e per gli orologi con componenti elettroniche TUTTE e dico TUTTE le case di produzione ormai non forniscono più pezzi di ricambio singoli dopo 8-10 anni dall’uscita di produzione dell’orologio stesso quando questo è nella fascia medio-bassa. E siccome quell’orologio è uscito di produzione nei primi anni del 2000, oggi che siamo nel 2012 è praticamente introvabile ogni pezzo di ricambio. Diverso discorso ovviamente per gli orologi costosi e per gli automatici, il cui interesse da parte delle case produttrici è maggiore in quanto normalmente sono facoltosi o collezionisti gli acquirenti di questo tipo di orologi, al contrario dei modelli sportivi usati quotidianamente dalla gente comune e quindi con un’usura maggiore.

Comunque alla fine ho preso una decisione che ho già attuato dopo piccola indagine locale sul prezzo: nonostante qualcuno sacrificherebbe volentieri qualche soldino per dare nuova vita ad un vero pezzo vintage Eco-Drive, io conservo l’orologio guasto posticipando a quando potrò spendere 120 euro per un orologio che potrebbe guastarsi nuovamente dopo poco tempo, e compro il modello BJ5130-58L Supertitanio (Ti+IP) GMT con cassa e bracciale in supertitanio, quadrante blu, molto bello ed elegante. Questo perché sono riuscito a trovare un’offerta limitata online sul sito www.colosishop.com (Gioielleria Colosi della città di Paola, in provincia di Cosenza), pagandolo con spese di spedizione incluse appena EUR 176,00, ossia soli 56 euro in più che “sistemare” il vecchio cronografo, prezzo assai superiore ad altri rivenditori sia online che soprattutto locali. Ritengo infatti che, vista la politica di produzione di pezzi di ricambio limitata a 8-10 anni, spendere troppi soldi per un modello nuovo di fascia media non abbia molto senso, soprattutto perché non colleziono orologi (ho già tanti hobby e alcune collezioni, come si può immaginare dalla foto con la stilografica ed il Moleskine). L’orologio è uno strumento che mi deve dare precisione nell’orario ma anche sicurezza di resistenza nell’uso quotidiano e nelle situazioni quasi estreme, senza cambiarlo mai. Se non ho queste garanzie per un tempo ragionevole preferisco conservare il cronografo guasto al solo scopo di valore affettivo e ripararlo quando potrò permettermi di spendere soldi per un oggetto che non intendo usare. Non ho scelto invece un altro cronografo perché sia il cronografo che le altre funzioni le ho usate veramente poco. Trovo però utile la funzione GMT 24H di questo nuovo modello e la possibilità di usarlo con doppio orario.

Per ora attendo l’arrivo di questo nuovo Citizen che recensirò non appena provato adeguatamente, e lascio a voi i commenti su quanto scritto.

Concludo che questo resoconto verrà pubblicato anche sul mio sito e su siti terzi, con puntamento a www.citizenmania.it per seguirne le risposte.


50 Commenti

  1. Caro Andrea,
    benvenuto su Citizenmania.
    Le tue analisi sono molto corrette e quindi attendo con curiosità la recensione sul Super-Titanio da te acquistato.
    Devo aggiungere alla tua ottima disamina che attualmente, come avrai letto nell’articolo sugli accumulatori, la tecnologia a loro applicata è sostanzialmente migliorata rispetto a quella di alcuni anni orsono: oggi sono in grado di rendere ancora l’80% delle loro potenzialità dopo 20 anni di funzionamento.
    Riguardo alla distribuzione dei pezzi singoli di ricambio, specialmente nell’orologeria elettronica, hai ragione … a metà.
    Nei centri assistenza Citizen si procede alla sostituzione di alcune parti singole, quando esse sono convenientemente accessibili sul circuito. Parlo di bobine, rotori, quarzi, ecc.
    Devi convenire che la sostituzione di un microcondensatore oppure di un microresistore implicherebbe comunque un intervento che avrebbe un costo che supererebbe come mano d’opera, il livello di guardia.
    Tutti i Centri Assistenza Citizen sono addestrati e invitati dalla casa madre a operare le riparazioni in modo impeccabile ma con il minimo di spesa possibile per il consumatore.
    Ne deriva che se il guasto richiede una sostituzione si sceglie la via più conveniente della somma mano d’opera-ricambio.
    Il fatto che i micro componenti non siano distribuiti deriva da una onesta prudenza da parte di Citizen, che non vuole correre il rischio di fare eseguire operazioni così delicate da personale o tecnici non addestrati correttamente.
    Devo inoltre ricordarti, ma penso tu lo sappia benissimo, che se il guasto deriva dal malfunzionamento del circuito integrato, non c’è nulla da fare se non sostituire l’intero circuito stampato.
    Ti saluto con viva simpatia.

  2. Ciao Enrico,
    il centro assistenza al quale mi sono rivolto infatti ha fatto tutta un’escalation senza poi farmi pagare niente perché di fatto non me lo hanno aggiustato e se lo sono tenuti quasi un mese.
    Temo solo l’impossibilità futura di una sostituzione del circuito integrato quindi chissà che nel futuro non troppo remoto faccia questo investimento per dare altri 20 anni di vita al cronografo.

    Per quanto riguarda al modello in Super Titanio è arrivato stamane e ora sta caricando sotto il sole in terrazza (non al chiuso per non surriscaldarsi) e dovrebbe terminare intorno alle 18 visto che il sole arriva direttamente sull’orologio. Ho anche seguito il consiglio di caricarlo con la corona completamente estratta come da tuo post: http://www.citizenmania.it/articoli/la-tabella-di-ricarica-degli-eco-drive/
    vi farò sapere al più presto.

  3. Carlotta 64

    Da pochi giorni ho acquistato un Citizen eco drive da donna modello EG3125-59D, senza aver capito le caratteristiche di questo tipo di orologio (il rivenditore che me l’ha venduta non me le ha spiegate, dicendomi soltanto che si ricaricava con la luce e non avrei più dovuto cambiare la batteria).
    Mi è stato consegnato non funzionante, l’ora era ferma.
    Come da istruzioni ho provato a tenerlo sotto lampada 1-2 ore (tirando in fuori la corona) e lui ha funzionato per un’ora non di più.
    In un raro giorno di sole l’ho esposto per 5-6 ore al sole come da istruzioni (sempre con la corona in fuori) e lui ha funzionato pochissimo.
    Dopo 7 giorni dall’acquisto io non posso usare il mio orologio, che come leggo sulle istruzioni per una ricarica completa va messo 120 ?? ore sotto una lampada, io l’ho messo al sole, è più economico.
    Cosa devo fare? Sono veramente delusa e amareggiata perchè ho spese circa 400 euro……….
    grazie a tutti

