Ecco perché Citizen ti dà di più!

Il mercato, e non solo quello orologiero, è spesso spietato. L’offerta è tanta e pullula di richiami spesso accattivanti sotto l’aspetto estetico. Ma quante sono in realtà le proposte che in campo tecnologico offrono delle informazioni chiare?

Se diamo un rapido sguardo alle pubblicità nel campo degli orologi ci accorgiamo che si parla di tradizione, di storia, e di estetica. Quando però si passa all’aspetto che dovrebbe essere più importante, ecco che il discorso si fa nebuloso e ci si limita a citare i termini qualità, affidabilità e precisione, ma senza dare supporto alle affermazioni.

In questo caso occorre dare atto a Citizen che il suo comportamento e totalmente diverso.

Vengono citati a supporto di qualità, affidabilità e precisione delle prove specifiche che rispondono a risposte tecnologiche di altissimo livello.

Prendiamo ad esempio il SuperTitanio IP.

Questo materiale brevettato da Citizen deriva da un trattamento a cui è sottoposto un minerale che è già di per sé stesso sinonimo di alta tecnologia: il Titanio. Ebbene su questa base Citizen ha elaborato una modificazione della superficie a livello atomici in modo da “incrudire” ancora di più gli atomi di titanio e rendere così cassa e bracciale costruiti in questo materiale più resistenti a usura e urti.

Ecco perché Citizen ti dà di più!Vogliamo poi parlare del sistema Eco-Drive?

Questo tipo di alimentazione, giunto ormai alla decima generazione e sempre più sensibile alla luce, ha di fatto sostituito la batteria, con grandi benefici per l’ambiente ma anche per il portafoglio.

Per non citare i discorsi che potrebbero farsi sulla qualità generale e la precisione.

Citizen dispone dei laboratori di ricerca applicati all’Orologeria certamente più sofisticati del mondo. Non a caso i record mondiali raggiunti dalla casa giapponese si moltiplicano. E queste sono prove tangibili: non si tratta di quei premi conseguiti nei soliti concorsi in cui guarda caso ci si premia a turno. Questi sono riconoscimenti numerici che sono inconfutabili.

L’aspetto estetico? Basta dare uno sguardo al ricco catalogo Citizen per avere la risposta.

E vediamo ora il riscontro economico sul mercato.

Al prezzo di un orologio di altre case, magari anonimo e senza innovazioni tecnologiche, Citizen offre un movimento a quarzo dotato di Eco-Drive.

Allo stesso costo di un orologio di nome appena conosciuto, Citizen mette a confronto un esemplare Eco-Drive, in Super Titanio e magari col cronografo.

E così via, fino ad arrivare al confronto con un orologio “di marca” al cui pari costo Citizen oppone il suo eccezionale Satellitare.

Insomma, ditemi voi se c’è partita.

 


6 Commenti

  1. Francesco C

    Concordo con Enrico sul fatto che Citizen ti dà di più ma aggiungo che se vivi in Giappone Citizen ti dà molto di più.
    A consultare il sito giapponese della casa si vedono dei modelli che fanno venire l’acquolina in bocca e che qui non arrivano mai.
    Io per esempio ho un Campanola e due Signature che sono magnifici ma per procurarmeli ho dovuto sudare, peccato.

  2. Francesco C

    … e per dimostrare di che cosa è capace Citizen ha appena presentato il suo tourbillon:

    https://www.hodinkee.com/articles/citizen-tourbillon-y01-introducing

    da restare senza fiato!

  3. giadamo

    Buongiorno, assolutamente a livello di “partita” non penso che ve ne sia sul piano tecnologia offerta/pagata; del tutto a favore di Citizen.
    L’unico dubbio che mi sorge spontaneo è(premesso che nessun orologio è “eterno”): tra 30 anni gli orologi Citizen venduti oggi, saranno ancora riparabili (inteso in senso disponibilità di ricambi per cassa e movimenti)?
    Perché per orologi di alta gamma (vedi Omega per esempio) questo è possibile (si effettuano riparazioni su Speedmaster vecchi di 30 anni), ma sarei curioso di sapere se nel 2050 si potrà ancora riparare un Citizen Altichron del 2015 e se sarà economicamente conveniente…
    Un cordiale saluto.

