Orologi Citizen Dal Mercato Parallelo
- on 25 gennaio 2012
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Un vecchio proverbio, saggezza dei popoli, recita: “Non sempre è oro quello che luccica”.
Assisto perplesso, negli ultimi tempi, un crescente interesse di alcuni utenti, nei confronti del cosiddetto “mercato parallelo”, che consiste nell’acquistare prodotti che non provengono dai normali canoni di distribuzione.
Questo accade in conseguenza ad una asserita convenienza di prezzo riferita a determinati modelli che sarebbero, e sottolineo sarebbero, più convenienti in alcuni Paesi rispetto ad altri.

Si verifica quindi la convergenza dei favori di alcuni internet-nauti a scegliere l’Inghilterra per l’acquisizione di certi radio-controllati, o l’Italia per altri Super-titanio.
Vediamo quindi, approfittando dell’ospitalità di Citizen Italia, che voglio ricordare è padrone di casa in questo blog, e della sua democrazia editoriale, di fare un po’ di chiarezza senza peli sulla lingua.
Personalmente, in qualità di tecnico e osservatore legato al mondo dell’informazione, nego decisamente l’effettiva convenienza e il risparmio tangibile nell’acquisto “fuori-canale”.
Spiego qui in seguito i capi saldi della mia tesi.
La distribuzione mondiale, è ad esclusiva cura di Citizen Giappone, la quale ha come referenti pochissimi soggetti che ne curano la diffusione nei vari continenti.
Le scelte di questi responsabili sono regolate da accordi e da vincoli intrapresi in modo globale, creando equilibri che lascino pochi spazi alla speculazione esterna.
Ne deriva che i prezzi finali degli orologi Citizen risultino il frutto di uno studio complessivo del settore, in perfetta armonia e compatibilità con i vari listini nazionali.
I prodotti, da parte loro, scaturiscono da scelte dettate dall’opportunità di mercato che gli stessi responsabili ad alto livello, ravvisano nella zona geografica di competenza.