  4. Carlotta 64

    Ciao sono Carlotta, da pochi giorni ho acquistato un Citizen eco drive da donna modello EG3125-59D, senza aver capito le caratteristiche di questo orologio (il rivenditore che me l’ha venduto non me le ha spiegate, dicendomi soltanto che si ricaricava con la luce e non avrei più dovuto cambiare la batteria).
    Mi è stato consegnato non funzionante, l’ora era ferma.
    Come da istruzioni ho provato a tenerlo sotto lampada 1-2 ore (tirando in fuori la corona) e lui ha funzionato per un’ora non di più.
    In un raro giorno di sole l’ho esposto per 5-6 ore al sole come da istruzioni (sempre con la corona in fuori) e lui ha funzionato pochissimo.
    Dopo 7 giorni dall’acquisto io non posso usare il mio orologio, che come leggo sulle istruzioni per una ricarica completa va messo 120 ?? ore sotto una lampada, io l’ho messo al sole, è più economico.
    Cosa devo fare?
    Sono veramente delusa e amareggiata perchè ho speso circa 400 euro………e ho un orologio non funzionante.
    grazie a tutti

  5. @Carlotta

    Sono certo che uno dei nostri esperti dopo aver letto il tuo commento ti aiuterà.

  6. Marcello

    @carlotta: restituisca il prodotto e si faccia ridare i soldi (tutti). Poi scriva qui chi è il negoziante che ha dato prova di tanta scarsa professionalità e serietà in modo che nessun altro possa incappare in tanto disservizio. Il venditore è obbligato (dalla legge e dalla serietà professionale) a consegnare un prodotto perfettamente in funzione, illustrarne nei dettagli le caratteristiche, darle tutto il supporto necessario affinchè lei possa godere del prodotto che ha acquistato. Mi sembra che ciò non sia avvenuto: non perda tempo, renda l’orologio e si faccia ridare i soldi (è un suo pieno diritto). Poi, o qui sul blog o scrivendo direttamente a Citizen, riceverà sicuramente indicazioni su negozianti seri e preparati presso i quali effettuare l’acquisto ed avere tutta l’assistenza e il servizio dovuto. Lei ha dimostrato molto gusto nella scelta del prodotto: non rinunci alla sua legittima gratificazione solo per la scarsa serietà del venditore. Quanto accadutole semplicemente non è giusto.

  7. @Carlotta 64

    Ciao Carlotta,
    l’orologio che hai preso è molto bello. Ci avevo fatto un pensierino per regalarlo a mia moglie ma lei ne vuole uno che possa usare dappertutto, anche al mare, senza troppi problemi ma che sia anche femminile e piccolo… lo sto ancora cercando…

    Per poter capire il tuo problema mi sono scaricato il manuale del tuo orologio (http://citizen.orologishop.it/public/manuale-istruzioni-libretto-in-italiano/EG3125-59D.pdf) analizzandone la forma e i materiali rispetto alle indicazioni di uso e di carica.

    Posso iniziare nel dire che è si molto bello ma anche molto delicato. Infatti è solo WR 3 bar, ovvero, come molti esperti riportano, resiste appena a schizzi di pioggia, sudore corporeo, umidità ambientale, schizzi durante il lavaggio delle mani e del viso. Devi quindi stare attenta a come lo usi… non puoi ad esempio farti la doccia (la temperatura dell’acqua aumenta la pressione) o il bagno in vasca né al mare con questo orologio…

    Detto questo è un signor orologio da donna, in acciaio cromato e laminato oro, con 24 diamanti puri e con quadrante in fine madreperla. È proprio questo bel quadrante che “rallenta” la ricarica. Infatti la maggior parte degli orologi Citizen da uomo Eco-Drive ha un quadrante pensato quasi esclusivamente per la cattura della luce, con scanalature e celle solari a vista o quasi. Nel tuo caso però questo sottile strato di madreperla si antepone alla cella e anche le dimensioni da donna non aiutano.
    Per far comprendere meglio l’argomento riporto un paragone che può aiutare: dalla tabella delle ricariche scaricata dal sito giapponese della Citizen, i tempi di ricarica del mio orologio nuovo con calibro B877 sono esattamente quelli riportati nel libretto ossia indicano per la carica completa 6 ore con il cielo sereno (100000 lux) e 17 ore con il tempo nuvoloso (10000 lux) in esterni ponendo l’orologio in modo che il quadrante risulti rivolto al sole, 53 ore a 20 cm da una lampada fluorescente da 30W (3000 lux), 158 ore ovvero 6 giorni e mezzo a 60-70 cm sotto una lampada fluorescente da 30W (1000 lux) e 320 ore ovvero 2 settimane all’interno di un ufficio normale (500 lux). Per funzionare una giornata (nella quale non riceve luce) i tempi sono di 2 minuti con il cielo sereno (100000 lux) e 5 minuti con il tempo nuvoloso (10000 lux) in esterni ponendo sempre l’orologio in modo che il quadrante risulti rivolto al sole, 15 minuti a 20 cm da una lampada fluorescente da 30W (3000 lux), 45 minuti a 60-70 cm sotto una lampada fluorescente da 30W (1000 lux) e 1 ora e mezza all’interno di un ufficio normale (500 lux). Ovviamente si intendono con la corona svitata ossia con l’orologio non in funzione. Quando lo comprai lo lascia sotto il sole invernale per 11 ore, dall’alba al tramonto. Ma rifarò una carica piena in estate prendendo il sole :), tanto per essere sicuro.

    Nel caso tuo invece i tempi non corrispondono e questo prova ancor di più che la madreperla che impreziosisce il quadrante, scherma anche i raggi solari allungando i tempi di ricarica, soprattutto nelle situazioni di luce diretta, mentre per la luce diffusa i tempi quasi combaciano.
    Infatti dalla tabella tu dovresti avere un calibro G670 (vedere retro orologio) i cui tempi di ricarica effettivi per quel calibro (riportando quelli ufficiali senza madreperla tra parentesi quadre []), sono di 11 ore [6] con il cielo sereno (100000 lux) e 40 ore [35] con il tempo nuvoloso (10000 lux) in esterni, 130 ore [120] a 20 cm da una lampada fluorescente da 30W (3000 lux). Per funzionare una giornata (nella quale non riceve luce) i tempi sono di 2 minuti con il cielo sereno (100000 lux) e 12 minuti con il tempo nuvoloso (10000 lux) in esterni, 40 minuti a 20 cm da una lampada fluorescente da 30W (3000 lux) e [3 ore] all’interno di un ufficio normale (500 lux).

    Questi sono tempi di massima. La carica dipende sia dall’intensità della luce che dalla sua direzione rispetto alla superficie da colpire. I tempi da te descritti mi sembrano normali visto che non hai fatto fare ancora all’orologio una carica completa. Attenzione a non avvicinare troppo l’orologio alla lampadina per evitare surriscaldamenti e per lo stesso motivo non lasciarlo in macchina in estate.