  4. Francesco C

    Prima che intervenga la voce ‘ufficiale’ di Enrico Cannoletta io dico il mio parere di vecchio collezionista di orologi (primo orologio ‘bello’ nel 1963).
    Secondo me la risposta è no, nel 2050 non ci saranno più i ricambi per questi orologi e l’unica soluzione sarà trovare dei NOS (new old stock) come già accade oggi per vari orologi giapponesi. Io ho una piccola raccolta ‘laterale’ di digitali Citizen e Seiko e riesco a trovare solamente interi movimenti rimasti in un armadio per 40 anni oppure orologi completi buoni ma con il movimento guasto. Un trapianto e via.

    Il motivo a mio parere è che questi sono orologi prodotti in grandi numeri con modelli che cambiano spesso e sarebbe antieconomico stoccare tutte le parti di ricambio, oltre al fatto che la richiesta sarebbe minima, solo pochissimi appassionati. Quindi la scelta industriale che viene fatta è: si rompe? buttalo e prendine un altro, costa meno a tutti te compreso.

  5. La risposta del nostro “Senatore” Francesco C è corretta.
    A me non resta che aggiungere qualche dettaglio.
    Citizen garantisce per un intervallo che varia dai 10 a 20 anni a seconda del tipo di movimento i pezzi di ricambio dal momento della cessazione di esposizione a catalogo.
    Dopo questo periodo la produzione viene interrotta.
    Ma c’è da fare una considerazione importante. Molti componenti dei nuovi modelli inseriti successivamente sono comunque comuni ai precedenti, per cui, salvo in alcuni casi limite o in caso di modelli super-particolari (come ad esempio Aqualand 1) una riparazione si potrà sempre sperare di portarla atermine.
    A condizione che ci si rivolga al tecnico giusto.

  6. Giadamo

    Infatti il dubbio che mi sorge non è tanto per i modelli tipo il BN0151-17L che pur essendo Promaster ha un costo relativamente ammortizzabile nei 10 anni (218€ complessivi), quanto per i modelli di costo più elevato come il Satellite Wave CC9020-54E od il recentissimo BN7020-09E che hanno un costo decisamente maggiore.
    Magari è un desiderio velleitario, ma da un orologio da 1500/1800€ mi aspetto una vita operativa abbastanza lunga, almeno 20/30 anni, per ammortizzarne il prezzo.
    E la disponibilità dei pezzi da parte della casa madre dovrebbe andare di pari passo, ovviamente rivolgendosi all’assistenza tecnica ufficiale Citizen.
    A mio giudizio è questo che frena molti (anche miei conoscenti) ad acquistare orologi al quarzo con costo superiore ai 300/400€, sapendo che tra 15/20 anni (forse) non sarà più possibile ripararli, se non con molta fortuna.
    Per concludere, riprendendo il discorso Omega, gli orologi di questa marca costano DECISAMENTE di più (con “features” tecnologiche inferiori), ma tra 20 o 30 anni sarà ancora possibile riparare e revisionare uno Speedmaster.
    Alla fine quel che voglio dire è che Citizen dovrebbe garantire assistenza e ricambi almeno per 30 anni per i modelli con prezzo oltre i 1000€, invece, come penso di aver inteso, tra 20 anni sarà più probabile poter riparare un Promaster basico che all’origine costava 200/300 piuttosto che un Satellite Wave da oltre 1000€, proprio per questione di maggior numero di esemplari prodotti e maggior disponibilità di pezzi di ricambio per gli Eco Drive “basici”.
    Scusate se mi sono dilungato, ma avrei seriamente intenzione di comprare il nuovo “Zilla” 1000m Eco Drive BN7020-09E, ma spendere soldi per doverlo “archiviare” in un cassetto tra 15/20 anni, a causa di rottura non riparabile per mancanza di pezzi di ricambio, un po’ mi scoccia, dato che il mio Omega Seamaster ha 15 anni e, ammesso che si rompa del tutto, i pezzi per ripararlo ci sono ancora e ci saranno per molti anni ancora.
    Mah, forse sono io che pretendo troppo e mi faccio fisime inutili , del resto, i miei Citizen BJ7017-09E e BL5315-50E continuano a marciare senza problemi dal 2010, con precisione dell’ordine di +10 sec al mese circa…
    Però è anche vero che non totalizzavano tutti e due i 600€ di prezzo!
    Un saluto cordiale!

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