    Notare che il mio orologio ha la funzione Quick Start ovvero non necessita di una carica completa per funzionare ma parte subito dopo pochi secondi che è stato esposto. Invece il tuo non ha questa funzione e per funzionare correttamente ha bisogno di una CARICA COMPLETA PRIMA DELL’USO. Una volta caricato completamente bisogna solo fare attenzione a non coprirlo eccessivamente con le maniche, ma tu avrai ancor meno problemi di me visto che la tua riserva di carica è di 240 giorni (ossia quasi 8 mesi) contro la mia che è di 180 giorni e sicuramente d’estate l’orologio viene coperto raramente.

    Non ti scoraggiare quindi. È un bellissimo orologio e una volta che avrai capito le pochissime necessità degli Eco-Drive saprai apprezzarle come tutti noi.

    Ciao,
    Andrea

  8. Cara Carlotta,
    dopo aver rilevato dal form di Citizenmania il tuo indirizzo email, ti ho risposto in via privata con le indicazioni per il corretto funzionamento del tuo splendido Citizen.
    Concordo con Marcello sul fatto che non devi permettere che l’impreparazione tecnica del Concessionario influisca sulla soddisfazione di possedere e utilizzare questo gioiello.
    Devi sapere che Marcello è un importante quadro direttivo di Citizen Italia e quindi apprezza la decisa presa di posizione in tua difesa e a tutela della alta qualità Citizen.
    Sono comunque convinto che seguendo i consigli e le indicazioni che ti ho fornito riuscirai a trarre la maggiore soddisfazione dal tuo bellissimo orologio.
    Coraggio, e come ti ho sacritto, tienimi aggiornato.
    Salutoni.

  9. mirko017

    Ciao Carlotta 64,
    ho letto solo ora il tuo messaggio, ma vedo che altre persone certamente piu’ qualificate di me ti hanno gia’ fornito le opportune indicazioni.
    Segui con fiducia le indicazioni di Enrico che e’ il nostro “referente tecnico” oltre che persona di grande serieta’ ed esperienza.
    In particolare sono d’accordo con quanto ti ha detto Marcello il quale, nella sua funzione di manager Citizen, e’ giustamente molto attento all’immmagine dell’azienda ed alla soddisfazione del cliente.
    E’ veramente inaccettabile che basti la leggerezza di un rivenditore per screditare il lavoro di centinaia (o migliaia) di persone che si impegnano quotidianamente per garantire un elevato livello qualitativo.
    Sono certo comunque che tutto si risolvera’ per il meglio e potrai finalmente goderti il tuo orologio.
    Saluti.

  10. Beh, essendo passati già 7 giorni, in effetti è più semplice seguire i consigli di Enrico e Marcello… Ovvero la restituzione dei soldi e la ricerca di un altro rivenditore.
    Ma anche i miei consigli non sono da trascurare soprattutto quelli riguardanti tempi e modi di ricarica e soprattutto in vista di un riacquisto dello stesso modello.

  11. Carlotta 64

    Grazie a tutti per le vs. risposte.
    Prima di riportarlo indietro provo ancora una volta a ricaricarlo come mi ha scritto di fare Enrico Cannoletta (anche se io volevo acquistare un orologio molto più pratico, che funzioni da solo senza che io mi ricordi di ricaricarlo.., eco drive non è l’orologio delle mie corde, poi leggendo che la madreperla può ostacolare la ricarica e il negoziante non me l’ha detto, mi fa arrabbiare ancora di più).
    Se con questa ricarica non funziona, proverò a riportarlo
    indietro come già oggi pensavo di fare.
    Non so se mi renderanno i soldi, spero almeno mi sostituiscano l’orologio con un’altro tipo più adatto a me.
    Voi siete stati tutti gentili, ma io sono delusa.
    Vi aggiornerò.

  12. Ciao Carlotta,
    permettimi ancora di puntualizzare un paio di cosette.
    E’ vero, come dice Andrea Duni, che la madreperla generalmente potrebbe fungere da filtro, ma non in questo caso!
    Il quadrante utilizzato per il tuo orologio ha la trasparenza necessaria per far transitare la quantità di luce sufficiente, esattamente come tutti gli altri quadranti degli Eco-Drive.
    E questo lo posso sostenere con cognizione di causa avendo constatato il dato direttamente prima di puntualizzare, misurando con l’apposito tester la tensione che si rileva ai poli della cella solare, con il quadrante montato.
    Le dimensioni, inoltre non influiscono assolutamente sulle prestazioni, in quanto con la miniaturizzazione dei meccanismi si necessita anche di minore energia: il consumo del calibro E670 è molto limitato.
    Ultima considerazione: vedrai che quando l’orologio sarà completamente carico non avrai mai più bisogno di prestargli particolari cure. E questo per sempre, rispondendo quindi ai canoni da te richiesti circa un orologio di cui non preoccuparsi.
    La tua unica sfortuna è stata quella di aver incontrato un concessionario che non è stato in grado di fornirti indicazioni corrette e di aver incredibilmente fatto scaricare l’orologio.
    Dai! Prova e poi tienimi aggiornato.
    Salutissimi.

  13. @Carlotta 64

    In realtà secondo me se riesci a mettere da parte la delusione iniziale rimarrai soddisfatta… passata la prima carica completa dell’orologio, puoi stare tranquilla che con una riserva di 8 mesi, non dovrai pensare alla batteria per moltissimi anni… Se hai letto il mio post avrai anche letto che il mio primo Citizen Eco-Drive è morto dopo 14 anni di onorato servizio ed era la prima generazione di Eco-Drive… la nuova di cui il tuo orologio fa parte è dichiarato per un funzionamento di 20 anni almeno, ovviamente facendo attenzione alle precauzioni già esposte.
    Per quanto riguarda la questione della madreperla, non vorrei che mi avessi frainteso: la madreperla non è un ostacolo ma un abbellimento che si sposa benissimo con i diamanti a contorno del quadrante, con un piccolo sacrificio di aumento dei tempi di ricarica. Ovviamente però anche senza madreperla ovvero con un orologio con quadrante “nudo” i tempi di ricarica da te effettuati soprattutto in questi giorni che l’Italia ha poco sole, sono insufficienti per una carica completa, anche considerando che il tuo orologio non ha la funzione Quick Start. E come tutte le batterie ricaricabili, cellulari e computer compresi, la caduta di tensione quando sono molto scariche precipita esponenzialmente, mentre è progressivamente costante quando sono molto cariche. Per questo motivo ti dura pochissimo. Devi prima fare una carica completa. Poi vivrai tranquilla per almeno 20 anni.

  14. ERRATA CORRIGE SUI TEMPI DI RICARICA.
    Ho scoperto che il manuale da me indicato riferisce tempi generici. Esso infatti corrisponde alle istruzioni per orologi standard Citizen Eco-Drive: htp://www.citizenwatch.jp/support/pdf/ecodrive/all.pdf.

    Il manuale dell’orologio Citizen Eco-Drive modello EG3125-59D, il cui calibro è il G670 (informazione recuperata da siti finlandesi, non avendo a disposizione un modello simile per verificare personalmente i dati sul fondello), sono esattamente quelli della tabella generale e sono riportati nel manuale italiano del sito ufficiale giapponese: http://www.citizenwatch.jp/support/pdf/g670/i.pdf.
    Mancano però due dati, ossia carica completa a 1000 lux (lampada da 30W a 60 cm di distanza) e carica completa a 500 lux (interno di un ufficio ordinario). Li ho ricavati con un equazione con il calibro del mio orologio e sono ovviamente improponibili anche se approssimati: rispettivamente 316 ore (13 giorni) e 640 ore (27 giorni).

    Infine ci sono le differenze dei tempi di ricarica tra i due calibri, il B877 e il G670, con quest’ultimo che è quasi doppio rispetto al primo, pur avendo due funzioni in meno, ossia datario e GMT, a riprova che qualcosa di differente c’è, o dimensioni del quadrante o madreperla o entrambi (letto sempre su forum di appassionati ma non italiani) che influiscono sicuramente sulla carica di un accumulatore se non simile praticamente uguale, dimostrato anche dal fatto che la riserva di carica è superiore di ben 60 giorni, proprio per le due funzioni in meno.

    Per sapere qual’è il calibro del proprio orologio Citizen (non solo Eco-Drive) e scaricare il relativo manuale: http://www.citizenwatch.jp/support/guidhomei.htm

  15. Mi unisco anch’io all’incoraggiamento di tutti coloro che hanno già scritto.
    Non bisogna rinunciare solo a causa della mancanza di professionalità di qualcuno, soprattutto se è qualcosa che si desidera (e che è bello come un orologio CITIZEN).
    Anch’io ho avuto una esperienza un tantino simile, ma poi, grazie alla competenza di un centro assistenza, ho risolto ed ora sono soddisfattissimo dell’orologio.
    Rinunciare potrebbe significare anche pentirsi o quantomeno rammaricarsi.
    Non mollare e tenta, il risultato sarà meraviglioso!!
    Un saluto a tutti!

  16. @ Enrico

    stavo rimuginando sulla tua risposta… a parte che non vorrei che qualcuno si fosse sentito offeso o pensasse che io sono stato arrogante e presuntuoso… sono solo pignolo… quando mi interesso di qualcosa lo faccio a 360°.

    Ebbene la tensione della cella solare, ossia la differenza di potenziale tra i poli, è per forza uguale o simile a tutte le celle solari Eco-Drive funzionanti. Infatti è questa differenza con la tensione massima della pila che ne permette il caricamento. La tecnologia Eco-Drive evidentemente ha sviluppato un circuito che probabilmente supera anche questa tensione che poi viene livellata, qualunque sia la dimensione del quadrante, o per lo meno viene bilanciata con il voltaggio dell’accumulatore.

    Quello che influisce sui tempi di ricarica, però, non è la tensione (DdP) ossia il Voltaggio, ma l’intensità di corrente, ossia l’Amperaggio o in questo caso il microamperaggio. Minore è la superficie della cella (o anche maggiori sono gli ostacoli previsti come la madreperla), minore sarà l’intensità di corrente erogata e quindi maggiori saranno i tempi di ricarica.
    È un ragionamento abbastanza logico. Altrimenti vorrebbe dire che io che ho un tetto di pochi metri quadri di tegole, con dei pannelli fotovoltaici potrei erogare la stessa intensità di corrente di chi ha coperto un campo di grano… la tensione di uscita è regolata da un trasformatore affinché sia inserita nella rete elettrica di assorbimento, ma è l’amperaggio ossia l’intensità di corrente che fa la vera differenza (se è troppo bassa conviene l’accumulo e l’uso in loco) ed essa diminuisce quando è nuvoloso, proprio come per gli Eco-Drive, e la madreperla è un “nuvoloso” previsto con un fattore k ben conosciuto.

    Non conosco le specifiche elettriche Citizen ma ipotizziamo che le pile ricaricabili al litio di tutti gli Eco-Drive siano da 2,8V max. Ebbene, la tensione di tutte le celle solari Eco-Drive, affinché avvenga il caricamento, sarà di 3,0-3,5V, in modo anche da non sovraccaricare la pila quando essa è carica (più i livelli sono simili più lento è il caricamento anche se costante fino a quasi fermarsi in prossimità dell’uguaglianza). Invece mentre per il calibro B877 il microamperaggio potrebbe essere, sempre ipoteticamente, di 100 microA, per il G670, viste dimensioni e i tempi dichiarati, potrebbe essere di 50 microA, e con la madreperla anche 40 microA. Ma potrebbe anche essere che la madreperla non influisca affatto, ossia che il fattore k potrebbe essere uguale o molto simile a tutti gli altri quadranti eccetto quelli “naked”. Per cui sarebbero solo le dimensioni del calibro G670 a fare la differenza.

  17. TORRE FABIO

    Ciao Andrea,
    A mio parere trattando temi che riguardano gli orologi, quindi cose tecniche, se una persona si sente offesa in sostanza perchè altri ne sanno di più, perchè dovrebbe frequentare questi siti? Io sono ben felice quando scendete in cose così particolareggiate anche se ammetto che tante cose non le capisco. basta un poco di umiltà?

  18. Ciao Fabio,
    a volte il mio “indagare” a fondo un argomento può risultare arrogante e presuntuoso agli occhi di chi pratica quel campo da molto più tempo di me. Mi è già capitato in passato di aver scatenato l’ira di chi, volente o nolente, non ha considerato un certo aspetto da me poi evidenziato. Mi è anche capitato d’altronde di prendere certi abbagli che difficilmente dimenticherò… 😛

    Quindi il mio non è un togliere il mestiere a chi fa questo da anni ma un puntualizzare che ci sono certi aspetti che a volte vengono trascurati e magari si può imparare anche dalla gente comune, dal cliente, dal passante, che semplicemente applica le sue conoscenze, scientifiche o meno, a quel campo, e, anche qui volente o nolente, aggiunge un po’ di cultura a chi quel campo lo pratica da anni, oppure viceversa, viene smentito e si continua ad operare come prima.

    Puoi stare certo che quando e dove sbaglio, umilmente chiedo sempre scusa, e se posso corro ai ripari. L’errata corrige di cui sopra mi sembra un chiaro esempio. Più utile sarebbe il poter editare i commenti ma pazienza… non si può avere tutto dalla vita! 😀

    Buona serata a tutti!
    Andrea

  19. TORRE FABIO

    Cia Andrea,
    A scanso di equivoci, quando dico che basta un po’ di umiltà, intendo in chi legge, non in chi scrive.
    Saluti.

  20. Carlotta 64

    Ciao a tutti,
    come ultimo tentativo suggeritomi da Enrico Cannoletta, questa notte ho lasciato più di 8 ore il mio Citizen (tirando in fuori la corona) sotto una lampada da 30 W a distanza di circa 30 cm.
    Stamattina ho impostato l’orario ed è andato avanti dalle 8 alle 11 circa, poi ha iniziato a ritardare fino ad una differenza di circa un’ora.
    Dopo questa ennesima riprova ho detto basta, sono andata dal negoziante e ho restituito l’orologio.
    I soldi non mi sono stati restituiti, ma ho preso un orologio di un’altro marchio con una normale carica a pila.
    Il negoziante (questa volta sono stata ascoltata dal proprietario) era d’accordo con me che mi dovevano spiegare le caratteristiche, ma insisteva che era solo una questione di ricarica, che dovevo riportarglielo subito e loro avrebbero provveduto a farlo funzionare, ma io alchè mi sono arrabbiata e ho ribattuto che dovevano darmelo subito funzionante, altrimenti neanche vendermelo.
    Purtroppo mi hanno fatto un buono per la differenza tra i due orologi e dovrò andare da loro per utilizzarlo, altrimenti non ci metterei più piede.
    Ho voluto farvi sapere la fine di questa odissea perchè siete stati molto partecipi alla mia vicenda.
    Grazie ancora a tutti.

  21. @ Carlotta 64

    È triste quello che leggo nel tuo commento. A prescindere dalla discussione sulla carica o sul fatto che fosse guasto o meno, ritengo che il comportamento del negoziante abbia danneggiato il marchio Citizen per ignoranza voluta o meno, ma anche per incapacità di proporre soluzioni alternative Citizen. Triste anche la questione del buono… sorge anche il dubbio del perché visto che se è effettivamente guasto loro devono restituirlo al fornitore… Potevano benissimo impegnarsi alla sostituzione all’istante o in pochi giorni… invece tra le mancate spiegazioni e la mancata restituzione dei soldi hanno fatto perdere una cliente a Citizen, cliente importante visto il costo dell’orologio.

  22. mirko017

    Mi spiace che la vicenda di Carlotta 64 si sia conclusa in questo modo.
    Cio’ conferma quanto dicevo ieri, ossia che basta la leggerezza di un singolo individuo (in questo caso il rivenditore) per vanificare il lavoro e l’impegno di migliaia di persone.
    Come diceva Marcello, sarebbe interessante conoscere il nome di tale rivenditore che ha dimostrato cosi’ scarsa professionalita’, affinche’ altri potenziali acquirenti sappiano regolarsi.
    Personalmente ho fiducia nel marchio Citizen, del resto se cosi’ non fosse non avrei acquistato nel corso del tempo 19 (per ora) orologi di tale marca, pertanto se anche dovessi imbattermi in un rivenditore poco professionale (e mi e’ anche capitato per certi versi…) non cambierei il mio giudizio sull’azienda in se’.
    Tuttavia mi rendo conto che, per chi si accinge ad acquistare il suo primo Citizen, cominciare subito con un’esperienza negativa fa nascere la convinzione che i prodotti Citizen siano scadenti e che quindi sia meglio orientarsi su altre marche.
    Spero almeno che Carlotta possa avere altre occasioni per apprezzare i prodotti Citizen.
    Saluti.

  23. Francesco C

    Anch’io sono dispiaciuto per l’antipatica vicenda capitata a Carlotta che, in aggiunta al risultato finale, le ha fatto sicuramente perdere parecchio tempo ed un poco di pace.
    Colgo però l’occasione per mettere sul tavolo un argomento che mi frulla in testa da qualche tempo e sul quale vorrei sentire il parere degli amici appassionati ed anche di Citizen. Mentre il mio quattordicesimo orologio di questa marca è appena atterrato a Milano proveniente dallo UK e attendo la sua consegna (ma di questo vi parlerò fra un paio di giorni) mi vengono in mente queste considerazioni: in fabbrica gli orologi vengono completati montando una batteria già carica, poi sono infilati in una scatola dove dopo qualche ora entra in funzione il risparmio energetico (se presente). Attraverso la logistica di Citizen Giappone, il trasporto aereo, la dogana, la logistica di Citizen Italia e la distribuzione gli orologi giungono finalmente in negozio. Quanto è passato? Diciamo 6/8 settimane? Forse non bastano.
    Alcuni di questi orologi finiscono in vetrina, dove prendono un po’ di luce, ma inevitabilmente alcuni rimangono nella scatola per uscirne ed essere venduti magari sei mesi dopo l’inscatolamento. Non è certo un termine di tempo irragionevole. A questo punto però la batteria è quasi scarica e neppure il negoziante sa da quanto tempo l’orologio si trova nella scatola. Mi sembra che il forum contenga diverse segnalazioni di casi che si possono ricondurre a questa causa. Io non so come si possa fare fronte a questo problema e vorrei sentire qualche parere. Gli orologi nuovi non si possono tenere sempre esposti alla luce, per lo meno non tutti, quindi è inevitabile che si finisca per venderne qualcuno praticamente scarico, soprattutto se il cliente è indeciso e vuole vederne parecchi fra i quali scegliere. Io so come funziona il sistema di alimentazione e appena ho comperato un Eco Drive mi preoccupo subito di caricarlo, ma chi non se intende e lo compera per Natale quando la luce è scarsa a causa della stagione? Ripeto, non ho una soluzione ma forse Citizen ha pensato anche a questo aspetto.

  24. TORRE FABIO

    Buongiorno a tutti,
    Mi permetto di dire la mia circa il problema che ha avuto Carlotta. Tempo fa ho acquistato il meccanico della Citizen da un rivenditore autorizzato, che tra l’altro conosco da molto tempo, e del quale si dice sia anche un bravo riparatore. Ebbene, mi aspettavo che mi illustrasse un poco le novità di questo orologio, se non proprio come ha fatto Enrico nei suoi video di spiegazione vedi ad es. impermeabilità ecc, invece nulla, solo molta rapidità, per terminare la vendita, ed è quello che purtroppo accade anche per altri generi merceologici. Il risultato è che ovviamente non si andrà più da questi commercianti, ed è anche “una piccola delusione” per la ditta che produce il bene, la quale secondo me dovrebbe stimolare il rivenditore in alcuni casi anche ad essere più informato del cliente. la mia non vuole essere una polemica, ma converrete con me che tra l’altro trattandosi comunque di beni di un certo valore, il cliente dovrebbe essere considerato meglio. per fortuna non tutti sono così! Carlotta è stata un pò sfortunata,fosse capitata con altri “orologiai” non sarebbe accaduto ciò.
    Buona giornata a tutti

  25. mirko017

    Buongiorno a tutti,
    il tema proposto da Francesco C mi pare non trascurabile.
    Non so se i tempi di trasferimento dalla fabbrica al negozio siano quelli da lui ipotizzati, ma e’ fuor di dubbio che gli orologi, una volta arrivati a inegozi, non vengano venduti tutti immediatamente.
    Magari su questo tema specifico Enrico ci potra’ confortare con la sua esperienza diretta, essendo lui anche un rivenditore oltre che un tecnico.
    Personalmente, ma potrei essere smentito, credo che il tutto sia affidato alla serieta’ del rivenditore che dovrebbe provvedere a mettere in carica gli orologi che ha in negozio da un certo tempo.

    Invece, a proposito di cio’ che dice FABIO, non c’e’ dubbio che sarebbe meglio per tutti se il rivenditore fosse anche un buon conoscitore del prodotto che vende e si preoccupasse di spiegarlo al cliente.
    Purtroppo sappiamo che non e’ sempre cosi’.
    Salvo poche eccezioni, una delle quali e’ proprio il “nostro” Enrico, normalmente i commercianti a cui mi sono rivolto non mi hanno dato l’impressione di essere molto informati.
    Devo dire pero’ che forse io non faccio testo, perche’ quando acquisto un orologio mi documento in anticipo e pertanto so gia’ esattamente cosa sto acquistando anche senza troppe spiegazioni da parte del rivenditore.
    Anzi paradossalmente mi e’ anche capitato in un paio di casi (non in Italia ad onor del vero, ma con un rivenditore inglese ed uno americano) che neppure fossero a conoscenza dell’esistenza di un certo modello e dunque si sono informati solo dopo la mia segnalazione.
    Come magra consolazione si puo’ dire che questo problema non esiste solo per gli orologi, ma e’ comune un po’ a tutti i prodotti tecnologici.
    Saluti.

  26. Marcello

    in tutto il percorso della logistica dalla fabbrica al punto vendita l’orologio viaggia in modalità “power save” ovvero l’orologio arriva in negozio con carica pressochè al 100%. Sarà poi il negoziante ad averne la dovuta cura: esposti in vetrina funzionanti gli Eco Drive si ricaricano e rigenerando l’energia consumata e se necessario ricostituiscono la loro riserva di carica. Se invece vengono riposti in cassaforte basta riattivare il “power save” per preservarne la riserva di carica. Il punto debole degli orologi Eco Drive è…l’uomo non il sitema.

  27. Francesco C

    Apprezzo il punto di vista di Marcello ma desidero ricordare che non tutti i movimenti sono dotati della funzione power save. Solo per fare un paio di esempi il calibro 2100 non ce l’ha e nemmeno l’820 che equipaggia gli ultrapiatti. Uno 045 che non ha indicatore di carica e si trova nella sua scatola da sei mesi non è proprio al massimo della forma. Mi domando se i negozianti sono al corrente di queste cose …

  28. Neanche il mio BJ5130-58L con calibro B877 o l’orologio della vicenda di Carlotta l’EG3125-59D con calibro G670 hanno la funzione Power Save. Ovvero quindi se rimangono nella scatola fin quando non viene venduto in realtà si scaricano letteralmente completamente… il mio è stato consegnato fermo e idem quello di Carlotta, che vorrebbe dire rispettivamente più di 180 giorni e 240 giorni chiuso al buio in negozio. Io non mi sono preoccupato… anzi ero in ansia trepidante della fine del giorno… e periodicamente lo spostavo per l’inclinazione del sole e per evitargli le ombre…

    La differenza in realtà è che per orologi belli e particolari come i Citizen EcoDrive, a prescindere dalla conoscenza o meno del cliente delle caratteristiche del funzionamento, è il negoziante che deve farsi carico delle spiegazioni e a mio avviso proporre l’orologio esposto che è carico sostituendolo con uno in magazzino dopo la vendita. Ma non tutti gli orologi esposti sono in buone condizioni… per cui dovrebbe essere molto attento nelle spiegazioni…
    Molto spesso però chi vende non è ne gioielliere ne vero orologiaio… ma solo rivenditore che non ha passione ne voglia di informarsi sul funzionamento ma anche sulla cura di quell’oggetto. Magari è un semplice commesso che le caratteristiche le legge dalla scatola o dal depliant al momento della consegna…

  29. Marcello

    mi scuso ho espresso il concetto con un “mio gergo”: per power save intendo la banale operazione, possibile su tutti gli Eco Drive, di estrarre la corona. In questo modo il consumo di energia passa in proporzione da 100 a 20. Questo permette durante lo stoccaggio di preservare la riserva di carica (es gli 8 mesi di un Eco Drive solotempo standard diventano, a corona estratta circa 40).
    Il punto che vorrei condividere in questi commenti è che Eco Drive, sulla base di una lunga esperienza ed evoluzione, è un sistema veramente funzionale. Non vado oltre perchè non è nello spirito di Citizenmania promuovere i prodotti: i dati tecnici però permettono di comprendere il valore del prodotto.

  30. Ciao Marcello,
    se non si capisce da quanto sopra e dal commento all’ultimo tuo post, io adoro il sistema Eco-Drive che secondo me è il più efficiente che esista. Neanche le guardo le altre marche anche quando i modelli sono costosi e ricercati. e quando qualcuno mi chiede consiglio io consiglio sempre e solo Citizen Eco-Drive, specialmente i modelli in titanio o supertitanio.

    A proposito della funzione Power Save (risparmio energetico) da te citata (che purtroppo i modelli sopra esposti non hanno se non “manualmente”), forse ho visto male io, ma il sito italiano Citizen non riporta la spiegazione che riprendo, traduco e miglioro dal sito giapponese:
    –> Power Save 1:
    Quando le celle solari smettono di generare energia elettrica a causa di assenza di luce per 30-60 secondi (orologio posto in un cassetto o in cassaforte), l’orologio ferma la lancetta dei secondi, in modo da ridurre la perdita di energia. Ci sono modelli che fermano entrambe le lancette di minuti e secondi. Quando la luce colpirà nuovamente il quadrante, l’orologio tornerà a funzionare normalmente, ripristinando automaticamente la posizione delle lancette all’orario corretto precedentemente memorizzato.
    –> Power Save 2:
    Se le condizioni sopra riportate continuano per 60-72 ore, l’orologio ferma il calendario così come le lancette delle ore e dei minuti, per minimizzare ulteriormente la perdita di energia. Quando la luce colpirà nuovamente il quadrante, l’orologio tornerà a funzionare normalmente, ripristinando automaticamente il calendario e la posizione delle lancette all’orario corretto precedentemente memorizzato.
    Si prega di guardare il manuale di istruzioni per questa funzione, perché varia a seconda del modello. Ad esempio il calibro B110/B111 (con Power Save fino a 2 anni) ferma le lancette di minuti e secondi alla posizione delle 12, mentre l’ora continua a funzionare.

    La funzione Power Save automatica permette all’orologio di ripristinare l’ora e la data corretta entro un periodo variabile (a seconda del modello) tra i 270 giorni e i 5 anni.

    ==> Manual Power Save:
    Quando non si usa l’orologio Eco-Drive per un tempo prolungato, si possono fermare tutte le lancette e il calendario manualmente. In questo modo, l’orologio non tornerà a funzionare normalmente quando la luce colpirà nuovamente l quadrante, e l’orario/calendario andrà regolato manualmente. La carica della batteria, non avendo avuto alcuna perdita di energia se non quella naturale della pila stessa, potrebbe arrivare a superare i 5 anni, e quindi permettere un funzionamento immediato dell’orologio.

    Collegandomi all’ultimo punto, ipotizzo quindi che ai commercianti gli orologi arrivino in funzione ossia con la corona non estratta. Il mio era con la corona rientrata e l’orologio sembrava proprio nuovo, ossia non esposto.
    Per sicurezza ogni commerciante dovrebbe caricare gli orologi che gli arrivano e metterli in Manual Power Save, ma credo che si faccia molta confusione tra Power Save, ossia risparmio energetico che pochi calibri hanno, e Power Reserve, ossia riserva di carica, che è comune a tutti gli orologi Citizen Eco-Drive.

  31. Ho letto con interesse tutta la sventura di Carlotta, e gli anatemi scagliati da tutti contro questo o quel commerciante, e la (giusta!) difesa a spada tratta dell’orologio Citizen.

    Però nessuno si è posto una semplice domanda, al di là del fatto che il commerciante non abbia spiegato a come funziona l’orologio: ma se fosse stato proprio quel pezzo difettoso?

    Esiste proprio per quello, la garanzia. A volte, un orologio su un milione, nasce male. Può succedere a tutti , e stavolta è successo a Carlotta. Se l’ha messo bene in carica e non si caricava, non è colpa del negoziante (che poi, a parte dire “si carica con la luce”, non è a che ci sia molto da spiegare su un orologio del genere!), potrenne essere difettoso. So che scoccia, ma succede a tutti prima o poi nella vita, con gli oggetti più disparati. Si manda in assistenza, di solito viene sostituito con uno nuovo, e son tutti felici come prima.

  32. mirko017

    Ciao Anto’,
    l’ipotesi da te formulata non e’ da scartare. E’ possibile infatti che l’esemplare di Carlotta fosse difettoso, del resto, come giustamente hai detto, puo’ succedere a tutti.
    A mio avviso pero’ il commerciante ha sbagliato nel momento in cui ha consegnato al cliente un orologio non funzionante o quantomeno scarico.
    Probabilmente anche Carlotta e’ stata un po’ ingenua nell’accettare un orologio in tali condizioni.
    Di sicuro si puo’ dire che la faccenda nel suo complesso avrebbe potuto essere gestita meglio.
    Saluti.

  33. giuseppe90

    Salve.Ho da poco acquistato un Citizen urban eco-drive quadrante bianco braccialato e mi chiedevo se quando si dovra’ cambiare l’accumulatore(non so’ quando ma di sicuro succedera’)si trovera’ l’accumulatore originale sostitutivo o un ricambio compatibile magari tra 15-20 anni.Grazie.Distinti saluti.

  34. Francesco C

    @giuseppe90: ormai le dimensioni delle batterie, ricaricabili e non, sono state standardizzate da parecchi anni. Se e quando ci sarà da cambiare la batteria del tuo Citizen troverai quindi di certo un ricambio adatto, probabilmente come capita già ora sarà un po’ più performante di quella attuale, quindi il tuo orologio potrà stare al buio più a lungo di oggi. La batteria avrà infatti facilmente una capacità superiore a pari dimesioni.

  35. mirko017

    Ciao giuseppe90,
    posso capire la tua preoccupazione, ma la trovo un po’ eccessiva.
    Ti domandi se tra 15 o 20 anni si trovera’ un accumulatore di ricambio per il tuo orologio appena acquistato dando per scontato che sicuramente dovra’ essere sostituito.
    Analogamente allora dovresti chiederti se dopo lo stesso arco di tempo si troveranno eventualmente vetri, pulsanti, guarnizioni, ecc. che potrebbero ugualmente aver bisogno di essere sostituiti, forse prima ancora dell’accumulatore.
    Insomma, non mi pare il caso di porsi troppi problemi al riguardo, altrimenti si rischia di rimanere condizionati.
    In alternativa puoi provvedere ad acquistare adesso un set completo di ricambi per il tuo orologio, da tenere di scorta nel caso servissero, ma sarai d’accordo anche tu che sarebbe un po’ eccessivo.
    Saluti.

  36. Francesco C

    …. a parte che la batteria acquistata oggi, dopo essere rimasta scarica per 19 anni e mezzo starebbe messa molto peggio di quella montata nell’orologio e che è sempre stata caricata ….

  37. mirko017

    …infatti, la mia era ovviamente una battuta o se vogliamo una provocazione, ma non certo un consiglio serio…

  38. Francesco C

    naturalmente il mio commento era rivolto a Giuseppe e non a te

  39. giuseppe90

    Grazie a tutti x le risposte 🙂 so’ di essere un po’ esagerato ma questo orologio è stato un caro regalo di una persona cara per questo vorrei preservarne il funzionamento il piu’ possibile.Comunque spero che è come dite voi e che si troveranno i relativi ricambi in futuro.@mirko017 diciamo che mi sono informato un po’ su questo argomento ma ho pensato di scrivere a voi di Citizenmania x ulteriori delucidazioni.Grazie :).

  40. mirko017

    Ciao giuseppe90,
    come avrai certamente capito io stavo scherzando, pero’ non c’e’ dubbio che la faccenda dei ricambi sia assolutamente non banale.
    E cio’ vale sia per il cliente, che vorrebbe poter contare “a vita” sulla possibilita’ di riparare l’orologio, sia per la casa costruttrice, che col passare degli anni deve fronteggiare il problema di continuare a produrre pezzi per centinaia di modelli molti dei quali magari non piu’ in commercio.
    Non dimentichiamo che ci sono leggi che stabiliscono il numero di anni per i quali e’ obbligatorio garantire i ricambi, dopodiche’ le cose possono cambiare.
    Naturalmente molto dipende anche dalla convenienza reciproca.
    Tralasciando il valore affettivo (che, ahime’, non e’ commercialmente rilevante), bisogna vedere se dopo molti anni risulta conveniente per il cliente sostenere costi di riparazione che potrebbero anche superare il prezzo del modello nuovo, e al tempo stesso bisogna vedere se per la casa costruttrice c’e’ un qualche ritorno vantaggioso, magari anche solo in termini di immagine, derivante dal fatto di continuare a garantire la disponibilita’ dei ricambi.
    Insomma come sempre in queste faccende e’ poi il mercato a stabilire l’andamento delle cose.
    Saluti.

  41. giuseppe90

    Ciao mirko017 e grazie per l’esauriente risposta.Non resta che sperare ed affidarsi alla Citizen per il futuro.D’altronde quello che pensavo io(e che di sicuro non sara’ cosi’)è che al giorno d’oggi ci sono degli eco-drive(per esempio i pilot radiocontrollati in titanio)che arrivano a costare anche 600-700 euro…e mi chiedevo se quando servira’ non solo sostituire l’accumulatore ma come dicevi tu anche gli altri pezzi di ricambio si troveranno i relativi ricambi.Dico questo perche’ escludendo il mio modello(eco-drive base)ci sono altri modelli dai costi assai piu’ elevati e non penso che una persona compri un orologio da 500-600 euro per poi alla fine abbandonarlo in un cassetto in mancanza di ricambi.Non è una polemica la mia ma penso che la Citizen se non lo ha gia’ fatto potrebbe sopperire a questi inconvenienti,anche perche’ come dicevi ne va’ anche della sua immagine.Grazie ancora 🙂

  42. giuseppe90

    Per completare la risposta di prima penso e spero soprattutto che la Citizen riesca a sopperire a questi problemi dei ricambi(dagli accumulatori dei modelli base a tutti gli altri ricambi) anche perche’ la tecnologia eco-drive è innovativa ed ingegnosa.Saluti 🙂

  43. Francesco C

    Giuseppe, ricorda comunque che la maniera migliore per prolungare al massimo la vita della batteria ricaricabile è quella di tenerla sempre carica al massimo. Per ragioni di marketing (non allarmare i clienti) le case che producono questi orologi si limitano a mettere nelle istruzioni blande raccomandazioni tipo ‘cercate di tenere sempre il vostro orologio ben carico’. In realtà la differenza fra la durata di una batteria trattata bene ed una trascurata è notevole. Se lasci scaricare completamente la cella le dai una mazzata tremenda dalla quale difficilmente si risolleverà.
    Quindi se porti sempre l’orologio occhio alle maniche lunghe, se lo lasci ogni tanto a casa mettilo davanti ad una finestra in modo che prenda luce, non te ne pentirai.

  44. Ciao giuseppe90,
    gli orologi eco-drive sono equipaggiati con accumulatori prodotti dalle migliori case costruttrici di batterie.
    Il business per queste fabbriche è immenso, e fino a quando ci sarà richiesta(suppongo per molti anni vista la diffusione di questi orologi nel mondo) non si faranno certo pregare a produrne.
    Considera inoltre che gli stessi accumulatori sono utilizzati anche per altre apparecchiature elettroniche.
    Non vedo quindi motivo di preoccupazione.
    Ciaoooooo.

  45. Gabriele

    buongiorno, ho un citizen eco drive che è stato fermo in un cassetto per diverso tempo. Ho provato a lasciarlo una notte sotto una lampada per ricaricarlo ma senza esito. E’ possibile che si sia danneggiato l’accumulatore? l’orologio, modello action 2000, ha circa 10 anni.
    grazie
    Gabriele

  46. Dopo un anno che ho ordinato il cinturino nuovo del mio eco drive questa mattina mi sono ripreso l’orologio (senza cinturino perche non e’mai arrivato)e l’ho buttato.grazie alla citizen per la serieta’.

  47. Caro Angelo,
    mi dispiace per la tua avventura negativa.
    Spero che tu non abbia buttato realmente il tuo Citizen.
    Se vuoi contattami pure alla mia email enrico@cannoletta.it e mi impegnerò per risolvere il tuo problema.
    Cordiali saluti.

  48. Alberto Sidoti

    Buonasera a tutti,
    Benchè sia un possessore di un coronato, da quando ero adolescente adoro i Citizen. Il mio primo amore, poi ne regalai uno a mio fratello, fu il windsurfing. Oggi vanto il possesso di una ventina di pezzi. A mia moglie per natale ho regalato un diver – di cui ho il gemello maschile – ed appena uscito dalla scatola segnalava scarsa carica; dopo un paio di ore (di notte) si fermò. L’ho caricato sotto la lampada e dopo circa un’ora la lancetta ha ripreso la marcia a singoli scatti, quindi l’ho dato a mia moglie ma….stanotte si è fermato. Con gli altri non mi è mai successo, pensate che il diver monoblocco lo uso tre mesi l’anno e per nove mesi marcia dentro al cassetto. È normale o forse ho bisogno di rivolgermi all’assistenza? Grazie mille

  49. Ciao Alberto Sidoti e intanto felice anno nuovo! 🙂
    Per quanto riguarda quello che scrivi, personalmente non credo che l’orologio abbia problemi, da quello che leggo sembrerebbe solo che la batteria abbia sofferto di una scarica completa e ciò non fa mai piacere agli accumulatori al litio.
    Come raccomanda sempre il nostro fidato tecnico esperto Enrico Cannoletta, io tenterei con una ricarica drastica! Una dose massiccia di luce che spesse volte riporta in vita ed in gran forma i nostri gioiellini eco-drive.
    Ti invito a mettere l’orologio ad una distanza di circa 30 cm da una lampada di almeno 30W, meglio se a luce fredda (o ancora meglio UV, ma pochi hanno lampade agli ultravioletti in casa!) e mantenerlo in questa posizione per ALMENO 8 ore consecutive. Dico almeno perché in effetti più ci sta è meglio è: non aver paura di danneggiarlo con una sovracarica perchè è equipaggiato con un sistema di protezione che, a batteria completamente carica, scollega il circuito per evitare, appunto, sovracariche.
    La raccomandazione è di fare ciò a corona completamente estratta e quindi ad orologio fermo, per minimizzare l’impegno energetico dello stesso e aumentare l’efficienza della ricarica. Come ha di recente ricordato Enrico Cannoletta: è difficile riempire un secchio bucato 😉
    La cosa migliore sarebbe fare tutto ciò alla luce solare diretta, con le dovute accortezze. Ma visto che siamo in pieno inverno e le ore di luce sono poche, per non parlare del cattivo tempo, ti consiglio di buttarti direttamente su di una lampada in casa.

    Se dopo questo tentativo l’accumulatore non riuscirà lo stesso a mantenere la carica, probabilmente sarà il caso di rivolgersi all’assistenza. Ma personalmente non credo si renderà necessario.
    In bocca al lupo, e facci sapere!

  50. salve , sono di genova …… ho lo stesso orologio di andrea dal 1997 , al quale sono molto legato … da una settimana dopo lustri di onorato servizio , si è bloccato e stop…….volevo sapere un orologiao / centro Citizen che me lo possa riparare..anche nei dintorni di genova…….grazie a presto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *